Notte stellata

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lunghi i giorni
in cui anelo
dolci distacchi
ed echi smisurati
di sinfonie celesti
una notte stellata
ci solleva i volti
lontane le chimere
distanti le galassie
dispersi i nostri corpi
ma più vicini a Dio
di quanto noi sappiamo

all’unisono gli occhi, persi
in questo immenso cielo

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Mare nostro quotidiano

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fotografia di Stefania Di Lino

Martedi’ 12 Giugno 2018 alle ore 17.00 Roma.

Da un’idea di Stefania di Lino (poeta e artista), nel suggestivo studio di Domenico Annicchiarico (scultore docente e tecnico d’arte), nel cuore di Roma, sarà presentata l’Antologia poetica “Mare nostro quotidiano” (Ed. Scuderi, Avellino)

Intervengono: Domenico Annichiarico e Stefania Di Lino
Relatori: Rita Pacilio, Vanina Zaccaria, Giuseppe Vetromile

Reading poetico degli autori e dei poeti presenti

Per info: stefaniadilino@libero.it

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“In questa Antologia, quattordici Voci poetiche diverse tra loro per stile, per età, per luogo di provenienza e per formazione, tutte altamente valide e propositive, rendono il tema del mare nostro quotidiano veramente affascinante e suggestivo, aprendo nuovi inaspettati orizzonti e frange di allusioni a possibili, o probabili, aspettative sociali e personali: dalla storia intima e quotidiana di ciascuno, cioè dal mare interiore, al mare vero e proprio…”
(dalla prefazione di Giuseppe Vetromile, poeta e curatore)

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studio di Domenico Annichiarico, fotografia di Stefania Di Lino

 

Corrispondenze da un mondo increato

Accade — ed è sempre accaduto — che due poeti scambino delle corrispondenze, che il proprio percorso umano e poetico s’incontri su un crocevia di parole e sensazioni non solo propri. Così è accaduto tra Giorgio Bolla e me. Un giorno qualcosa di inspiegabile ha dato l’avvio, non alla telefonata, non a una semplice e-mail o lettera, ma a una necessità umana tra le più antiche, quella di comunicare in assoluta libertà, quella di «trovare le parole esatte o, in ogni caso, le meno inesatte e portare alla luce un fardello opprimente per provare sollievo» come scrive Thomas Stearns Eliot in Le tre voci della poesia. *

Un orfismo lirico che tende alla prima delle tre voci descritte da Eliot dà così l’avvio alle nostre corrispondenze e prosegue verso l’interlocutore (seconda voce) che è, sì, l’altro poeta, ma anche “l’altro” inteso come destinatario sconosciuto di una missiva che sorge da voce spontanea, a tratti incontrollata e fluente come scroscio d’acqua. La scomparsa di un poeta amatissimo, Pierluigi Cappello,  è l’input su cui si regge la corrispondenza tra le nostre voci poetiche ed è anche ciò che, inconsapevolmente, ha trainato la mia poesia, la nostra poesia, da un presente spinto a farsi passato incipiente: quello delle “parole povere” di Pierluigi Cappello,  che per nessun motivo si volevano lasciare andare, tanto più vive oggi, in questo libro-suggello che raccoglie il nostro ricordo, il nostro smarrimento, il nostro dolore, ma anche la nostra infinita gratitudine per una poesia che è già parte della tradizione.

Francine Van Hove

dipinto di Francine de Van Hove

Sempre Eliot in The Sacred Wood definisce, in un saggio importantissimo intitolato La tradizione e il talento individuale, qual è la posizione del poeta riguardo alla tradizione. Egli afferma che la tradizione è l’insieme vivente delle opere valide che sono state scritte, da Omero fino ai giorni nostri, e che questo passato agisce su ogni scrittore sensibile. Afferma, anzi, che lo scrittore sensibile deve “prendere” da questo passato, ma non in una maniera servile o meccanica: deve far rivivere in sé i grandi del passato, che sono anagraficamente morti, ma che, come poesia, come validità di quanto hanno conosciuto e insegnato, sono sempre vivi, molto più vivi di tanti vivi “anagrafici”. L’affermazione di Eliot — come scrive Margherita Guidacci nel suo saggio del 1988 — era di una novità straordinaria per quel tempo (1920) e conserva intatto il suo valore anche oggi perché se nelle poetiche, in genere, si cerca di mettere in risalto quello che distingue un singolo autore e l’originalità è considerata una virtù, per Eliot, invece, la virtù sta nell’inserirsi armoniosamente nel “vivente insieme” di tutte le opere da Omero in poi. Egli arriva a dire che l’arte deve essere non affermazione della personalità ma “spersonalizzazione”, proprio nel senso di sentirsi parte di un tutto più vasto.

