Knn Italian Journal n. 7

Dopo una lunga pausa Komorebi ni nureru Italian Journal esce con un numero doppio, solo in versione digitale e gratuita, una selezione di venti haiku tratti dalla pubblicazione “Gli haiku del corpo” di Germano Innocenti tradotti in inglese da Matteo Curtoni. Le fotografie all’interno sono di Annalisa Marino.


After a long pause, Komorebi ni nureru Italian Journal presents a double issue, only in digital and free version, a selection of twenty haiku taken from the publication “Gli haiku del corpo” by Germano Innocenti, translated into English by Matteo Curtoni.The photographs inside are by Annalisa Marino.

La rivelazione del corpo come paesaggio

Secondo Basho l’Haiku è ciò che sta accadendo, proprio qui, proprio ora. Questo vuol dire che l’Haiku inizia sempre con un’esperienza, di qualunque tipo ma è la radice da cui germogliano i versi, il momento da cui l’esperienza personale si trasforma in opera d’arte.L’esperienza contiene la verità dell’haiku e può assumere molteplici forme: può essere un’azione o un evento a cui si è effettivamente assistito o partecipato, qualcosa che riguarda la nostra memoria ma può essere anche qualcosa che ha a che fare con l’immaginario, ci ricorda Jim Kacian nel suo “How to haiku”. Certamente la natura è una protagonista importante della poesia Haiku e il poeta deve saper entrare in risonanza con essa, saper diventare un tutt’uno con il contesto naturalistico nel quale l’esperienza si svolge (shizenkai) per creare una sorta di identificazione. Quelli dell’Haiku sono momenti in cui il poeta perde la coscienza di sé a causa di un’identificazione con il suo soggetto. All’esperienza e a quella caratteristica che abbiamo definito precedentemente “aquihoriedades” deve aggiungersi una rivelazione: questa è la caratteristica che distingue un buon haiku da una semplice elencazione di eventi naturali. Rivelazione che non è novità ma rinnovamento, qualcosa che ci è familiare ma che vediamo con occhi diversi o che cogliamo con una diversa sensibilità. In questa collezione Germano Innocenti si identifica con il paesaggio e l’esperienza dell’istante d’illuminazione fino al punto da rivelare il suo stesso corpo come paesaggio. Da questo momento l’esperienza porta in sé l’orma del corpo ma anche dell’immaginazione e della memoria, qui l’esperire ha una triplice connotazione e si svincola dall’usuale visione che comunemente adottiamo nei confronti delle nostre percezioni corporee. Il poeta rivela il suo salto tra realtà e istante creativo sciogliendo ogni confine tra paesaggio naturale e “paesaggio corporeo” fino al punto da mettere a nudo il proprio cuore che si rivela non essere altro che un nodo di legno scioltosi al sole. 
(Valentina Meloni, 8 agosto 2020)

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Notte interminabile

Shelley Kommers “The Dreaming Tree”

Non ho montagne da raccontarti né
amori sporchi di nevi perenni.
Tengo una piccola fiamma nel palmo
delle mani, una culla fremente
mai paga di ardere l’inestinguibile.
L’adagio bohème dello stellato
e un prato di melodie notturne
disfano l’orma insonne del creato.
Tu pensi a lei e scacci ogni parola.
E la notte diventa interminabile.

nanita, 02 agosto 2020

Millimetrica-petit onze

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E’ online la mia raccolta di petit onze con illustrazioni ad acquarello originali.

«Il meraviglioso è sempre bello, anzi, solo il meraviglioso è bello» scriveva André Breton nel suo Manifesto del surrealismo del 1924.
Può accadere di perdere la meraviglia con il suo tempo immisurabile fatto di attimi e può accadere di ritrovarla attraverso una piccola poesia.

Millimetrica è il tentativo di misurare il tempo trascorso. Un tentativo destinato a fallire perché, in realtà, ciò che resta del tempo sono gli istanti in quanto luogo sospeso nelle attese e nelle aspettative.

Questi piccoli undici sono i millimetri in cui si è andato a posare il mio sguardo. Qualche volta ho trasgredito la regola dell’undici. Privilegiando la conta avrei corso il rischio di perdere fluidità, mentre gli attimi scorrono e nella loro unicità risiede anche la loro misura.
Il petit -onze è uno spiraglio attraverso cui ci si apre all’immaginazione e alla meraviglia, al sogno e all’autenticità della vita che, spesso, supera anche l’immaginazione.


Ho scelto questa forma desueta, che è una composizione breve la cui origine viene attribuita alla scuola del poeta e scrittore francese André Breton, per la semplicità e per la libertà di espressione che la caratterizzano, ma anche per rivocare la sua funzione contestatoria.
L’idea del poeta surrealista che lo ha teorizzato era quella di contrastare la magniloquenza della poesia del suo tempo e costruire un “albero” di parole. Si noterà infatti che le parole, nella sequenza di 1/2/3/4/1, sono poste al centro del foglio a imitarne, con i primi quattro versi, la chioma e con l’ultimo, di un’unica parola, il tronco.
Piccoli alberi che sono qui raccolti a formare una semplice minuteria di ricordi. Al centro di questo bosco di parole l’immaginazione, come una casa di fate, con le sue fabulae complete dell’incipit millimetrico C’era una volta: vere e proprie favole in miniatura, a ricordarci che la vita è anche racconto, sogno e immaginazione.

