Dal Juke boxe alla world music

copertina fascicolo l'area di Broca

copertina fascicolo l’area di Broca                

In rete l’ultimo fascicolo dell’area di Broca a tema Mediterraneo. All’interno potete leggere i venticinque interventi degli autori che hanno dato vita a questa edizione. Un’uscita importante  che sollecita la riflessione su temi pressanti dell’attualità, come sempre, del resto, è riuscito a fare questo semestrale di letteratura e cultura che viene offerto al lettore da più di quattro decenni.

In questo numero ho scelto di parlare di musica, di ricordare, senza alcuna pretesa professionale, alcuni dei più importanti cantautori e interpreti della musica italiana dagli anni sessanta in poi.

Una riflessione tematica, certamente, ma vista in un’ottica attuale per guardare con occhi nuovi e per ascoltare, in musica, quanto il mare nostrum ha influito sulla nostra cultura. Riflessioni che non intendono esimersi da una propria visione personale su alcuni dei temi più scottanti che riguardano la questione Mediterraneo.

Trovate il mio intervento dal titolo Dal Juke boxe alla world music a pag. 14. Come sempre il fascicolo è scaricabile gratuitamente. Buona lettura.

n a n i t a

Da un filo d’erba

Fotografia di Alberto Clapis

 Fotografia di Alberto Clapis

 

io non so cosa ci sia
dall’altra parte
_______del filo spinato
ma ho imparato
______da un filo d’erba
ad andare lontano

( n a n i t a )

Lyra

photo: "Lyra" by Beth Moon

photo: “Lyra” by Beth Moon

se avessi occhi
___potrei ascoltare il canto
silenzioso delle galassie
_____che aggiunge anelli
alla mia nascosta terra


____stelle sono i miei occhi
abbracciate al mondo intero

[ n a n i t a ]

the oldest living things

"the oldest living things" on the planet by Beth Moon

“the oldest living things” on the planet by Beth Moon

stupiti gli occhi
____di antiche meraviglie
non lasciano le foglie
______abitano le chiome
del tempo senza ritorno

[ n a n i t a ]


“le più vecchie cose viventi” del pianeta fotografate da Beth Moon

Alterità e individuazione

Invito alla lettura

Ho curato per l’ultimo numero di Euterpe l’intervista a Nicola Ghezzani sul tema dell’alterità. Alcune anticipazioni sugli ultimi libri e un bell’approfondimento tra letteratura e psicologia. Qui trovate l’intera intervista.

n.16-2015

 

Note


 

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Nicola Ghezzani vive e lavora a Roma. È psicologo, psicoterapeuta, formatore alla psicoterapia e autore di numerosi saggi, articoli, libri. Ha formulato i principi della psicoterapia dialettica. Scrittore da sempre, ha dedicato una parte considerevole del suo lavoro psicologico, terapeutico e di ricerca alle dotazioni psichiche e alla creatività.

Vivere la natura

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Da quando ho aperto il mio blog sugli alberi, alcuni anni fa, ho ricevuto molte mail di sostegno principalmente da persone semplici che, come me, desideravano riscoprire un contatto diretto con la natura. Tra le ultime persone che mi hanno contattata c’è una ragazza la cui bellissima mail mi ha particolarmente colpito per freschezza e spirito di abnegazione, l’oggetto della mail era: anch’io abbraccio gli alberi!

Francesca è una giovane mamma di due bambine che ha deciso, dopo aver completato gli studi, di avviare un progetto che coinvolga i bambini e gli alberi.

“Perché ti ho scritto? me lo sto chiedendo… penso per sentirmi meno “sola” con questa mia passione e questo mio “sentire”; per poterne parlare con qualcuno che capisce e condivide, e può rimandarmi le sue “impressioni””.

Esordisce così, Francesca, in una delle sue mail. Mi verrebbe da rispondere a lei ma a tutti quelli che mi scrivono frasi più o meno simili  il cui concetto è principalmente: sento anche io quello che provi tu e che descrivi nelle tue poesie, nei tuoi racconti, nelle tue riflessioni e condivisioni che no, non siamo soli e che il risveglio interiore dell’uomo verso la natura sta maturando il suo percorso e sta riprendendo a nascere dove era sepolto.

