VI Premio Naz. di Poesia L’arte in versi

aa4d82af1809a78b0772933402e2613a

VI Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, con il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi, con la gradita collaborazione della Associazione Culturale Le Ragunanze di Roma, della Associazione Verbumlandi-Art di Galatone (LE) e della Associazione CentroInsieme Onlus di Napoli, bandisce la VI edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” regolamentata dal presente bando.

Art. 1 – SEZIONI
Sez. A – poesia in lingua italiana
Sez. B – poesia in dialetto (accompagnata da traduzione in italiano)
Sez. C – haiku
Sez. D – critica poetica

Art. 2 – ESCLUSIVITÀ
Le opere presentate a concorso dovranno essere INEDITE penal’esclusione.
Per inedito si intende che il testo non è mai apparso in precedenza in un libro stampato in cartaceo o in digitale dotato di codice identificativo ISBN e parimenti in nessuna rivista cartacea o digitale dotata di codice ISSN. Poesie pubblicate ed apparse su siti personali, blog, pagine di Social e Facebook sono da intendersi inedite.
Le opere presentate non dovranno aver ottenuto un 1°, 2° o 3° premio in un precedente concorso, pena l’esclusione.
È fatto divieto ai soci fondatori ed onorari della Associazione Culturale Euterpe di prendere parte al concorso, pena l’esclusione.

Art. 3 – MINORI
I minorenni possono partecipare al premio ma è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un genitore o da un adulto che ne ha la potestà indicando tra parentesi, in maiuscoletto, il grado di parentela o il legame al minore.

Art. 4 – STRANIERI
Gli stranieri che vivono all’estero partecipano gratuitamente al premio.

Art. 5 – REQUISITI
È possibile partecipare a una o più sezioni.
Alla sezione A si partecipa con un massimo di 3 poesie in lingua italiana a tema libero che non dovranno superare il limite di 30 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale dedica né gli spazi bianchi).
Alla sezione B si partecipa con un massimo di 3 poesie in dialetto a tema libero comprensive di traduzione in italiano che non dovranno superare il limite di 30 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale dedica né gli spazi bianchi).
Alla sezione C si partecipa con un massimo di 3 haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana.
Alla sezione D si partecipa con un testo critico su un’opera poetica, una silloge, un libro o una poesia singola nella forma di critica letteraria, recensione, analisti testuale o studio di approfondimento. Tale testo non dovrà superare 4 cartelle editoriali pari a 7.200 battute spazi compresi (senza conteggiare il titolo, l’eventuale dedica, né la bibliografia).

Art. 6 – CONTRIBUTO
Per prendere parte al Premio è richiesto il contributo di € 10,00 a sezione a copertura delle spese organizzative. È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo il relativo contributo indicato.
Bollettino postale: CC n° 1032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe – Causale: VI Premio “L’arte in versi”
Bonifico: IBAN: IT31H0760102600001032645697
Intestato ad Associazione Culturale Euterpe – Causale: VI Premio “L’arte in versi”.
Contanti: Nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti all’interno del plico di invio.
Gli associati della Associazione Culturale Euterpe regolarmente iscritti all’anno di riferimento (2017) hanno diritto ad uno sconto del contributo pari al 50% per sezione.
Per i partecipanti che vivono all’estero la partecipazione è gratuita.

Art. 7 – SCADENZA E MODALITÀ DI INVIO
Il partecipante deve inviare entro e non oltre il 15 maggio 2017 alla mail arteinversi@gmail.com il seguente materiale:
– Le poesie/la critica poetica anonima in formato Word (.doc o .docx), ciascuno su un file distinto
– La scheda di partecipazione appositamente compilata in ogni sua parte
– La ricevuta del versamento
In alternativa, l’invio di detto materiale potrà essere effettuato in cartaceo (per la scadenza fa fede il timbro postale di invio), e dovrà essere inviato a:

VI Premio Naz.le di Poesia “L’arte in versi”
Associazione Culturale Euterpe
c/o Dott. Lorenzo Spurio
Via Toscana 3
60035 – Jesi (AN)

La segreteria del Premio notificherà a mezzo mail la ricezione dei materiali e la corretta iscrizione al concorso.

Art. 8 – ESCLUSIONE
a. Saranno esclusi dalla Segreteria tutti quei testi che non siano conformi alle indicazioni contenute nel presente bando e in maniera particolare i testi che riportino il nome, il cognome, il soprannome dell’autore o altri segni di riconoscimento e di possibile attribuzione dell’opera.
b. Saranno esclusi tutti quei testi che non rispettino i limiti di lunghezza indicati.
c. Non verranno accettate opere che presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami partitici e politici.

Art. 9 – COMMISSIONE DI GIURIA
La Giuria è composta da varie commissioni designate dal Presidente del Premio a rappresentare le varie sezioni a concorso di cui verrà data conto della composizione in sede di premiazione.