 

Ecco che se dovessi descrivere la sensazione che ci ha pervasi durante la stesura delle nostre corrispondenze userei proprio queste ultime parole della Guidacci nel far emergere la visione di Eliot: sentirsi parte di un tutto più vasto.

Così è stato tra noi, perché così doveva essere. (dalla Premessa)

«Il poeta che un pomeriggio di inizio ottobre 2017 parte da Padova e giunge alla pieve di Cassacco, paesino della periferia udinese è Giorgio Bolla. Si reca al funerale di Pierluigi Cappello, una delle voci poetiche più amate degli ultimi vent’anni, poi si sposta a Casarsa, alla tomba di Pier Paolo Pasolini, uno degli intellettuali e dei poeti più importanti del secolo scorso, quindi, di ritorno, decide di chiamare l’amica e poetessa perugina Valentina Meloni; c’è andato anche per lei, a quel funerale, ha portato con sé anche il dolore di Valentina, che non può essere presente.
[…] nasce un dialogo in poesia fra due anime affini, questa corrispondenza – che non rispetta sempre l’alternanza e perciò libera dai vincoli del do ut des, nel suo rapporto e nella sua forma, increato in un certo senso, e perciò ancora più “umano”– fra due poeti che sentono lo slittamento in atto in una società, intendasi mondo, sempre imperfetto, mai concluso, creato sì, ma come lasciato da finire, per noia o profezia – e cercano di colmare i vuoti rimasti aperti, le ferite mai suturate in questa nostra terra martoriata da guerre e miseria, ingiustizia e tragedie, con gli stessi materiali dei due più importanti poeti friulani degli ultimi decenni: da una parte con lo stucco, la malta dell’accorata denuncia e della fame d’amore e giustizia di Pasolini, dall’altra col cotone, candido e così simile a «questa neve lieve/ che imbianca le ombre» (V.M.) della limpida “naturalità” di Cappello.»

dalla prefazione di Fabio Franzin

GB

03/10/2017 ore 21.25

Che strana terra
è la tua
anche quando la neve
riempie i confini
dei prati
ogni volta perde tutto
la Signora nostra
ma sempre il fiore
sulla pietra
vince il tempo
e le ore
della notte.

***

VM

3/10/2017 ore 22.18

Che strana terra
la nostra
quando – arresi –
ci disorientano
i crocicchi di voci
e finiamo col mettere radici
nel vento
ci si aggrovigliano le parole
ma non temiamo
il silenzio del fiore che arriva
più bianco a toccare l’aurora.

Buona lettura


*Leggo la citazione dalla bacheca della fine poetessa e critica Adriana Gloria Marigo, a sua volta condivisa da altro autore; la riprendo e la faccio mia in questo contesto, perché credo che chiarisca la condizione del poeta sulla necessità del dire poetico. La citazione per esteso è così riportata:

La prima voce è quella del poeta che parla a sé stesso, ovvero a nessuno. La seconda è la voce del poeta che si rivolge a un uditorio, grande o piccolo che sia. La terza è la voce del poeta quando tenta di creare un personaggio drammatico che s’esprima in versi. […]
In una poesia né didattica né narrativa, e non animata da uno scopo sociale estrinseco, il poeta può solamente preoccuparsi di esprimere in versi questo oscuro impulso. Egli non sa ciò che ha da dire finché non l’abbia detto; e, nello sforzo di dirlo, non si preoccupa di rendere alcunché comprensibile agli altri. In questo stadio del suo lavoro egli non ha impegni di sorta con nessuno; la sua cura è soltanto di trovare le parole esatte o, in ogni caso, le meno inesatte. Non è affar suo preoccuparsi se mai qualcun altro le ascolterà o no, o se mai potrà capirle: è oppresso da un fardello che deve portare alla luce per provare sollievo. […] E allora egli può dire alla poesia: Va’! Trovati un posto in un libro; e non aspettarti ch’io m’interessi più a te.

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Corrispondenze da un mondo increato è in promozione sul sito editore La Vita Felice fino al 31 maggio 2019.  Buona Poesia!

 


 

L’Élue

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Cover di copertina di L’Élue  per l’edizione francese (2008) di “Gathering Blue” della giovane autrice americana Lois Lowry. Autrice: Elisabeth Cohat.

devi chiudere gli occhi
chiudere gli occhi e non
voltarti indietro bambina
vai avanti    fa come fosse
stato un brutto sogno
non temere chi ti osserva
come se questa vita non
ti appartenesse, salta
e chiudi gli occhi bambina
inventa un mondo nuovo
infrangi gli specchi
abbandona i sepolcri
e questo cielo spezzato
sei tu        sei proprio tu
che cammini in millimetri
e sai la fatica del vento
ripeti il tuo nome e taci
le ingiurie che affoghi
in secondi infiniti e aguzzi
che ti pungono il cuore
devi chiudere gli occhi
con i pugni serrati stretti
così      ben alzati a difesa
senza darlo a vedere

 

__________________________________nanita_______________________________________

Das Es

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l’es al centro del gioco
classe minuta bugiarda d’intenti
dove loro guardavano il corpo
si scaldavano dentro la fiamma
per andare a ballare
senza leggere gli occhi
le dissero zitta tu non parlare
le dissero guarda allunga una mano
le dissero pazza, scema è la vita 

bambina cattiva
puoi soltanto restare a guardare
le dissero ascolta
non dicevano niente
soltanto prendevano
usavano invano
le dissero usaci, prendici, gioca
le dissero vattene via lontano

Emigrazione: sradicamento e disadattamento_ Euterpe n.26

Siamo felici di comunicare l’uscita del n°26 della rivista di letteratura Euterpe che proponeva quale tema di riferimento “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”.

In questo numero ho curato la rubrica di haiku e haibun Komorebi con i contributi di tredici haijin tra cui, in via eccezionale, anche un mio vecchio haibun sulla mia infanzia romana e l’intervista a Michela Zanarella e Fabio Strinati sul loro ultimo lavoro poetico “L’esigenza del silenzio”.

La rivista può essere letta e scaricata in formato pdf collegandosi al bottone del sito “Leggi i numeri della rivista” o, per maggiore praticità, può essere raggiunta a questo link Da questo numero è anche possibile visualizzarla in modalità ISSU/ Digital Publishing modalità di visualizzazione particolarmente adatta per smartphone e tablet.

Ricordiamo, inoltre, che il tema del prossimo numero della rivista al quale è possibile ispirarsi sarà “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura e arte”. I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 15 Luglio 2018 uniformandosi alle “Norme redazionali” della rivista che è possibile leggere a questo link: http://rivista-euterpe.blogspot.it/p/norme-redazionali.html dove pure si fa menzione al fatto che gli associati alla Ass. Culturale Euterpe, a parità di giudizio da parte della Redazione, hanno diritto prioritario alla pubblicazione delle loro proposte.

In questo numero sono presenti  testi di Nicoletta Alaia, Gabriele Andreani, Davide Argnani, Cinzia Baldazzi, Stefano Bardi, Maria Luisa Bartolotta, Diego Bello, Mariella Bettarini, Donatella Bisutti, Lucia Bonanni, Anna Maria Bonfiglio, Pasqualino Bongiovanni, Karoline Borrelli, Corrado Calabrò, Luigi Pio Carmina, Maria Pompea Carrabba, Francesco Casuscelli, Martino Ciano, Massimiliano Città, Angelica Costantini Hartl, Valtero Curzi, Valeria D’Amico, Stefano D’Andrea, Asmae Dachan, Assunta De Maglie, Mario De Rosa, Carmen De Stasio, Rosanna Di Iorio, Franco Duranti, Angela Fabbri, Maria Grazia Ferraris, Tina Ferreri Tiberio, Loretta Fusco, Nadia Ghidetti, Rosa Elisa Giangoia, Denise Grasselli, Nicola Grato, Eufemia Griffo, Fabio Grimaldi, Maria Teresa Infante, Izabella Teresa Kostka, Cristina La Bella, Cristina Lania, Antonietta Losito, Marco Lovisolo, Francesca Luzzio, Dante Maffia, Valerio Magrelli, Antonio Mangiameli, Lorena Marcelli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Alexandra McMillan, Antonio Melillo, Valentina Meloni, Antonio Merola, Gassid Mohammed, Gabriella Mongardi, Antonella Montalbano, Alessandra Montali, Mirella Musicco, Stefania Pellegrini, Cinzia Perrone, Pina Piccolo, Patrizia Pierandrei, Domenico Pisana, Vincenzo Prediletto, Alessandra Prospero, Luciana Raggi, Antonio Sacco, Paolo Saggese, Luciana Salvucci, Maria Antonietta Sansalone, Anna Santarelli, Tania Scavolini, Lorenzo Spurio, Rita Stanzione, Norma Stramucci, Letizia Tomasino, Bogdana Trivak, Laura Vargiu, Mario Vassalle, Michele Veschi, Jessica Vesprini, Rodolfo Vettorello, Michela Zanarella

 

Eva

Sono arrivate le prime copie di Eva. Libro testimonianza delle donne oppresse o che hanno subito violenza da parte della società. Ringrazio la casa editrice Edizioni N.O.S.M. presso cui sarà possibile reperire il testo, la curatrice in qualità di Anna Maria Dulcinea Pecoraro che ha svolto un lavoro non facile, le ragazze che hanno posato e chi ha collaborato a questo progetto sperimentale per testimoniare la sua vicinanza a chi non ha voce o capacità per difendersi.