Sono moltissime le testimonianze di questo impercettibile cambiamento che riguarda anche i costumi e la società, l’economia e le mode. Una per tutti è l’enciclica verde “Laudato si’” di Papa Francesco che, sebbene non ci abbia sorpreso perché ribadisce dei concetti già espressi più volte, per esempio nell’«Omelia per l’inizio del ministero petrino» del 19 marzo 2013, ci ha nutrito e ha nutrito il popolo verde di nuova linfa. E’ la prima volta, infatti, che un papa si occupa di ecologia esprimendo timore per la distruzione della natura da parte dell’uomo.

In quell’omelia Papa Bergoglio sottolineava:

«La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero Creato, la bellezza del Creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo». Più avanti: «Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!».

Francesca è un esempio di “custode” secondo me, una ragazza che con grande senso di responsabilità (nelle sue numerose mail mi descrive l’apprensione e il timore di riuscire nella sua impresa) ha deciso con consapevolezza e costanza di assumersi questo ruolo proprio con la porzione più importante del pianeta, quella costituita dai bambini, i quali più di tutti hanno subìto l’olocausto verde e ne subiranno purtroppo le conseguenze. Capiamo, a questo punto, quanto sia importante educare i bambini al rispetto e al rapporto con la natura. A loro abbiamo lasciato la grandissima responsabilità di correggere un andamento distruttivo che abbiamo innescato noi. E noi abbiamo il dovere morale di prepararli a questo compito consapevolmente e con amore.

“Non ricordo quand’è stata la prima volta che sono salita su un albero, ricordo la catalpa nel piccolo giardino di casa mia che è stato il mio “nido” da piccolina, prima che la tagliassero perché stava diventando gigante… quanto mi è dispiaciuto allora, per fortuna l’hanno sostituita con un bel ciliegio che allieta in primavera con i suoi fiori il cuore di mia mamma.  

Io ora abito con la mia famiglia (omissis), e vado in giro per le colline ad abbracciare gli alberi, perché mi fa un gran bene;  qui ci sono soprattutto roverelle,  ma gli alberi vecchi son pochi, perché ci scaldiamo con la legna. Ho sempre paura, da un giorno all’altro, di perdere qualche “amico”. […]

Con il mio progetto incontrerò quest’anno poco meno di un centinaio di bambini, e tutti abbracceranno gli alberi; riuscirò a creare questa connessione? a lasciar loro un bel ricordo? a farli “innamorare” degli alberi? Adesso che ci penso mi sento una grossa responsabilità…”

Ho voluto riportare le sue parole per farvi comprendere quante persone ci siano che credono in quello che fanno, ragazzi e ragazze ormai uomini e donne, quelli della mia generazione, i “bamboccioni” (!) che si sono ritrovati in mano i pezzi di un mondo da riordinare andato in frantumi, che si stanno rimboccando le maniche e stanno cercando una via, nonostante l’assenza di certezze, l’insicurezza giornaliera e la tristezza del “sogno europeo” pieno di aspettative che è completamente svanito, paralizzato da un’ideologia economica che non ha saputo integrare in sé gli altri aspetti del vivere di cui l’uomo e le nazioni necessitano.

Ripartire dai bambini, dai nostri figli, educarli a spezzare un  processo irreversibile, fare di loro esseri coscienti del mondo in cui vivono è, oltre che una grande responsabilità, una forte necessità.

Lo scrive anche Papa Francesco nella sua enciclica:

“[…]L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.” 

(dalla LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’ del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, pag.12, XIII)

 

A Francesca ho consigliato alcuni libri, anche io ho pubblicato nel blog diversi suggerimenti di giochi e consigli, tuttavia anche io mi sento impreparata a gestire il mondo dei piccoli così pieno di domande e aspettative e ho bisogno di nuovi stimoli anche per il mio percorso di scrittrice (avevo iniziato proprio a scrivere poesie e racconti per bambini diversi anni fa, sempre sulle tematiche della natura).

 Ora ho trovato un libro, per caso tra le proposte da recensire in mail , un libro che spero mi arrivi il prima possibile perché ne abbiamo bisogno! Il libro è “Vivere la natura” di Joseph Bahrat Cornell pubblicato per Ananda Edizioni il maggio scorso.

Conosciuto in tutto il mondo da naturalisti ed educatori, Joseph Bharat Cornell da molti anni si dedica ad avvicinare bambini e adulti al loro contatto interiore attraverso la natura. Ha fondato il movimento Sharing Nature®, oggi diffuso in molti Paesi. Questo suo famosissimo libro, un classico utilizzato da educatori in tutto il mondo, è stato ampliato dall’autore in occasione del ventesimo anniversario della pubblicazione, con l’aggiunta di approfondimenti e di nuove attività nella natura. pubblicata per la prima volta in italiano questa raccolta è una vera miniera di giochi e attività per conoscere l’ambiente naturale, consigli pratici per organizzare escursioni naturalistiche e per raccontare la natura.

Cara Francesca, ti scriverò presto, intanto tu, io e molti altri possiamo cominciare e ri-cominciare a leggere e a tornare a giocare con Joseph Bahrat Cornell.

Le esperienze che viviamo nell’ambiente naturale, vicino o lontano, ci rendono vivi.

Provate a ricordare i momenti in cui vi siete trovati all’aperto a muovervi, agire e imparare usando al massimo i vostri sensi, immersi in un sentimento di gioia autentica. Forse si è trattato di rari episodi, anche se vi auguro che non sia così, ma chi ha avuto la fortuna di sperimentare momenti simili, sa che rimangono scolpiti nella memoria in modo indelebile.

Conservano in sé la vita stessa. E quando li ricordate, provate di nuovo quel profondo senso di meraviglia e di infinite possibilità.

E se esistesse un metodo per risvegliare anche negli altri questo senso di autenticità? Questa è la domanda che si pose l’educatore Joseph Cornell nel 1971. [dalla prefazione]

 Leggi e scarica le prime pagine del libro “Vivere la Natura” in formato PDF

In attesa della mia recensione non dimenticate di andare a giocare fuori con i vostri figli!

[ n a n i t a ]

articolo pubblicato anche su Oficina de Textos Meio Ambiente

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Donna veliero

Salvador Dali The Boat (1942) © Gala-Salvador Dali Foundation

Salvador Dali
The Boat (1942)
© Gala-Salvador Dali Foundation

i libri sono terre emerse,

ogni libro che scegliamo è un nuovo continente da esplorare,

ogni libro che scriviamo è una meta nuova verso cui navigare.

[ n a n i t a ]

Confini

Fotografia di Alberto Clapis

Fotografia di Alberto Clapis

se non ci fosse il sogno a cancellare i confini la terra sarebbe una gabbia
[ n a n i t a ]

Nello staff di Euterpe per la rubrica interviste

Invito alla lettura:

Nel nuovo numero della rivista Euterpe sul tema dell’alterità, tantissimi e variegati gli interventi di questo nuovo numero, i miei contributi al tema di questa uscita sono due:

                    -per la sez. poesia: Eva contro Eva (pag.14)

                     -per la rubrica interviste da me curata:

“Alterità e individuazione, iper dotazioni psichiche e crisi d’identità attraverso la teoria dialettica ideata dal Dottor Nicola Ghezzani “(pag.91)

Inoltre, a partire da questo numero curerò personalmente la nuova rubrica interviste, andando a ingrossare le file della redazione di Euterpe. In questo nuovo impegno affiancherò con molto piacere uno staff di tutto rispetto: il direttore della rivista e curatore della rubrica recensioni Lorenzo Spurio, Marzia Carocci, Annamaria Pecoraro e Cristina Lania, curatrici della rubrica poesie, Martino Ciano e Luigi Pio Carmina, curatori della rubrica racconti, Francesco Martilotto e Angela Crucitti per la rubrica di articoli e saggistica.

Ringrazio quanti ci seguono da tempo e tutti coloro che vorranno iniziare a seguirci.

FireShot Capture - Euterpe - Rivista di Letteratura (ISSN_ 22_ - http___rivista-euterpe.blogspot.it_
link per scaricare e leggere gratuitamente la rivista,

buona lettura

nanita

[ n a n i t a ]

Alla scoperta dell’anima verde di Milano

La settima quercia

e altre storie verdi di Milano

 Recensione a cura di Valentina Meloni

La raccolta di racconti “green” “La settima quercia” della casa editrice Quarto Paesaggio di Milano prende il titolo da uno dei racconti vincitori del concorso “Green fiction” per l’anno 2014. Concorso che, in pochissimi mesi, ha prodotto un bellissimo risultato: quello di raccontare il verde di una città da sempre considerata molto poco green. Milano, infatti, come scrive nella nota introduttiva Chiara Bisconti,  assessora al verde del Comune, non è più la città grigia e soffocante così come vuole un certo cliché ormai superato. Milano è una città che negli ultimi anni sta riscoprendo il suo patrimonio verde, i suoi giardini, i suoi parchi. Dove il verde è sempre più percepito come un bene comune da tutelare e difendere, di cui prendersi cura in prima persona.

E’ duro a morire il pregiudizio che fa della capitale del Nord un posto grigio e duro come il cemento, scrive il presidente di Quarto Paesaggio Giorgio Tacconi, ma Milano ha un’anima verde, che emerge in tutta la sua bellezza, in tutta la sua modernità e dinamicità, in questa raccolta di racconti che mostra l’impegno con cui i cittadini, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, si prendono sempre più cura del verde pubblico.

Proprio come in “Buccia Lucente” di Marco Pellegrini, racconto vincitore del concorso, in cui s’incontrano, in un orto comune, un uomo e una donna, che non hanno apparentemente nulla in comune, a parte, forse, la buccia lucente dei peperoncini che raccolgono assieme nell’orto condiviso:

“Entrambe le nostre mani protese: quelle dita sottili e lunghe e forti che ho già guardato troppe volte si scontrano con la mia mano, la cosa mi provoca una scarica elettrica (e a lei?): «Oh scusa» quasi in coro, risatina imbarazzata. Un attimo i suoi occhi color ambra – questo me lo ero cercato su Internet perché non sapevo definirli, questa mania di dare un nome preciso alle cose che vedo – si incontrano con i miei, altra vibrazione e il piacere di essere lì nel nostro “orto in città”, un piacere intenso, che sento nelle gambe, nella schiena: solo merito di Ale, forse meglio dire della mia infatuazione per… o è davvero bello? Macchissene, mi piace e basta: l’orto e soprattutto l’Ale…”

Il racconto la settima quercia, invece,  ha come protagonista uno dei monumenti arborei più famosi di Milano: si tratta di una Quercus rubra, specie originaria del Nord America,  nata nel 1895 che fu portata in piazza XXIV Maggio nel 1924, divenendo poi un monumento ai caduti della Grande guerra. La quercia non si trova in buone condizioni di salute, tanto da aver avuto bisogno di importanti interventi di sostegno, iniziati alcuni anni fa, quando sono stati posti tiranti tra i rami e stampelle. L’albero “storico” di Milano è stato anche protagonista, nel 2004, delle tante polemiche suscitate dall’opera di Maurizio Cattelan, che appese ai suoi rami dei manichini raffiguranti bambini impiccati.

E’ una quercia che tanti milanesi non vedono, presi dai pensieri, dai mille problemi e dal flusso del traffico che lì sotto transita furentemente. La misura del tronco è pari a 510 cm, altezza intorno ai venti metri, ma la chioma è più estesa che alta.

Ce lo dice il poeta, scrittore e cercatore d’alberi, Tiziano Fratus, in una sua pubblicazione di qualche anno fa.