Art. 10 – PREMI
Verranno premiati i primi tre vincitori per ciascuna sezione. I premi consisteranno in:
Primo premio: targa, diploma con motivazione, tessera socio Ass. Euterpe anno 2018 e 150€
Secondo premio: targa, diploma con motivazione e 100€
Terzo premio: targa e diploma con motivazione.
La Giuria procederà a individuare per opere particolarmente meritorie non entrate nel podio ulteriori premi che saranno indicati quali “Menzione d’Onore” e “Segnalati dalla Giuria” e attribuirà altresì il Premio Speciale del Presidente di Giuria, il Trofeo “Euterpe”, il Premio alla Carriera Poetica, il Premio alla Memoria e i premi gentilmente offerti da associazioni amiche che appoggiano il Premio: Premio Speciale “Le Ragunanze” offerto dall’Associazione di Promozione Sociale Le Ragunanze di Roma presieduta da Michela Zanarella, il Premio Speciale “Verbumlandi-Art” offerto dalla Associazione Verbumlandi-Art di Galatone (LE) presieduta daRegina Resta e il Premio Speciale “Centro Insieme” offerto dall’Associazione CentroInsieme Onlus di Scampia (NA) presieduta daVincenzo Monfregola.
Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi congrua o significativa per una sezione o all’interno dello stesso materiale la Giuria non abbia espresso notazioni di merito, l’Associazione Culturale Euterpe si riserva di non attribuire determinati premi.
Tutti i testi risultati vincitori verranno pubblicati nella antologia del Premio.

Art. 11 – PREMIAZIONE
La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (AN) in un fine settimana di novembre 2017. A tutti i partecipanti verranno fornite con ampio preavviso le indicazioni circa la data e il luogo della premiazione.
I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione per ritirare il premio o per mezzo di un delegato. In caso di delega questa va annunciata a mezzo mail almeno una settimana prima della cerimonia all’attenzione del Presidente del Premio.
Il delegato avrà diritto a ricevere il premio, ma non il premio in denaro che verrà consegnato solamente al legittimo vincitore.
I premi non ritirati non verranno spediti a domicilio e rimarranno all’Associazione che li impiegherà in successive edizioni.
Si ribadisce che nessun premio in denaro verrà consegnato a persone diverse dal legittimo vincitore.

Art. 12 – PRIVACY E ULTIME
Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
Il presente bando di partecipazione consta di dodici articoli, compreso il presente. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando.

Lorenzo Spurio – Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe
Susanna Polimanti – Presidente di Giuria
Elvio Angeletti – Segretario

Info:
Associazione Culturale Euterpe – www.associazioneeuterpe.com – ass.culturale.euterpe@gmail.com
Tel. 327-5814963 – Pagina FB: http://tinyurl.com/jkxk2gu
Segreteria Premio “L’arte in versi” – www.arteinversi.blogspot.it – arteinversi@gmail.com – Pagina FB

typewriters-81686

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Nome/Cognome _________________________________________________________________

Residente in via_____________________________________________________

Città_____________________Cap___________________Provincia____________

Tel. _______________________ E-mail__________________________________

Partecipo alla sezione:
□ A –Poesia in lingua italiana
con il/i testo/i dal titolo/i____________________________________________________________

_________________________________________________________________

□ B – Poesia in dialetto (specificare dialetto: _______________________________)

con il/i testo/i dal titolo/i______________________________________________

________________________________________________________________

□ C – Haiku

□ D – Critica poetica
con il testo dal titolo

_________________________________________________________________

L’autore è iscritto e tutelato dalla SIAE? □ SI □ NO

I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE? □ SI □ NO

Se SI indicare quali testi _______________________________________________

_________________________________________________________________

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono inediti, in linea con quanto richiesto dal bando all’art. 2.

□ Dichiaro che il/i testi che presento è/sono frutto del mio ingegno e che ne detengo i diritti a ogni titolo.

□ Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe a pubblicare il/i mio/miei testo/i all’interno dell’opera antologica del Premio senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

□ Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy ( L. n. 675/1996; D.Lgs n. 196/2003) allo scopo del concorso in oggetto e per le iniziativa organizzate dalla Associazione Culturale Euterpe.

□ Sono a piena conoscenza della responsabilità penale prevista per le dichiarazioni false dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

Data__________________________ Firma ______________________________

Un Haiku per Goccia

img2-copia-modificata-color-ritaglio-2

Questo haiku è nato pensando ai bambini e a come i loro momenti di tristezza si trasformino con sorprendente velocità in attimi di stupore. Lo dedico a una storia che ho scritto diversi anni fa ormai e che, l’estate scorsa, ho deciso di illustrare ad acquerello, dopo che alcune mamme e alcuni bambini mi avevano chiesto di poterne acquistare il libro, che non esisteva. Questa fiaba infatti circolava sulle mie pagine e su alcuni giornali.

In questo momento Storia di Goccia è in tipografia e mi auguro che presto possa arrivare nelle mani di qualche bambino. Se voleste prenotarne una copia scrivetemi a va.lentina76@live.it. I piccoli destinatari e lettori riceveranno anche un haiku personalizzato con dedica e una sorpresa per il dono che mi hanno fatto della loro attenzione.

La Storia

Goccia vive in casa Nuvola insieme alle sorelle. Un giorno decide di affrontare il suo primo viaggio verso terra e si tuffa giù da casa Nuvola. Durante la caduta incontra Vento che le confida un segreto… Goccia atterra su uno splendido Fiore. Il freddo della notte la trasforma in ghiaccio, poi di nuovo al primo sole si scioglie e si trasforma in rugiada. La nostalgia di casa è grande e Goccia si lascia andare al sonno. Al mattino una nuova amica arriva nel bosco… Riuscirà Goccia a tornare a casa Nuvola? Un finale sorprendente unito alle illustrazioni coloratissime stupirà i bambini.

A chi si rivolge

Storia di Goccia è una fiaba che si rivolge a un pubblico di lettori dai sei anni in poi ma è adatta ad essere letta da un adulto anche a bambini in età prescolare: le pagine sono, infatti, corredate da illustrazioni colorate a tutto campo. La storia affronta con semplicità e in maniera poetica e divertente le tematiche del distacco, del viaggio, dei cambiamenti, della morte e delle trasformazioni fisiche e psichiche ma anche spirituali, con un messaggio finale positivo. Storia di Goccia si concentra sulle piccole cose per far riflettere su argomenti più grandi, porta l’attenzione sull’importanza che l’acqua riveste per tutti e offre uno spunto riflessivo sul ciclo di trasformazione dell’acqua in maniera divertente, giocosa, avventurosa e, a tratti, commovente.

per saperne di più

n a n i t a 

I quaderni- Dal silenzio al canto –

Storie di mutismo selettivo

“Chi non intende i silenzi non intende neanche le parole”

(Tommaseo, Dizionaretto morale)

51vb2rbjxpl-_sx355_bo1204203200_

Questo che vi propongo è un libro intimo, un lavoro corale in cui i protagonisti si sono messi a nudo raccontando la loro vita e la loro esperienza. Non sono tutte storie a lieto fine o fiabe inventate per mostrare una soluzione. Sono storie vere che, come tanti piccoli quadri, possono dare l’idea del disagio che vive un bambino, un ragazzo, un adulto che soffre di mutismo selettivo e che sta facendo un percorso di risalita dal tunnel del silenzio fino al giardino del canto.

All’interno sono moltissime le storie, ognuna con un punto di vista diverso, ognuna a suo modo toccante, a tratti divertente, emozionante. È il percorso di genitori e figli, insegnanti e terapeuti per trovare una strada alla “via del canto.”

“Questo è un libro, e un libro può dar voce a chi ha qualcosa da dire. Viaggia, circola e informa. È il nostro contributo e la nostra possibilità di supportare, di non far sentire solo chi si approccia o vive il disturbo”. Scrive nella sua nota d’apertura Adriana Cigni, editore di A.G. Editions, una piccola casa editrice che ha a cuore i bambini e non solo…(di A.G. Editions avevamo già parlato a proposito delle Parole Interrotte)

enzo-de-giorgi

illustrazione di Enzo De Giorgi per A. G. Editions

Daniela Conti, che ha curato l’editing del libro, ha raccolto queste storie, come dice lei stessa: “Ho limato le loro parole, reso fluidi i pensieri, assemblandoli in veri e propri testi, sorprendendo a volte gli autori: non si erano accorti di aver scritto così tanto e così bene. La loro forma era diventata poesia narrata. Perché il loro sentire era incredibilmente intenso.

Sono ventotto gli autori di questo libro, tra loro anche una bambina. Tra queste storie ne voglio citare alcune che mi hanno particolarmente colpito:

Gli occhi lasciano passare tutto di Cecilia

Guardate…un albero che parla! Un bambino albero tutto circondato da fiorellini e animaletti del bosco che all’improvviso tira fuori una bella voce forte. E due occhi neri che dicono tutto solo a guardarli. L’emozione di un racconto di vita che svela piccoli miracoli, un passaggio colorato alle parole, una testolina che decide di sbloccare il suo silenzio nel modo più fantasioso immaginabile. Un bambino che poi diventa grande, e una mamma che, ancora incredula, racconta con poesia, la crescita di suo figlio.

La musica mi ha salvata di Lupa Solitaria

Quel che la bocca non riesce ad articolare lo fanno i tasti, il fiato, la musica. Un’ancora, una salvezza, un modo per esprimere il proprio io più nascosto, per esserci, affermarsi e trovare la propria strada. Dal silenzio al canto per essere finalmente libera.

Ti hanno mangiato la lingua? di Rita Mattioli

Esiste una frase, sempre la stessa, che è ormai classica: “Ti hanno mangiato la lingua”. Chi è Muto selettivo lo sa, se l’è sentita ripetere mille volte. Ma cosa succede quando accade? Poche parole intense, le parole qui sono quelle di una bambina…

Ascoltare oltre il mio silenzio Dott.ssa M. B.

“Ci sono anime silenziose che probabilmente portano dentro un gran rumore, occhi che timidamente parlano senza guardare, volti che ti sfiorano con dolcezza, parole che rimangono mute e interrotte in gola… ma ci sono bambini che non smettono mai di sussurrare nella mia mente e nel mio cuore”, scrive la Dott.ssa M. B., raccontando quello che c’è nel cuore di una bimba silenziosa e spiegandoci come la cura sia da cercare nella fiducia, nella comprensione e nell’amore.

N.B. Il libro non è rivolto a chi soffre di mutismo selettivo. È rivolto proprio a tutti gli altri. È importantissimo sapere cosa accade a chi non parla. A volte non sappiamo cosa accade e perché. Questo libro ci offre una finestra per andare a vedere…

il-mutismo-selettivo-2Ho voluto fortemente questo libro, racconta l’editrice Adriana Cigni, mi sono già occupata di mutismo selettivo, con il libro “La sfida di Riccardo” di Valérie Marschall, un libro per bambini che racconta la storia, vera, in prima persona di un bambino che ha superato questo disturbo. Ma un giorno ho ricevuto un messaggio su un social network, un messaggio che mi ha turbata per la disperazione che trasmetteva. Mi chiedeva come in un urlo imploso: vi occupate sempre dei bambini, avete idea di quale sia la vita di un’adolescente che non parla? Una vita a metà.

la-sfida

copertina-jpeg-non-ancora-definitiva-copieL’ultimo nato invece è un libro pratico per genitori e insegnanti. A chi è rivolto? Ce lo raccontano le autrici: la Dottoressa Gorla, la Dottoressa Ius e la Dottoressa Trivelli.

“Nel nostro lavoro di terapeute crediamo fermamente nella necessità di fare squadra con genitori, insegnanti e altri adulti di riferimento dei bambini. Spesso ci viene chiesto di fornire strumenti per raggiungere tutti; da qui l’idea di un libro che descriva il sintomo e proponga strategie pratiche che possano essere adottate da tutti gli attori del sistema che include il bambino. Abbiamo scelto di dare un taglio divulgativo perché il nostro principale interesse è raggiungere non solo l’insegnante specializzato, ma anche il nonno pensionato, la mamma, il papà e l’allenatore di calcio… e contemporaneamente risponde alla necessità di noi terapeute di andare oltre il perché e concentrare gli sforzi su come stare meglio. Il ms a volte viene erroneamente attribuito ad un comportamento di opposizione e rifiuto, con questo libro proseguiamo lo sforzo, che portiamo avanti da anni, per aiutare a leggere questi silenzi come effetto di un’ansia paralizzante. Durante la stesura spesso avevamo la sensazione che i nostri piccoli pazienti facessero capolino dalle pagine che stavamo scrivendo e abbiamo deciso di lasciarglielo fare, perché speriamo che in questo libro si leggano la passione per il nostro lavoro e l’affetto per le famiglie che abbiamo seguito e che seguiamo.”

Per chi voglia saperne di più esistono anche incontri di formazione totalmente gratuiti 

16388193_10208214914427401_8071810048837327765_n

Buon San Valentino anche a chi ama i libri

nanita

Euterpe n.22 -La storia …-

fireshot-capture-314-euterpe-n-22-febbraio-2017-la-st_-https___drive-google-com_file_d_0b

In uscita Euterpe n.22 a tema : “La Storia come testimonianza“. Moltissimi i materiali giunti in redazione. Un numero speciale con contributi davvero significativi.

In questo numero sono presenti anche gli autori di Stile Euterpe  che si sono cimentati con il ricordo di una grande autrice: Elsa Morante.

Un ringraziamento particolare a Emilio Paolo Taormina che, nella bella intervista a pag. 115, ci ha raccontato un po’ di storia vissuta e ci ha parlato del suo ultimo libro di poesie.  Molti gli autori presenti con saggi, articoli, racconti, poesie, recensioni.

fireshot-capture-315-euterpe-n-22-febbraio-2017-la-st_-https___drive-google-com_file_d_0b

Alcuni dei contributi presenti nella rivista:

Critica letteraria

“Elsa Morante narratrice: note sullo stile e sulla lingua” (Francesco Martillotto)
“Il sogno di sé, come arte di romanzare e la scrittura-cura, come movente della narrazione nel romanzo Menzogna e sortilegio di Elsa Morante” (Giuliana Samaria)
“L’isola di Arturo: fuori del limbo non v’è eliso: il mito come alibi del tempo” (Flavia Buldrini)
“Elsa Morante: il realismo nel romanzo” (Francesca Innocenzi)
“Alibi, la poesia dimenticata di Elsa Morante” (Marisa Cossu)
“Die Mauer im Kopf, il muro nella testa” (Giulia Mastropietro)
“Il percorso della ragione dalla diseguaglianza al dominio” (Cinzia Baldazzi)
“La Storia come testimonianza: Elia Corti di Viggiù” (Maria Grazia Ferraris)
“Percy Bysshe Shelley e i peregrinaggi marini” (Nazario Pardini)
“Ecce Homo. Sulla letteratura della guerra alpina” (Giuseppe Langella)
“Dal Risorgimento alla Resistenza: paesaggio e soggettività umana negli scritti di Luigi Mercantini, Giuseppe Ungaretti e Italo Calvino” (Lucia Bonanni)