Spero che altre persone si faranno portavoce di chi lotta per la propria sopravvivenza.

Valentina Meloni

vita

Il quadro Bellezza della gravidanza.... - L'artista Daria Górkiewicz

Acquerello:di Daria Górkiewicz

ti ho dato la mia schiena
e il cuore tutto
spezzato a metà
per metà preso
ti ho dato le mie gambe
e il perdono sofferto
un po’ dei miei capelli
e i miei occhi ingenui
tengo il male per me
gli errori che ho fatto
tutti sulle mie spalle
come un coltello
chi non fa nulla
certo non sbaglia
io ho sbagliato,
ho sbagliato, certo.

 

nanita

(nessuna lacrima di coccodrillo ormai non c’è davvero nulla per cui valga la pena piangere, si ragiona su ciò che si è fatto, su ciò che è stato disfatto, su quanto ancora si abbia voglia o meno di ricominciare o di dare agli altri e forse è meglio chiudere gli occhi su tutto e inventarsi un mondo nuovo)

Il corpo, l’eros. Antologia di testi poetici

L’antologia raccoglie testi poetici di 68 poetesse di tutto il mondo sul tema “Il corpo, l’eros”.

La poesia al femminile tratta la “carne”, che per Merleau-Ponty è il sensibile, ossia l’originario, il venire alla presenza. Per coglier la presenza v’è bisogno della percezione che s’esprime in poesia, essa mette al mondo, cioè esprime l’esserci originario, esprime l’esserci che è l’arché. La peculiarità della poesia, dell’arte, e in particolare al femminile è data dal fatto che riesce a esprimere il soggetto e l’oggetto come custodi, nel loro essere, dell’originario dal quale son stati generati e che li rende connaturali: il naturato afferma il naturante dal quale scaturisce; insomma la poesia al femminile esprime la Grande Madre che è generatrice e generata.

Le autrici: Alaimo Franca, al-Massri Maram, Amaral Analuisa, Andreis Daniela, Badillo Coronado Carla, Barbato Emilia, Barendson Samantha, Bergna Anna, Bettarini Mariella, Bisutti Donatella, Bonfiglio Anna Maria, Bonhomme Beatrice, Bre Silvia, Caffio Ilaria, Calandrone Maria Grazia, Casciella Luciani Anna, Cerniglia Rossella, Cosma Flavia, Cruciani Flaminia, Cupertino Lucia, Davila Espinoza, Davinio Caterina, De Gregorio Elisa, De Lisi Noemi, Di Palma Claudia, Fantato Gabriela, Frabotta Bianca Maria Leverone Julia, Losada Vargas Margarita, Magazzeni Loredana, Mancia Krisma, Mancinelli Paola, Martinez Daìta, Meloni Valentina, Monachino Ester, Mongardi Gabriella, Mormile Fiorenza, Naccarato Alessandra, Narimi Amina, Patriarca Gianna, Petrollo Cetta, Pineda Irma, Pita Rosa Juana, Porster Brenda, Quintavalla Maria Pia, Rosadini Giovanna, Rosa Silvia, Rosas Gabriela, Rosati Demetrula Sofia, Sardisco Patrizia, Sica Gabriella, Sorrentino Luigia, Szwarc Susana, Taylor Eva, Tempesta Rossella, Valduga Patrizia, Vergara Marcos Oliva, Giovanna Cristina Vivinetto.

Autore: Aa. Vv.
Collana: Perle poesia
Anno di Edizione: 2018
Caratteristiche: 212 pagine
Note: a cura di Franca Alaimo e Antonio Melillo

Tre dei miei testi inediti sono pubblicati nell’antologia

Diario

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Una pausa. Necessaria. La poesia è diventata una merce di scambio. Il mondo è già contaminato, noi siamo già usati, si trattava di preservare quel po’ d’innocenza. C’era rimasta la poesia. E ora, pare, neppure più quella. Forse continuerò a scrivere, ma per me soltanto. Tutto quello che ho scritto è un’immagine sbiadita, per dire: lì ho visto tutto ciò che non è mai stato.

Buon viaggio