La casa delle fate


Va.lentina Meloni · La Casa Delle Fate
Inedito del 04/2020, poesia dedicata alla Casa delle Fate di Goffredo Parise, a Salgareda, luogo incantato

Under the sea – Knn n. 8

Oltre al rapporto con le arti tradizionali della pittura e della fotografia, e con quelle della tradizione giappponese come la calligrafia, l’ikebana e la pittura sumi-e, l’Haiku si combina anche con altre forme d’arte, come la musica (ne abbiamo dato esempio in Gust of wind di Paola Venezia) la danza e varie forme di arte plastica: architettura, scultura, ceramica, arte tessile, arte cartacea, origami, ebanisteria, mosaico, ialurgia, oreficeria, gioielleria etc…Queste ultime sono meno comuni e, certamente, più difficili da riprodurre, ma sono altrettanto interessanti e seguono i criteri estetici comuni all’Haiga. In “Under the sea” Kazumi Karaki combina l’arte orafa, che prosegue la tradizione di Minoru Azama attraverso la tecnica della fusione a cera persa, con la poesia Haiku e la presenta in ventiquattro creazioni originali e quattro varianti linguistiche che hanno ognuna una propria armonia compositiva. Questo numero di Komorebi nn Italian Journal si pregia della traduzione spagnola di uno dei maggiori poeti di Granada, Pedro Enríquez e presenta per la prima volta al pubblico internazionale gli haiku dell’artista Kazumi Karaki.

Il numero completo di Knn n. 8 uscirà a giorni in forma di e-book.

In “Under the sea” Kazumi Karaki combines the goldsmith’s art, which continues the tradition of Minoru Azama through the lost wax casting technique, with Haiku poetry and presents it in twenty-four original creations and four linguistic variants that each have their own compositional harmony. This issue of Komorebi nn Italian Journal boasts the Spanish translation of one of the greatest poets of Granada, Pedro Enríquez, and presents the haiku by artist Kazumi Karaki to the international public for the first time.


 SCARICA E LEGGI IL NUMERO 8 DI KNN ITALIAN JOURNAL

Oltremare- settembre

Per la rubrica Oltremare in Poesia: Femminile, singolare oggi pubblichiamo sei poesie da “Haunt” di Susan Mac Master tradotte da Angela D’Ambra. Sono tutte inedite in Italia, non incluse nella silloge Visitazioni, poesie scelte da Haunt di Susan McMaster, terza plaquette della collana Foglie d’acero, pubblicata in Italia da IMPREMIX.

Susan McMaster è poetessa, redattrice letteraria, poetessa performativa canadese. Vive a Ottawa, Ontario, dove si è trasferita con la famiglia nel 1955 e dove ha frequentato la First Avenue Public School, Elmdale, Connaught, Lisgar Collegiate (1966), la Carleton University (B.A. inglese; studi universitari in giornalismo 1970), e l’Ottawa Teacher’s College (Elementary Certificate 1971).

I suoi libri di poesia più recenti (anteriori a Haunt) sono: Paper Affair: Selected Poems e New (Black Moss 2010); Pith and Wry: Canadian Poetry (Scrivener Press 2010) e Crossing Arcs: Alzheimer’s, My Mother, and Me (Black Moss 2010), finalista per l’Acorn-Plantos People’s Poetry Prize (2010), per l’Ottawa Book Awards (2010) e per l’ Archibald Lampman Poetry Prize (2010). Susan è autrice di varie raccolte di parole e musica, registrazioni di poesia per performance, copioni; ha curato antologie e puvìbblicazioni di poesia; è stata fondatrice ed editore della rivista nazionale femminista e d’arte Branching Out (1973-).

G. Bolla – V. Meloni: “Corrispondenze da un mondo increato” La Vita Felice, 2018. Prefazione di F. Franzin. Otto poesie e un commento breve.

Oggi in Limina Mundi con una nota di Adriana Gloria Marigo su Corrispondenze da un mondo increato

LIMINA MUNDI

Nella ferita del mondo offeso sopravvivono brincelli vivificanti gli strati dolenti: sono nuclei di bellezza, figure eterne che riconsegnano all’anima il dispiegarsi in volo; l’innalzarsi sopra la gravità della materia, il groviglio delle cadute rovinose, la cecità sul prodigio che affiora nella prossimità dell’incontro: come in Gustavo Adolfo Bécquer fiorisce «sobre el volcán la flor», nel «dialogo in poesia» fra Giorgio Bolla e Valentina Meloni germogliano “neve, fiore” come alchimia di elevazione dalla densità materica della vita accanto a “nome, tempo, notte, sogno, ritorno,…”, alcuni dei topoi della silloge in cui « … il granello prepotente, sfuggito al corvo, / confinato in impronte pressate senz’aria, / s’innalza più forte, uccide il buio cieco, /si contorce di sbieco a cercare un varco…»

Adriana Gloria Marigo

GB

03/10/2017 ore 21.25

Che strana terra

è la tua

anche quando la neve

riempie i confini

dei prati

ogni volta perde tutto

la Signora nostra

View original post 395 altre parole

Knn Italian Journal n. 7

Dopo una lunga pausa Komorebi ni nureru Italian Journal esce con un numero doppio, solo in versione digitale e gratuita, una selezione di venti haiku tratti dalla pubblicazione “Gli haiku del corpo” di Germano Innocenti tradotti in inglese da Matteo Curtoni. Le fotografie all’interno sono di Annalisa Marino.