Critica d’arte
“Trascendenza in John McCreaken” (Antonio Melillo)
“Tra postverità e postmoderno le esigenze della forma” (Alfonso Cardamone)
“Gli spazi teoremici nell’arte di Antonia Acri. Il comportamento tracciabile dell’artista” (Carmen De Stasio)
“Parola di libraio” (Pino Sassano)

Articoli
“Solitaire, solidaire” (Amedeo Di Sora)
“Il diario di Anna Frank” (Marina Risté)
“La storia come testimonianza” (Valtero Curzi)
“Dare una prova” (Lenny Pavanello)
“La storia come testimonianza” (Maddalena Leali)
“I cosacchi in Carnia. Nonna Virginia e il conciliabolo della presina” (Loretta Fusco)
“L’affascinante storia della cattedrale di Fano attraverso il volume di Gianni Volpe” (Vincenzo Prediletto)
“Castelli sullo Jonio: il castello di Cleto” (Daniela Ferraro)
“Le donne di Ravensbrück. Per non dimenticare” (Maria Teresa Infante)

Oltre all’intervista mi trovate presente con la traduzione di “Like walking on water” una poesia di Dominic D’Urzo.

 

Inoltre si comunica il tema del prossimo numero: La scrittura teatrale e i suoi interpreti

I materiali dovranno pervenire entro il 21/05/2017 a rivistaeuterpe@gmail.com

 

buona lettura

La bottega di via alloro (Daìta Martinez)

la-bottega-di-via-alloroQuando ho ricevuto il libro di Daìta sono rimasta spiazzata. L’ho letto dopo qualche giorno, come di solito non leggo la poesia, cioè tutto d’un fiato senza sbocconcellare in qua e là. Ero curiosa e affamata di conoscere qualcosa di nuovo. Non sono rimasta delusa: ho ritrovato in queste pagine la personalità estrosa di una voce che sa distinguersi coraggiosamente senza la paura di “non piacere” che oggi caratterizza molta poesia contemporanea, a discapito di una ricerca propria e di un proprio sentiero che liberi il pensiero convenzionale in nuove forme e crei delle fratture, delle rotture atte a stimolare il pensiero, la comunicazione.

Nella sua nota d’apertura Nicola Romano ci informa che Via Alloro, sorta nel periodo arabo, ricade nel cuore del centro storico di Palermo e prende il nome da un rigoglioso albero di lauro (simbolo arcaico ed augurale) che fino ai primi anni del ‘700 verdeggiava nel cortile d’un prospiciente palazzo nobiliare. E La bottega di via alloro evoca proprio un luogo arcaico in cui si incontrano culture diverse, civiltà fuse in nuove etnie, la sacralità dell’antico con la profanità di sguardi nuovi. Ci si avvicina al vicolo di questa scrittura con curiosità e si resta affascinati, sorpresi, spiazzati, si viene introdotti in nuove forme di linguaggio, in cui saltano i codici e le consuetudini, in cui ci si sente trascinare, presi dalla folla delle parole, come quando entri in un mercato di una vecchia città e sei travolto da odori, voci, colori e dal bagno di genti che ti porta. Se non si è abituati si rischia di venirne travolti. Poi ad un tratto si apre un vicolo con una piccola bottega, i legni che odorano di salsedine, fuori dal frastuono, lontana dai rumori e dalle voci, ma non troppo. Ci si aggira tra scaffali antichi e polverosi in cui si mescolano ricordi, vissuti, dialetti. Ci si smarrisce in altre vite e in nuovi sapori. Ci si ritrova nella pelle del rigo, nei versi e nella parola.

salsedine

era questo l’odore

rolla la pagina :

  • manica

imprevista parentesi delle alghe

| graffe

vermiglie mani

non ho pelle

fino all’arrivo del rigo

sopra i capelli

guardo

. la bottega di via alloro .

[…]

Qui la punteggiatura segue nuove vie, è un codice personalissimo di scrittura visiva che dà fisicità alle parole. I titoli sono tra parentesi, tra punti o doppi punti, i versi sono spezzati, dilatati da spazi e/o delimitati da barre e trattini. Non esistono maiuscole orgogliose che accentano la voce. I versi sono minuteria che si concretizza in diminutivi e idiomi peculiari, spesso stretti nel lessico di quella che risulta essere una vera e propria lingua regionale, il siciliano.

. olivuzza .

anestetizza annoda campanule il cestello

spolverato al marciapiede fiorito nell’acqua

una caraffa dipinta via

                             . olivuzza .

sopra il tacco coltivato bancarella schiusa al

chiacchiericcio speziato d’angolo il balcone

vapora sottoveste i pomodori aperti sulle tegole

a bagnomaria il ritorno di lampare al contrarsi

                                           __ lento degli ulivi

Ed è proprio nel siciliano che si concentra la bellezza di questo scorcio di vita espressa in versi. Che non lo si conosca (come nel mio caso) non importa, come dicevo, si viene trascinati, presi per mano; leggendo ad alta voce la lingua incontra i denti, il palato e le labbra in nuove musiche, inciampa nel vissuto e nel caos apparente che muove le vite. Si entra di petto nel sangue rubato, nella vucca cunzata, nei ciuri pittati, nelle mandorle guarnite, nei sapori di mennule & cicoria, nei vicoli antichi dei nassaiuoli, tra piccioli arrubbati e lu sangu di la povira genti dove

a vucca chianci

spirduta inta pignata

ri stu cielu amaru

chiazza di la virgogna ‘nfame[1]

Difficile uscirne per rientrare nei versi, per ri-disperdersi poi, subito dopo,  negli scarti semantici, nelle virgole mancanti, nei punti e nelle graffe barocche che chiudono parole in cortili reclusi nei bagli. Si tratta di una vera e propria architettura poetica visiva che, in un certo senso, rispecchia anche i luoghi di provenienza della lingua, come ben promette il titolo. Le espressioni del barocco siciliano caratterizzato da acceso decorativismo, senso scenografico e forte cromatismo, al medesimo tempo popolare e colto, fortemente radicato nel territorio e del tutto peculiare, trova la sua concordanza nello stile personale della poetessa palermitana. Daìta Martinez si muove attraverso costruzioni sintattiche apparentemente scollegate in cui il verso spezzato costringe alla riflessione e al ripensamento di ogni singola parola.

ioi

Nella sua poesia, infatti, la figura retorica caratterizzante è, forse, l’asindeto per mezzo del quale si realizza lo scarto semantico  che vira il significato di termini e parole da quello comune e codificato a un significato soggettivo e personale. L’uso di lemmi inusitati mescolati a termini dialettali e alla lingua semplice del quotidiano fortifica lo stile peculiare della poetessa palermitana, che rivela una personalità poliedrica e complessa. L’accostamento spesso audace tra sostantivo e aggettivo, l’assenza di connettivi ma anche di virgole, incalzano la lettura e il ragionamento, costretto però a ripensarsi continuamente per andare a cercare la visione intravista dal poeta. Grande l’attenzione a ogni singolo verso, nulla è tralasciato al caso anche se, a un primo frettoloso sguardo, ci si può smarrire per le strade della comprensione.

{ ciuri pittati } [2]

 

avissi a parrari ri chiddu ca nun c’haiu

quannu u ventu cala supra a chiazza

cu li mani azzannate e lu visu stancu

arrubavu

 { ciuri pittati }

pi nun moriri foddi

accussì comu na mennula cunsata

e m’addummisciu sutta u chiantu

‘n mezzu a chista grasta spizzuliata

Quando si entra con stupore in questi piccoli ritratti di vita, ci sorprende la fabula con i suoi racconti che sanno di leggenda, di storie popolari, di vite sconosciute eppure vicine per grazia di parola; una forza narrativa che per merito del verso, della sua immediatezza e della sua voluta incompiutezza, lascia sempre ampio spazio all’immaginazione.

. allattari cu l’occhi

lu nidu du jardinu

appuiatu picciriddo

sto funnu di livrazza .[3]

Stupisce, tra i versi, una minuscola autobiografia, piccola ma significativa a cui la poeta, forse, affida l’intimità della propria esistenza.

. condita in bocca

la cannella esce

bambina la sera .

. millenovecentosettantadue .[4]

Scrittura colta e sapiente, autentica, quella di Daìta Martinez, che stupisce per gli accostamenti arditi e per la cifra stilistica personalissima. Una vera e propria esortazione a leggere nei versi, a tradire la consuetudine, a lasciarsi meravigliare e allo stesso tempo consolare dalle piccole cose, quelle che la poesia sa cogliere con sapienza, mettendone in risalto i significati  profondi, per trarne spunti e riflessioni sulla vita e le sue molte direzioni.

{ il ciliegio }

ideare il peccato

vena scarcerata – e oscillo

opaco fondale

di fuga –

cristallo | richiamo | corindone

califfo ribalta – e incarna

famelica summa

di ghiaia –

occhio | perpetuo | sparo

sanguina ellittico

{ il ciliegio }

[ n a n i t a ]

recensione precedentemente pubblicata su Larosainpiù di Salvatore Sblando


da%c2%bcta-martinez

daìta martinez è nata a Palermo. Segnalata e premiata in diversi concorsi ha pubblicato in antologica con LietoColle, La Vita Felice, Mondadori, Akkuaria, Fusibilialibri, Ursini Edizioni, Cfr Edizioni. Autrice dei testi in video Kalavria 2009.
(dietro l’una) è la sua opera prima, edita LietoColle, 2011, segnalata alla V Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Maria Marino”.
. la bottega di via alloro . è il suo ultimo lavoro poetico, edito LietoColle, 2013.
Nel 2015 ha vinto il primo premio – sezione dialetto del 7° Concorso Nazionale di Poesia Città di Chiaramonte Gulfi.


Note

[1] “ la bocca piange/ dispersa nella pentola/ di questo cielo amaro/ piazza della vergogna infame” (da  {lu jornu scavusu},  {il giorno scalzo} pag.64)

[2]  “avrei dovuto parlare di quello che non ho/ quando il vento si abbassa sulla piazza/ con le mani scorticate e il viso stanco// ho rubato// { fiori dipinti }// per non morire pazza// così come una mandorla guarnita/ e mi addormento sopra le lacrime/ nel mezzo di questa pianta spezzettata/” da { fiori dipinti } pag. 24

[3] “ . allattare con gli occhi/ il nido del giardino/ appoggiato bambino/ nel fondo delle braccia .” pag. 124

[4] “ . condita in bocca/ la cannella esce/ bambina la sera . / . millenovecentosettantadue . ” pag.142

Otata n.14-Cinque Haiku e un Senryū

Sul numero 14 di Otata una selezione di cinque miei haiku e un senryu tradotti in inglese. La rivista Otata di John Martone ospita poeti di varia provenienza con pubblicazioni in inglese di haiku e poesia breve. All’interno trovate altri validissimi autori nazionali e internazionali.

On the number 14 Otata, an e-zine of haiku and short poems, a selection of five haiku and one senryu translated into English. The Otata magazine by John Martone hosts poets from various origins. Otata appears the last day of the month.

Contenuti e autori presenti

Tokonoma
Ian Storr 5
Tom Montag 6
vincent tripi 9
Angiola Inglese 10
John Levy 11
Johnny Baranski 13
Marina Bellini 14
Kim Dorman 15
Michelle Tennison 20
Mike Montreuil 21
Jack Galmitz 22
Peter Newton 23
Valentina Meloni 24
Clayton Beach 26
Maria Laura Valente 27
Sonam Chhoki 29
Frances Angela 32
Elisa Allo 37
Jacob Kobina Ayiah Mensah 38
Tom Sacramona 42
Carolyn Hall 43
Christina Sng 46
Pravat Kumar Padhy 47
Marta Chocilowska 48
Contents
­— from otata’s bookshelf ­—
David Miller
From Late to Early

Le parole accanto di Michela Zanarella

 

 

Oggi vi presento una poeta e scrittrice a me cara che sa coniugare amore e professionalità per la poesia e la scrittura. Interno Poesia propone una raccolta crowfunding con la piattaforma Produzioni dal Basso (che già conoscete per il mio progetto- ora chiuso-) per il suo nuovo libro “Le parole accanto” di cui potete leggere un’anteprima. Scopo della campagna è coinvolgere e rendere protagonisti lettori e scrittori in un processo partecipativo che prevede la prenotazione di una o più copie del libro in corso di edizione.

Ho deciso di sostenere questa campagna non solo economicamente, ma anche moralmente, cercando di farla conoscere e sponsorizzandola, con la fiducia che questo libro si realizzi. Conosco la poesia di Michela Zanarella, la sua scrittura nel panorama poetico contemporaneo merita non solo attenzione ma anche il sostengo di chi sa riconoscerne il valore e di quanti desiderano dare fiducia a una poeta che da sempre si impegna in campo culturale e si distingue, con la sua produzione, per intensità espressiva e attenta cura per le parole. Se amate la poesia questo libro deve essere nella vostra collezione, l’impegno è minimo, fate sì che si realizzi e date fiducia alla poesia… diventate anche voi lettori sostenitori, grazie.

 [ nanita ]

Dalla prefazione di Dante Maffia

“Michela Zanarella è ormai scrittrice affermata e conosciuta, una che la poesia la scrive e la legge con attenzione e con passione e che sa coniugare la propria biografia con le accensioni che le vengono dagli altri, con atti di agnizione che sono la fermezza della sua lealtà innanzi tutto con se stessa e poi con il mondo.
Le parole accanto è un libro la cui scrittura è sapiente e pacata e riesce a cogliere sfumature essenziali capaci di illuminare aspetti reconditi della realtà e della psiche. Si avverte che l’esperienza personale, anche all’interno degli affetti più intimi, ha lasciato tracce indelebili che tornano a dettare ombre, eppure non troviamo il minimo di recriminazione, non troviamo anatemi. La poetessa ha assorbito tristezze e dolori e ne ha fatto parole di poesia con un semplicità che, come vado sostenendo da decenni, è il solo mezzo per riuscire ad ottenere della vera poesia, quella che rinnova la sostanza della realtà e perfino della verità…”.

 

Apro la pelle ai giorni
Apro la pelle ai giorni
e mi faccio coraggio
oggi per domani e domani ancora
fino ad innamorarmi della notte
e poi del giorno
come se fossi al primo inchino
alla vita.
Perché non posso spaventarmi
della prima ombra che appare
o della ferita che sanguina appena.
Allora cammino a piedi scalzi
tra le cose
inciampo cado mi rialzo
e consumo gli occhi ad esplorare il cielo
pur di non perdermi nemmeno un attimo
della luce che nasce
o del sole che si spegne nella sera.
Conservo anche l’odore delle macerie
ed il peso delle lacrime
sulle guance
senza smettere di amare
quel poco che basta
per dare un senso al fiore
o al ramo che si spezza.

*

 

Vengo a respirare
Vengo a respirare
dai tuoi confini lontani
e ci trovo tutto l’amore che non ho mai capito
io che ti ho sentito madre troppo tardi
terra impastata nella nebbia
fatta di cielo mai limpido e in lotta con il tempo.
Poso lo sguardo dove si ferma anche il vento
nella semina che sa di grano ormai maturo
e chiudo nel cuore quel colore
che ha l’odore del pane e delle stanze di casa.
Ti sento radice che indossa le mie vene
meta che ho lasciato troppo presto
sperando di trovare altrove
il senso del mio canto.
E intanto
vado con la mente dove il fiume si sveglia
in quel silenzio che cammina tra i campi
fino a sera.
E resto tra le distanze a cercare quel poco sole
sempre incerto
che mi ricorda che un giorno farò ritorno
tra i fili d’erba e le strade di polvere
dove sono stata bambina.

 

*

Dove la brenta
È l’odore di nebbia
che mi rassicura.
Sto nelle schiene verdi
della mia terra
dove la Brenta
ha rami limpidi
e voci silenziose.
Mi è cresciuto in vena
quel docile orizzonte
fragile di sole
e so dove hanno fermento
le nuvole.
Legata ai vezzi del cielo
lascio che il tempo smuova
le sorti della pianura.
Se ascolto la pelle
vedo lembi di fiume
e ad un palmo la mia origine.

 

*

Mi accompagna la notte 
a Pier Paolo Pasolini
Mi accompagna la notte
nei vicoli vuoti di periferia
ed è un andare ardente
di silenzi
come le tue barbare verità,
strette in un vivere
troppo umano.
Le parole escono sfrontate
dietro ombre abbandonate
agli sfoghi del tempo.
Non è che buio
quello che resta
come un vento che scotta
e spaventa.
Ed io che sono partecipe
di una tempesta ancora accesa
dico che non è giusto
quel dolore che ti hanno imposto
nella sera più cupa
cuore d’inverno
tramando il tuo inferno
all’idroscalo.


Michela Zanarella

15826417_1276700019054834_1635740947662681453_nMichela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013). In Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidente (2015). È inclusa nell’antologia Diramazioni urbane (2016), a cura di Anna Maria Curci. Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016. È ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. È alla direzione di Writers Capital International Foundation. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio.


interno poesia 3
Interno Poesia, nato ad aprile 2014, è tra i principali blog e siti letterari per la promozione e divulgazione della poesia: contemporanea, del ‘900, edita e inedita, italiana e straniera.
Con l’obiettivo di diversificare la ricerca e la proposta culturale nasce Interno Poesia Editore, un progetto editoriale esclusivamente dedicato alla promozione della poesia attraverso la nuova collana Interno Libri.
Andrea Cati è il fondatore e curatore del progetto Interno Poesia. Chi collabora con IP: Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Mario De Santis, Valerio Grutt, Franca Mancinelli, Giovanna Rosadini, Francesca Serragnoli, Andrea Sirotti.

Libellula -Haiku-

libellula

acquerello di Silvia Molinari

La libellula, in Giappone, è conosciuta anche col nome di “piccolo drago”, si crede infatti che al suo interno vi sia intrappolato un drago… Sin dai tempi antichi, la libellula è vista dai giapponesi come una creatura di grande bellezza e un simbolo di forza interiore. In passato le libellule venivano chiamate anche kashimushi, che significa letteralmente insetto vincente, e questo nome è dovuto al fatto che le libellule volano sempre avanti e non retrocedono mai. Una qualità particolarmente apprezzata dai guerrieri samurai. Per questo motivo si trovano spesso decorazioni a forma di libellula sugli elmi dei samurai, sugli elmetti dei militari e nei simboli di alcune famiglie nobili.

In questa composizione l’acqua è essenzialmente un simbolo-specchio, dunque può essere una persona, un’occasione, o il riflesso della propria coscienza o anche più banalmente l’osservazione di se stessi, tutte cose che permettono di prendere coscienza del proprio fuoco interiore. Nella simbologia giapponese l’acqua assume i significati attribuiti dal Tao che sono essenzialmente quelli di mutamento, mistero, vita. L’acqua rappresenta lo stadio oscuro e nascosto, il punto più basso della materia, lo yin massimo ovvero lo stato in cui le cose tornano quando muoiono. Rappresenta il mutamento interno. L’acqua, che è anche elemento rinfrescante, specchiando il proprio stato interiore è un ritorno di coscienza allo stato originario, al luogo in cui tutte le cose provengono. In questo caso il drago (fuoco), che secondo un’antica leggenda è rimasto intrappolato nella libellula,torna al suo stato originario proprio attraverso l’acqua. La maggior parte dei draghi giapponesi sono infatti divinità dell’acqua, elemento che aiuta lo spirito del cielo a scendere in terra. Da notare come il drago sia considerato elemento yang per cui il cerchio con l’acqua (yin) si chiude proprio a specchio nella simbologia del tao.

La natura si presta sempre a interpretazioni suggestive e con semplicità suggerisce riflessioni profonde sulla vita e su noi stessi.

 [n a n i t a ]


precedentemente pubblicato sulla Rivista libera La Recherche