Se tanti Milanesi non vedono questo importante monumento arboreo, da adesso qualcuno di loro forse, comincerà a farci caso, grazie anche a queste micronarrazioni. La storia di questa quercia, che adesso si trova in compagnia di dodici platani piantumati a seguito del restauro della Darsena, per Expo 2015, viene narrata in maniera futuribile da una delle voci più giovani di questa raccolta, Filippo De Simone.

Assieme alla settima quercia, trovano spazio in questo volume davvero molto ben curato sia nelle veste grafica che nella scelta antologica, altri dieci racconti, alcuni dei quali corredati da bellissime illustrazioni. Particolari e d’effetto quelle di David Cristóbal Lozano e Arianna Tinulla che illustrano la storia di “Dente di Cane, Urtica Venenum” della giornalista Nila Shabnam Bonetti.

illustrazione di David Cristóbal Lozano

illustrazione di David Cristóbal Lozano

Il punto di vista che leggerete in questa storia è proprio quello di un dente di cane: proverete l’ebrezza di viaggiare trasportati da un soffio di vento, potrete visitare il mondo e la città da una prospettiva privilegiata e

“[…] Volare via, senza peso, senza una direzione. Improvvisando. Correndo tra le case, superando le recinzioni. Perdendosi. Accarezzando i prati, facendo il verso agli animali al pascolo. E via, sempre più veloce.”

illustrazione di Arianna Tinulla

illustrazione di Arianna Tinulla

Prospettiva interessante quella di dare voce alle piante (inutile dire che mi piace in quanto parlalberi) che si concretizza in una narrazione dal sapore antologico: “Parla la città verde: una “Spoon River” milanese” della scrittrice, calligrafa e musicista Nicoletta Romanelli. Basta leggere l’incipit per essere rapiti da tali conversazioni:

“Ciò che più sorprende nel genere umano è l’insopprimibile, incongruente, pervicace, a tratti patetica, inclinazione che spinge coloro che ve ne fanno parte a ritenersi superiori agli altri esseri viventi. In particolar modo ai viventi del mondo vegetale. Sole, pioggia, vento, fumo, neve… […] Siamo la voce verde di Milano. Mi puoi trovare in una fioriera, in un parco, in un orto condiviso, sul balcone della Sciura Pina, lungo i viali sommersi dal traffico. […] Abbiamo tanto da raccontare: siamo i testimoni silenziosi e verdi di quanto avviene in questa grande città,[…] Nasciamo, moriamo, soffriamo, siamo felici proprio come voi.[…] Abbiamo qualcosa che a voi umani non è dato afferrare: una sorta di immortalità, di saggezza, di riflessività silenziosa. Ma ora vogliamo parlare.”

 E allora lasciamoli parlare, perché hanno tanto da dirci: l’alberello di via Aleardi, le forsizie del Parco Sempione, gli alberi di via Melchiorre Gioia, gli olmi di via Mac Mahon, i novantamila alberi di Claudio Abbado e molti, molti altri ancora.

illustrazione di Marta Quagliolo

illustrazione di Marta Quagliolo

In viaggio verso nuove prospettive, attraverso questi undici racconti, conoscerete l’anima verde di Milano, magari sulla bicicletta di Marta Quagliolo, che in sogno, riesce a farci intravedere una città ancora tutta da scoprire.

“Carica di entusiasmo arrivai fino a Quarto Oggiaro e girovagai tra le vie del quartiere, mentre la magica scia della mia bicicletta faceva sorgere piccoli orti e alberi da frutto.”

illustrazione di Marta Quagliolo

illustrazione di Marta Quagliolo

Buona pedalata e buona lettura!

[n a n i t a ]

Gli undici racconti di questo volume sono i vincitori dell’edizione 2014 del concorso letterario Green Fiction, promosso dall’Associazione Quarto Paesaggio e dal Sistema Bibliotecario di Milano, con l’obiettivo di dare voce ai talenti letterari sensibili al fascino e al valore del mondo vegetale.

Se vuoi partecipare al nuovo concorso letterario Green Fiction 2015 dal tema: Nutrirsi di verde, le radici della vita. Leggi il Regolamento