After a long pause, Komorebi ni nureru Italian Journal presents a double issue, only in digital and free version, a selection of twenty haiku taken from the publication “Gli haiku del corpo” by Germano Innocenti, translated into English by Matteo Curtoni.The photographs inside are by Annalisa Marino.

La rivelazione del corpo come paesaggio

Secondo Basho l’Haiku è ciò che sta accadendo, proprio qui, proprio ora. Questo vuol dire che l’Haiku inizia sempre con un’esperienza, di qualunque tipo ma è la radice da cui germogliano i versi, il momento da cui l’esperienza personale si trasforma in opera d’arte.L’esperienza contiene la verità dell’haiku e può assumere molteplici forme: può essere un’azione o un evento a cui si è effettivamente assistito o partecipato, qualcosa che riguarda la nostra memoria ma può essere anche qualcosa che ha a che fare con l’immaginario, ci ricorda Jim Kacian nel suo “How to haiku”. Certamente la natura è una protagonista importante della poesia Haiku e il poeta deve saper entrare in risonanza con essa, saper diventare un tutt’uno con il contesto naturalistico nel quale l’esperienza si svolge (shizenkai) per creare una sorta di identificazione. Quelli dell’Haiku sono momenti in cui il poeta perde la coscienza di sé a causa di un’identificazione con il suo soggetto. All’esperienza e a quella caratteristica che abbiamo definito precedentemente “aquihoriedades” deve aggiungersi una rivelazione: questa è la caratteristica che distingue un buon haiku da una semplice elencazione di eventi naturali. Rivelazione che non è novità ma rinnovamento, qualcosa che ci è familiare ma che vediamo con occhi diversi o che cogliamo con una diversa sensibilità. In questa collezione Germano Innocenti si identifica con il paesaggio e l’esperienza dell’istante d’illuminazione fino al punto da rivelare il suo stesso corpo come paesaggio. Da questo momento l’esperienza porta in sé l’orma del corpo ma anche dell’immaginazione e della memoria, qui l’esperire ha una triplice connotazione e si svincola dall’usuale visione che comunemente adottiamo nei confronti delle nostre percezioni corporee. Il poeta rivela il suo salto tra realtà e istante creativo sciogliendo ogni confine tra paesaggio naturale e “paesaggio corporeo” fino al punto da mettere a nudo il proprio cuore che si rivela non essere altro che un nodo di legno scioltosi al sole. 
(Valentina Meloni, 8 agosto 2020)

LEGGI E SCARICA IL NUMERO GRATUITAMENTE

Notte interminabile

Shelley Kommers “The Dreaming Tree”

Non ho montagne da raccontarti né
amori sporchi di nevi perenni.
Tengo una piccola fiamma nel palmo
delle mani, una culla fremente
mai paga di ardere l’inestinguibile.
L’adagio bohème dello stellato
e un prato di melodie notturne
disfano l’orma insonne del creato.
Tu pensi a lei e scacci ogni parola.
E la notte diventa interminabile.

nanita, 02 agosto 2020

Millimetrica-petit onze

Leggi l’estratto

E’ online la mia raccolta di petit onze con illustrazioni ad acquarello originali.

«Il meraviglioso è sempre bello, anzi, solo il meraviglioso è bello» scriveva André Breton nel suo Manifesto del surrealismo del 1924.
Può accadere di perdere la meraviglia con il suo tempo immisurabile fatto di attimi e può accadere di ritrovarla attraverso una piccola poesia.

Millimetrica è il tentativo di misurare il tempo trascorso. Un tentativo destinato a fallire perché, in realtà, ciò che resta del tempo sono gli istanti in quanto luogo sospeso nelle attese e nelle aspettative.

Questi piccoli undici sono i millimetri in cui si è andato a posare il mio sguardo. Qualche volta ho trasgredito la regola dell’undici. Privilegiando la conta avrei corso il rischio di perdere fluidità, mentre gli attimi scorrono e nella loro unicità risiede anche la loro misura.
Il petit -onze è uno spiraglio attraverso cui ci si apre all’immaginazione e alla meraviglia, al sogno e all’autenticità della vita che, spesso, supera anche l’immaginazione.


Ho scelto questa forma desueta, che è una composizione breve la cui origine viene attribuita alla scuola del poeta e scrittore francese André Breton, per la semplicità e per la libertà di espressione che la caratterizzano, ma anche per rivocare la sua funzione contestatoria.
L’idea del poeta surrealista che lo ha teorizzato era quella di contrastare la magniloquenza della poesia del suo tempo e costruire un “albero” di parole. Si noterà infatti che le parole, nella sequenza di 1/2/3/4/1, sono poste al centro del foglio a imitarne, con i primi quattro versi, la chioma e con l’ultimo, di un’unica parola, il tronco.
Piccoli alberi che sono qui raccolti a formare una semplice minuteria di ricordi. Al centro di questo bosco di parole l’immaginazione, come una casa di fate, con le sue fabulae complete dell’incipit millimetrico C’era una volta: vere e proprie favole in miniatura, a ricordarci che la vita è anche racconto, sogno e immaginazione.

La Otra Revista- pubblicazione

Condivido con voi la mia gioia per la pubblicazione della poesia Nevicata di giugno tradotta dal poeta e traduttore Carlos Vitale nella rivista “La Otra” diretta in Messico da José Ángel Leyva

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO