Tutto il blu del mondo

Amanti in blu 1914, Marc Chagall

ecco l’inverno col suo passo lento
cadenzato di voli, dolce lamento
di un sonno lunghissimo e sereno.
non si posa ancora la nostra neve
e le foglie che cadono, neppure loro
possono davvero farci del male
adesso che viene la notte del seme
ci prende la mano ci fa acquietare…

sai, amore, ho raccolto il canto
dei mille e più uccelli del nostro tempio
e ho riconosciuto la tua solida voce
impastata di dolore e di vento
io non so dirti perché ho tremato quando
ogni sillaba si è andata posando
come una carezza affiorante di parole
su tutti gli alberi della mia foresta

io non so dirti perché ho pianto e in cielo
si è aperto un rovescio d’azzurro
che ha colorato tutta l’aria d’intorno…
ma adesso che hai accarezzato di pioggia
tutte le mie radici nascoste non posso
fermare questa primavera precoce
mi fiorisci dentro a ogni nuovo fiore
ogni seme spinge fuori la sua anima
sottile e mi feconda di petali e colori.

ma se viene la neve, dimmi, come faremo
a tenere in vita questa nostra ferita
da cui s’innalza un invisibile giardino?
la copriremo come si fa con i bambini
diremo che non ci amiamo
diremo che non ci conosciamo
e inganneremo così bene il cielo
che tutto il blu del mondo verrà
a coprirci gli occhi di pianto.

Valentina Meloni, pubblicato il 25/02/2020 in Le parole di Fedro ed è stata commentata e tradotta in spagnolo da Jorge Montero Calderón

La parola “Blu” è molto interessante, in lingue come l’inglese o l’italiano, ha due connotazioni estremamente diverse, una si riferisce alla ruota dei colori e l’altra simboleggia la tristezza totale, profonda, fondamentalmente indescrivibile. Questa poesia descrive quella tristezza, poiché aggiunge una tenerezza vitale, un soffio di speranza che ricorda lo sbocciare inaspettato di un amore fatale e quindi indimenticabile.

Toda la tristeza del mundo


Llegó el invierno con su ritmo lento
Su vuelo cadencioso, dulce lamento
de un sueño largo y tranquilo.
Nuestra nieve todavía no se asienta
y ni siquiera las hojas al caer
nos pueden realmente hacer daño
ahora que cae la noche de la simiente
Toma nuestras manos, nos hace callar …

Sabes, amor, recogí la canción
de las mil y más aves de nuestro templo
y reconocí tu voz sólida
mezclada con dolor y viento
No sé decirte por qué temblé cuando
cada sílaba se posó
como una caricia emergente de palabras
en todos los árboles en mi bosque

No puedo decirte por qué lloré
Ni porque el cielo
dibujó un contrapunto azul
que coloreó todo el aire alrededor …
pero ahora que has rociado
todas mis raíces ocultas no puedo
detener esta precoz primavera
florece dentro de cada nueva flor
cada semilla empuja su alma
Delgada y fecundada con pétalos y colores.

pero la nieve llegará, dime,
¿Cómo mantendremos viva nuestra herida
esa, de dónde surge un jardín invisible?
la cubriremos como lo hacemos con los niños
diremos que no nos amamos
diremos que no nos conocemos
y engañaremos tan bien al cielo
que toda la tristeza del mundo vendrá
para cubrir nuestros ojos con lágrimas.

Traduzione di Jorge Montero Calderón

Dendrarium-anticipazioni

Anticipazione di una poesia tratta da Dendrarium che uscirà con la mia traduzione a settembre 2020 per i tipi di Musicaos Editore di Luciano Pagano nella Collana “Fogli di Via”, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, in collaborazione con il Centro PENS-Poesia Contemporanea E Nuove Scritture del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università del Salento. La collana ospita poesie e studi critici come “Poesie. inferno minore. )e pagine del travaso”, a cura di Annalucia Cudazzo, edizione critica delle raccolte poetiche di Claudia Ruggeri.

Sono del mare dell’acqua del vento

immagine di Nelson Reed

sono del mare dell’acqua
del vento non mi puoi
prendere legare incatenare
sono del mare dell’acqua
del vento vado per strade
tessute di bisso e fluttuo
con le maree del mio essere
vago per campi di luna
in luminosi sentieri intenta
sono del mare dell’acqua
del vento sono del tempo
buono quello che non si
conta e navigo su oceani
di solitudine persa in abissi
infiniti di malinconie solo mie
mi perdo negli idrogeni
del mondo… io sono del mare
dell’acqua e del vento

(da Se mi sfiori sfiorisco-Blooms, nanita)

Siamo i figli della vita -Muhammad Najem

Fotografia dalla pagina fb di Muhammad Najem

Della vita siamo i figli,

le amate divinità

Come fiori sulla Terra,

siamo luminosi

Siamo i figli dell’esistenza

Come possiamo fare i bravi tra guerre,

tragedie e angoscia?

Teneteci lontani dall’assedio,

dalla sua tirannia

Siamo i figli della vita

*

Sì, non è tuo figlio.

Quelle non sono le sue lacrime.

Non preoccuparti per un bambino non tuo.

Lascia stare, non è il tuo bambino.

Lacrime scendono a pioggia.

Lacrime scorrono a fiumi.

Per ogni tuo silenzio si alza un grido di dolore.

Rammaricati di questa delusione.

Tu non sei suo padre.