La Otra Revista- pubblicazione

Condivido con voi la mia gioia per la pubblicazione della poesia Nevicata di giugno tradotta dal poeta e traduttore Carlos Vitale nella rivista “La Otra” diretta in Messico da José Ángel Leyva

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Polvere d’oro

Wiosenny jeleń

a Michela Zanarella

Ho sognato la curva dello stelo
piegarsi al limite della foglia per
un sussurro di dolcezza — qualcosa
che non può venir toccato da nulla
che non sia sopravvivenza pura.
Tu sai i sepali essere ali d’angelo, e
fibrillare di antere scintillïi
di sogno… ah l’oro dell’imponderabile,
l’oro di ciò che — senza nome — viene a
reclamare presenza e una parola
detta piano che non si sciupi in gesta
— nostra vicinanza con l’effimero —
questo spargimento d’essenza amica
resti nell’ombra come sta la cerva
— a guardia del sacro suolo un sorriso.

n a n i t a

Una poesia di Tom E. Phillips

Questa piccola poesia ha preso vita proprio all’inizio di tutto questo (isolamento covid n.d.r.) mentre ero alla finestra della nostra stanza da bagno, guardando fuori da quello che sarebbe diventato il luogo del nostro lockdown: originariamente scritta in bulgaro, con una traduzione inglese autografa, ma ora anche in italiano nella traduzione di Valentina Meloni grazie a Emilia Mirazchiyska. (Traduzione del testo dal profilo fb dell’autore incorporato sopra)

Ho molto amato questa piccola poesia di Tom tanto da volerla tradurre. Ho pensato a quanto il canto di un uccello, la meravigliosa metafora delle sue zampine sottili, siamo parole così meravigliosamente efficaci e straordinariamente metapoetiche se vogliamo considerare questo piccolo testo poetico un metaritratto in cui il cuore grande di Tom P. si regge sulle dita sottilissime di una scrittura lontana e per certi versi invisibile se non fosse per la voce, così straordinariamente potente come quella della poesia. Ma un uccellino mi ha anche avvisato che questa voce potrebbe appartenere a uno straordinario musicista di nome Mark Stewart, per questo motivo potremmo leggere questa poesia su più livelli… Non è straordinario? Io attendo qualche piccolo gossip dal Nostro Tom o da Emilia… staremo a vedere, voi intanto ascoltate musica e poesia,,, (Valentina Meloni)

Tentativo di comprendere l’evoluzione

Se pensassi che io –
sia in cima alla Creazione,
starei ignorando qualcosa:
le gambe sottili degli uccelli:
più sottili dei fiammiferi,
ma abbastanza forti,
esattamente forti quanto basta
a sostenere il corpo vulnerabile,
le ali aperte,
occhi penetranti, becco puntuto.
E così dal lungo ramo alto
dell'albero fuori dal bagno
un fringuello si mette a osservarmi
eretto sulle sue zampe sottili,
silenzioso, tranquillo, a proprio agio,
fino a quando di punto in bianco
non apre il piccolo becco appuntito
e inizia a cantare, a cantare dal cuore.

Sofia 7/4/2020

inedito per gentile concessione dell’autore

Attempting to understand evolution

Traduzione di Valentia Meloni dalla versione inglese d’autore

If I think that I –
I’m at the top of Creation,
I’d be ignoring something:
the thin legs of birds:
thinner than matchsticks,
but strong enough,
precisely strong enough
to support the fragile flesh,
the open wings,
sharp eyes, sharp beak.
And so from the long high branch
of the tree outside the bathroom
a finch is staring at me,
it stands on its thin legs,
silent, still, at ease,
until without warning
it opens its sharp little beak
and starts to sing, sing from the heart.

Sofia 7/4/2020

Опит да се разбере еволюция

Ако реша, че аз –
аз съм върхът на Творението,
ще пренебрегна нещо:
тънките крачета на птиците –
по-тънки от кибритени клечки,
но достатъчно здрави,
точно толкова здрави,
че да крепят крехкото тяло,
разперените крила,
острите очи, острия клюн.
И така от дългия висок клон
на дървото пред банята
една чинка се втренчва в мен,
тя стои на тънките си крачета,
тиха, неподвижна, спокойна,
докато най-неочаквано
отваря малкия си остьр клюн
и запява, и пее от сърце.

