Aislinn e il segreto di Roseberry Wood

Aislinn e il compasso dorato -copertina di Aislinn e segreto di Roseberry Wood di Valentina Meloni

Ed eccolo finalmente! Disponibile da oggi in prevendita sul sito editore.

Dal 20 ottobre in tutte le librerie online e fisiche.

Grazie ai miei editori Angela e Stefano di AG Book Publishing per avermi nuovamente accolta tra i loro autori ♡

Acquistabile da adesso con sconto e omaggio al link

Ci sono bambini che parlano molto. E bambini che ascoltano ciò che gli altri non riescono a sentire.
Tra le rive di un lago, un antico tassodio, una gatta enigmatica, il volo delle garzette e una misteriosa barca, che appare nella nebbia, accompagneranno una bambina alla ricerca del padre e della propria voce.
In un mondo dove gli adulti hanno fretta di trovare risposte, sarà la natura a indicare il cammino.
“Aislinn e il segreto di Roseberry Wood” è un romanzo poetico sul potere dell’ascolto, sulla forza dei legami invisibili e sul dialogo profondo che unisce gli esseri umani agli alberi, agli animali e ai luoghi che custodiscono memorie.
Una storia di crescita e meraviglia, capace di parlare ai ragazzi e agli adulti che non hanno smesso di credere che ogni bosco conservi un segreto.

Formato cm 14.8 x 21
Pagine 136
Volume in brossura
ISBN 979-12-81536-50-0

Micro haibun – gatto che dorme

Oggi pubblicati in Cafe Haiku due micro haibun di cui riporto la traduzione:


Confidenze

La piazza del paesino è desolata come una casa deserta con le finestre aperte. Il sole è alto allo zenith e l’aria si fa irrespirabile. All’ombra dei tigli le panchine si sono svuotate, tutte tranne una.

la solitudine
d’un vecchio mentre parla
con i suoi gatti

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Il sogno di Chuang-tse

Miagolii. Piccoli e soffiati come parole sussurrate all’orecchio. Gli occhi chiusi. Le zampine si muovono ad afferrare l’aria. I rosei gommini chiazzati di nero e gli artigli come sciabole scintillanti…

inseguendo il volo
di una farfalla –
il gatto dorme

Ottobre




i mattini sanno di mela,
le piccole foglie
vorticano sull’asfalto:
sono pagliuzze d’oro
appese al cielo,
l’aria è frizzante di mille
bollicine che salgono
al naso e imporporano
le guance di belletto.
un mantello di luce
avvolge la terra: ottobre
-a cavallo di una nuvola-
galoppa nel sole

[ n a n i t a ]

Sakura Fukubi

Felice di comparire con un mio haiku nella “Prima antologia internazionale multilingue Haiku di PJCA”, Sakura Fubuki First Digital Edition Summer 2026 curata in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone in Pakistan.
Un sentito ringraziamento alla curatrice, Hifsa Ashraf, per questa pubblicazione e complimenti agli amici autori presenti nel volume.

Happy to be featured with a poem of mine in “PJCA’s 1st International Multilingual Haiku Anthology”, Sakura Fubuki First Digital Edition Summer 2026 organized in collaboration with the Embassy of Japan in Pakistan.
I thank so much the editor and curator, Hifsa Ashraf, for this publication and congratulations to all the wonderful authors featured in this publication.


intreccio
tra i miei capelli…
gli ultimi fiori di ciliegio

Premio Il vento sui ciliegi

Nell’ambito del Premio internazionale Il vento sui ciliegi organizzato dall’associazione Rami D’Oro dalla giuria coordinata e presieduta da Cinzia Pitingaro ho ricevuto una menzione d’onore per il mio haibun “La casa nel bosco che non c’è”. Nella giuria sezione haibun figurano: Andrea Cecon, Tommaso Cimino, Caterina Levato, Antonietta Losito e Antonio Mangiameli,

La casa nel bosco che non c’è

La città mi avvolge con le sue luci, le lunghe file di auto, le vetrine sfavillanti. L’amo per ciò che mi ha dato e per ciò che mi ha tolto: una lingua dolce-aspra fatta di gentilezza e turpiloquio, eleganza e strafottenza.
Quando piove cambia pelle. Le strade diventano canali, i tram si dissolvono nell’attesa, le auto sollevano muri d’acqua.

Oggi ho lasciato l’ombrello a casa e la pioggia mi si incolla addosso ai vestiti e ai capelli. Ogni cosa si fa d’acqua. Cerco un riparo sotto la pensilina degli autobus e cammino guardando a terra.

un altro mondo…
la nudità degli alberi
nelle pozzanghere

È allora che Roma si cancella.
Il suo rumore, il suo dicembre, la sua furia: tutto svanisce. Mi trovo in un bosco di abeti e larici, così alti da sembrare colonne di una cattedrale senza tetto.
Non so più chi sono, dove sto andando. Il silenzio è ovattato, totale. Smette di piovere.

gli alberi scrollano
la pioggia dalle chiome –
dimenticare

Ora un tiepido sole fa capolino. La luce passa obliqua tra i rami degli alberi e traccia un sentiero che filtra tra le chiome ravvicinate. I Giapponesi chiamano questo fenomeno Komorebi. In una sola parola racchiusa la magia di un evento che nella mia lingua abbisogna di molte più parole.
Lentamente la pioggia si trasforma in nevischio.

neve – mi specchio
dentro una pozzanghera
e torno bambina

Guardo le mie mani avvolte in muffole colorate e piccole come una mela, poi i miei piedi che stanno in quei terribili scarponcini ortopedici che mi stringono la caviglia. In testa il cappello di lana col pompon di tanti colori. Non posso credere di essere così piccola, le mie impronte sulla coltre di neve che ha iniziato a imbiancare il sentiero sembrano quelle di un capriolo.
In fondo alla schiera di abeti vedo una piccola casa di legno col camino che fuma. Di colpo il mio istinto mi chiama a correre verso quel capanno. In pochi minuti, ansimando, sono di fronte alla porta. Con timore sollevo il battente e busso tre volte: toc, toc, toc…

le porte del tram
aperte sull’inverno –
ritorno a casa

nanita

Dandelion- Cornflower

Nel primo numero di Cornflower Haiku Magazine anche un mio haibun in lingua inglese che potete leggere a pag.12.

Di seguito l’originale in italiano

Dandelion

Castiglione del lago, 10 aprile 2024

Mescolo il risotto con cura, lo faccio andare a fiamma bassa e lo lascio lì a sobbollire. Nel frattempo mi affaccio al vetro della porta finestra senza uscire. Un passero spilucca dai germogli della rosa qualche parassita o piccolo insetto poi vola sulla siepe incolta e sparisce tra le foglie. Il falso gelsomino ancora dorme, i tralci verde scuro avvolti in spirali fittissime e intricate. Qui a nord fiorisce più tardi di quello esposto a sud che invece è già pieno di rigogliosi germogli i quali in giugno si trasformeranno in profumatissimi fiori.

pioggerellina –
il gatto si accoccola
tra gl’iris in fiore

Nel giardino d’ingresso un primo bocciolo della rosa color malva si erge timidamente sull’esile stelo facendosi posto tra foglie e spine delle altre due rose. Trilli di uccellini lontani nel tip tap della pioggia. Nel vaso sul muretto i muscari sono sfioriti e giacciono stanchi e assetati in graziosi steli verdi di foglioline allungate. Un soffione di tarassaco nato spontaneamente e quasi totalmente privo dei suoi pappi svetta in mezzo al vaso come a dire: «Hey, ci sono anche io!»

fine del freddo –
la casa degli uccelli
è ancora vuota

L’albero dei sogni- Cattails

Nel numero di Cattails 261 di Aprile 2026 sono stati pubblicati un mio haibun e uno shahai che riporto qui di seguito
Potete leggere tutto il numero qui

Commento dell’editor Sonam Chhoki al mio haibun:

L’albero dei sogni di Valentina Meloni è un racconto suggestivo di memoria, amore e dell’innato desiderio umano delle “infinite possibilità” dello spirito, per usare una citazione del mistico e poeta italiano Giancarlo Bruni, che ispira questo haibun.

C’è una toccante ironia nel fatto che il violino, che incarna la bellezza ed è una potente espressione d’affetto verso il padre della poetessa, rimanga muto. Questo silenzio non nega il valore del dono della poetessa a suo padre, né diminuisce il suo profondo affetto per lui. Al contrario, ispira nella poetessa il pensiero che, latenti nel mutismo del violino, vivano l’anima e il desiderio dell’albero da cui esso è stato creato.

I tre haiku intrecciati trasmettono con forza ciò che Yves Bonnefoy (1923–2016) descriveva come l’aspirazione umana verso qualcosa di incomparabile oltre il quotidiano. Keats ci dice: “Le melodie ascoltate sono dolci, ma quelle non udite lo sono ancora di più.”


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L’albero dei sogni


Valdichiana 7 aprile 2017

Da bambina, per il suo compleanno, a mio padre regalai un violino. Misi da parte tutti i
miei pochi risparmi e andai avanti ad accantonarli a lungo.
Mi recai nella vecchia bottega di musica polverosa, dove compravo sempre gli spartiti
per pianoforte per i miei studi, e lo vidi, luccicante di caldo legno nella sua custodia. Mi
avvicinai e tolsi un po’ di polvere col dito, l’odore buono del legno mi stordiva.
Il commerciante mi chiese per chi fosse, e io risposi che era per mio padre. Egli rimase
alquanto colpito e mi disse che l’albero da cui fu costruito il violino doveva essere un
albero magico, perché quel violino era lì da decenni e nessuno se n’era mai curato, mi è
sembrato proprio che stesse aspettando me.
Uscii con in mano il prezioso involto e un pensiero, sulla soglia di quella bottega,
cominciò a prendere forma.

brezza di mare—
un albero conosce
anche i tuoi sogni


Mio padre non sapeva suonare il violino e, forse, per questo, poteva essere considerato
un regalo inutile e inappropriato. Ma quarant’anni erano importanti e le sue mani grandi,
troppo grandi per un violino delicato, non dovevano dimenticare l’anima di linfa e le
foglie verdi che avevano abitato l’albero e i suoi sogni.


colpo di vento—
per un istante la foglia
torna al suo ramo


Anche se il violino è rimasto in silenzio per quasi quarant’anni, so che esiste ancora una
melodia inudibile che attende di essere suonata.


suona una musica—
nostalgia d’infinito *
nell’aria mite


*Mi riferisco alle parole del mistico e poeta Giancarlo Bruni, monaco della Comunità monastica di
Bose e sacerdote, nato a Marina di Massa il 18 novembre 1938. Entrato nell’Ordine dei Servi di
Maria, ha trascorso la sua vita tra la comunità monastica, l’università e la predicazione in Italia e
all’estero. Attualmente vive nell’Eremo delle Stinche, a Panzano in Chianti, tra Firenze e Siena,
dove dedica la sua vita alla ricerca di «frammenti di luce» e all’insegnamento dell’ecumenismo.

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giardino di rose-

i tetti della città si confondono

tra i petali

(Fotografia mia dal giardino delle rose a Firenze)

Naturescapes su Cafe Haiku

Pubblicati in Cafe Haiku alcuni shahai (fotografia più haiku) e un haibun che qui riporto

infine luce

tra gli alberi- passaggio

a un altro mondo

il cielo immenso


le nubi non conoscono

nessun confine

reti da pesca-

tra le nuvole luci

specchiate in acqua

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Il vento di marzo

Lago di Chiusi, 28 marzo 2024

La quercia non ha ancora messo le sue foglie e dai rami nudi, in alto, all’apice della corona, svetta un grande nido, sicuramente quello di una gazza.
Il cielo di marzo si staglia sul lago fermo in cui si specchiano colline addormentate. Il ciliegio di fronte casa ha emesso le prime gemme e l’aria profuma di erba fresca appena tagliata.

verde splendente –
le colline ridenti
di casa mia

È pomeriggio e il sole già comincia il suo lento declino. Si ode cantilenare il verso del cuculo accompagnando con voce sommessa una leggera brezza che si leva a tratti. Tutto è così tranquillo e pare che niente si muova a parte i piccoli movimenti degli arbusti e degli alberi, per noi impercettibili. La presenza umana aleggia come un brusío di sottofondo fatto di casolari sparsi sui pianori lacustri e di sparute automobili che passano sulla strada vicina. Tutto sembra immobile da lontano ma piccoli animali si nascondono nel folto del canneto e il lago è un crocicchio di incontri, di anime selvatiche che vanno ad abbeverarsi. Uno sguardo al cielo azzurro e mi sento così piccola, il ricordo di quel che ero mi sovrasta… abbandono il pensiero a ciò che non sono e lascio che il vento di marzo porti via i pensieri.

un nibbio a caccia
volteggia in ampi cerchi –
ombre di nubi

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March Wind

Lake Chiusi, March 28, 2024

The oak has not yet leafed out, and from its bare branches, high at the crown’s tip, a large nest stands out — surely a magpie’s.

The March sky opens above the still lake, where sleeping hills are mirrored. The cherry tree across from the house has set its first buds, and the air carries the scent of freshly cut grass.

bright green —
the smiling hills
of my home

It is afternoon, and the sun has already begun its slow descent. The cuckoo’s call drifts by, a soft chant accompanying a light breeze that rises now and then. Everything is so quiet it seems nothing moves, apart from the faint stirrings of shrubs and trees, imperceptible to us. Human presence lingers like a distant murmur — scattered farmhouses on the lake’s plains, a few cars passing along the nearby road. From afar, all appears still, yet small animals hide in the dense reeds, and the lake is a crossroads of encounters, of wild souls coming to drink. I glance at the blue sky and feel so small — the memory of who I once was looms over me… I let go of thoughts of what I am not and allow the March wind to carry my thoughts away.

a hunting kite
circling in wide arcs —
shadows of clouds

Nicoletta Nuzzo legge L’evidenza del vuoto

Su Enchanted Garden Haiku Journal

Nel numero 15 della rivista rumena Enchanted Garden Haiku Journal dal tema “Emerald” a cura di Steliana Voicu, un mio haiga. Potete leggere tutto il numero qui:

Enchanted Garden, Issue 15: Emerald, April 2026

verde su verde

il muschio respira piano

sotto i miei passi

*

green on green

the moss breathes slowly

under my footsteps

*

Traduzione in Rumeno:

verde pe verde

mușchiul respiră încet

sub pașii mei