*

Non è tuo figlio,

Non muoverti dal tuo letto.

Non offrirgli il tuo cappello per ripararsi dal gelo.

È solo un bambino, perché preoccuparsi per lui?

È un essere sudicio, non è affar tuo

Stai lontano dai problemi che non ti riguardano

Dormi tranquillo e al calduccio così da non sentire freddo

*
We are the sons of life,

we are the beloved deities

We are as flowers in the world,

we are luminous

We are the children of life

How can we behave in wars,

in tragedies, and in distress?

Keep us away from a siege,

from its tyranny

We are the children of life

*

Yes, he is not your son.

Those are not his tears.

Do not worry about a child not yours.

Never mind a child that is not yours.

Tears falling like rain.

Tears running like rivers.

Cries of pain for your silence.

Feel disappointed to let you down.

You are not his father.

*

He is not your son,

Do not move from your bed.

Do not give your hat to him because it is cold

He’s just a kid, why worry about him?

He is a dirty human, this matter is not yours

Stay away from problems that do not concern you

Sleep in peace and warmth so that you do not feel cold

Testi di Muhammad Najem

tradotti da Valentina Meloni

Muhammad Najem,  è un ragazzo ora diciassettenne, che alcuni anni fa ha iniziato a documentare gli orrori della guerra in Siria attraverso i suoi selfie, in particolare nella zona di Ghouta (un sobborgo di Damasco) dove si è consumata la guerra civile fratricida.
Lo slogan un selfie per #SAVEGHOUTA ha fatto il giro del mondo partendo dal suo account twitter (muhammad najem)

Un articolo che parla di lui

La piccola volpe che ero

Laura Makabresku Photo

tengo stretta al grembo
la piccola volpe che ero:
le orecchie dritte
i denti aguzzi
il muso puntuto che saggia l’aria
e la lunga coda rossa
una carezza al grano di primavera.
ho sempre con me i suoi occhi vispi
— addormentati tra le mani —
una fiammella che s’accende improvvisa
quando scopre il passero del perduto amore
ancora cinguettante sul ramo dei ricordi.

11, gennaio 2019- inedito

nanita

Chinese Language Monthly

Poesie tratte da Alambic (Progetto Cultura, Roma, 2019) e alcuni inediti: Forest, L’albero e il bambino, La bambina che parlava agli alberi, Un fiore non è mai lo stesso, Ho abbracciato un Ginkgo sono state tradotte in Cinese dal poeta e professore Tzemin Ition Tsai e pubblicate nella rivista di letteratura Chinese Language Monthly con sede in Taiwan. In qualche modo da Nei giardini di Suzhou conservo il legame con la Cina e l’Oriente…

Suite della solitudine

Una piccola pubblicazione numerata in 100 copie autografe, da un’idea di Rosario Morra con sue illustrazioni e un commento all’opera inedita. Questa la mia unica parola del 2019, preziosa.

All’interno:

Suite della solitudinekatatuta sequenza

Eco di maresuite in Haiku

-8 illustrazioni e una nota

“Per parlare di poetica devo ricorrere a una necessità etica che non so motivare. Il rispetto di alcune regole, di un metodo, non è testardaggine o scelta estetica, ma ma un obbligo morale.
Abbandonare questi limiti non mi è concesso e cerco, quasi in una espiazione preventiva,il risarcimento che l’opera costituirà. Inizialmente credevo, nell’accostare puntini, di voler ottenere un segno ansioso, che inciampasse continuamente, una scelta ancora espressionista e compiaciuta di manifestare giudizi ed emozioni. Poi è diventato un metodo per avere un controllo capillare dell’immagine.
E’ proprio della scrittura e della musica l’uso di una sintassi e di un lessico codificati, regole precise che si apprendono più facilmente in giovane età. Così la scrittura e soprattutto la musica si insegnano con programmi consapevoli che, se non garantiscono la poesia, rendono facilmente riconoscibile il dilettantismo, ma, nelle arti figurative, con l’impressionismo, nasce la figura del “pittore della domenica” e si nega ogni competenza particolare.”

(Rosario Morra- Poetica, testo tratto dal sito dell’artista- quello che avete appena letto non è il commento, la nota contenuta all’interno dell’opera che invece riguarda la genesi di questa pubblicazione, come è avvenuta, perché e quali corde ha toccato.)

In Rachel Sutcliffe’s memory – A year later

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

claaaa

swallows leave
with the silence
my fears
of dying
alone

rondini migrano
in silenzio…
le mie paure
di morire
sola

Rachel Sutcliffe, England – Le lumachine n.31 January 2019

Rachel Sutcliffe, November 6 1977, January 25 2019

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Last journey
the stars protect
all your steps

ultimo viaggio
le stelle proteggono
tutti i tuoi passi

Eufemia Griffo

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Luna in eclissi
Densa è questa oscurità
negli occhi al cielo
Poi la falce di luce
illumina il sentiero

Tanka di Paola Martino

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shells fragments
in the winter silence
poet your words

conchiglie sparse
nel silenzio d’inverno
poeta i tuoi versi

Annamaria Domburg-Sancristoforo

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L’ultimo canto
Le braccia della madre
ad accoglierti

Matilde Cherchi

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L’ultima neve
Al limite del bosco
piccole impronte

Lucia Viola

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fiore reciso-
nel freddo di gennaio
resta il profumo

cut flower
in the cold of January
the perfume remains

Angela Giordano

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orfano è…

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