Versione Bulgara di Tom Phillips

Tom Phillips

Tom Phillips è nato Buckinghamshire nel 1964. È scrittore freelance e insegnante universitario a contratto in Bristol, UK. Vive a Bristol, nel Regno Unito, dal 1986, ma dagli anni 2000 ha viaggiato spesso nella penisola balcanica e gran parte dei suoi interessi letterari e di ricerca si concentrano su questa regione. È apparso in molte riviste, antologie e pamphlets e ha pubblicato tre libri di poesia nel Regno Unito: Recreation Ground (Two Rivers Press, 2012), Reversing into the Cold War (Firewater/Poetry Monthly, 2007) and Burning Omaha (Firewater, 2003) oltre a un libro di poesia bilingue in Bulgaria: Unknown Translations / Непознати преводи (Scalino, 2016). È autore di numerosi spettacoli teatrali, tra i quali Coastal Defences (Tobacco Factory Theatres, Bristol, 2014) e 100 Miles North of Timbuktu (Alma Tavern Theatre, Bristol, 2013) hanno riscosso un notevole successo teatrale. DALLA NOTA ALL’ARTICOLO DI YAWP Poesia | Recreation Ground di Tom Phillips traduzioni di Valentina Meloni

Ellen Bass – Poesie da “Indigo”

La rivista Inverso ha raggiunto i centomila lettori in tutto il mondo. Festeggia pubblicando, in anteprima mondiale, alcune poesie da Indigo, raccolta di Ellen Bass in via di pubblicazione per i tipi della Copper Canyon Press nelle mie traduzioni. In allegato anche un mio articolo introduttivo delle opere scelte in traduzione dal titolo “L’occhio della balena”.

Ellen Bass ha pubblicato numerosi e premiati libri di poesie, tra cui Like a Beggar, The Human Line e Mules of Love. I suoi libri di saggistica includono The Courage to Heal: A Guide for Women Survivors of Child Sexual Abuse e Free Your Mind: The Book for Gay, Lesbian and Bisexual Youth. Sue poesie sono apparse frequentemente in The New Yorker, American Poetry Review e in molte altre riviste. Numerosi i premi ricevuti così come le borse di studio. Cancelliera dell’Accademia dei poeti americani, Bass ha diretto laboratori di poesia nella prigione di stato della Salinas Valley e nelle carceri di Santa Cruz. Insegna nel programma di scrittura MFA presso la Pacific University e vive con sua moglie a Santa Cruz, in California. Il titolo del suo prossimo libro, Indigo, di cui ho tradotto una breve selezione di poesie, sarà pubblicato questa primavera da Copper Canyon Press (storica casa editrice indipendente di poesia fondata nel 1972 a Washington) e riprende il titolo di un poema autobiografico, originariamente pubblicato in The New Yorker e ripubblicato in The Academy of American Poets e che si può ascoltare dalla stessa voce dell’autrice nella Poetry Sound Library, la mappa mondiale della voce dei poeti.
Buona lettura

Inverso - Giornale di poesia

[n. d. r.]La nostra rivista ha raggiunto i centomila lettori in tutto il mondo. Festeggiamo pubblicando, in anteprima mondiale, alcune poesie da Indigo, raccolta di Ellen Bass in via di pubblicazione per i tipi della Copper Canyon Press. Ci teniamo a ringraziare tutti coloro che, dal 2018, lavorano quotidianamente a questo progetto e, in particolare, Valentina Meloni ed Emilia Mirazchiyska per l’opportunità che ci hanno offerto con quest’articolo.

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L’occhio della balena – Ellen Bass

Ellen Bass ha pubblicato numerosi e premiati libri di poesie, tra cui Like a Beggar, The Human Line e Mules of Love. I suoi libri di saggistica includono The Courage to Heal: A Guide for Women Survivors of Child Sexual Abuse e Free Your Mind: The Book for Gay, Lesbian and Bisexual Youth. (Il coraggio di guarire: Una guida per donne sopravvissute all’abuso sessuale minorile e Libera la tua…

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La panchina dei poeti

Fotografie

Questa mattonella identifica La Panchina dei Poeti a Isola Maggiore sul Lago Trasimeno. È una mattonella in ceramica creata da Maria Letizia Bittoni a Terragaia. Un luogo così poetico meritava senz’altro un angolo celebrativo e Maria Letizia ha realizzato e si adopera per conservarlo e rinnovarlo.

Dallo scorso anno ha anche organizzato una piccola iniziativa culturale alla quale ho aderito su sua richiesta con vera gioia. E così vi trasmetto le indicazioni per partecipare a questa iniziativa gratuita volta alla valorizzazione del territorio e in particolare dell’area protetta del Parco del Lago Trasimeno e di Isola Maggiore. Se non l’avete mai visitata vi consiglio di mettere questa visita nel taccuino delle cose da fare post quarantena.

Quest’anno il tema dell’iniziativa che vedrà la poesia vincitrice affissa tra quelle della panchina è:

Isola Maggiore e il suo Lago. Pensieri, emozioni e sogno.

Qui potete visionare e scaricare il regolamento con tutte le indicazioni e la scheda di partecipazione da compilare e firmare da allegare alla vostra poesia a partire dal giorno 23 aprile 2020 ed entro il 23 settembre 2020.

nanita