
Nel numero di Cattails 261 di Aprile 2026 sono stati pubblicati un mio haibun e uno shahai che riporto qui di seguito
Potete leggere tutto il numero qui
Commento dell’editor Sonam Chhoki al mio haibun:
L’albero dei sogni di Valentina Meloni è un racconto suggestivo di memoria, amore e dell’innato desiderio umano delle “infinite possibilità” dello spirito, per usare una citazione del mistico e poeta italiano Giancarlo Bruni, che ispira questo haibun.
C’è una toccante ironia nel fatto che il violino, che incarna la bellezza ed è una potente espressione d’affetto verso il padre della poetessa, rimanga muto. Questo silenzio non nega il valore del dono della poetessa a suo padre, né diminuisce il suo profondo affetto per lui. Al contrario, ispira nella poetessa il pensiero che, latenti nel mutismo del violino, vivano l’anima e il desiderio dell’albero da cui esso è stato creato.
I tre haiku intrecciati trasmettono con forza ciò che Yves Bonnefoy (1923–2016) descriveva come l’aspirazione umana verso qualcosa di incomparabile oltre il quotidiano. Keats ci dice: “Le melodie ascoltate sono dolci, ma quelle non udite lo sono ancora di più.”
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L’albero dei sogni
Valdichiana 7 aprile 2017
Da bambina, per il suo compleanno, a mio padre regalai un violino. Misi da parte tutti i
miei pochi risparmi e andai avanti ad accantonarli a lungo.
Mi recai nella vecchia bottega di musica polverosa, dove compravo sempre gli spartiti
per pianoforte per i miei studi, e lo vidi, luccicante di caldo legno nella sua custodia. Mi
avvicinai e tolsi un po’ di polvere col dito, l’odore buono del legno mi stordiva.
Il commerciante mi chiese per chi fosse, e io risposi che era per mio padre. Egli rimase
alquanto colpito e mi disse che l’albero da cui fu costruito il violino doveva essere un
albero magico, perché quel violino era lì da decenni e nessuno se n’era mai curato, mi è
sembrato proprio che stesse aspettando me.
Uscii con in mano il prezioso involto e un pensiero, sulla soglia di quella bottega,
cominciò a prendere forma.
brezza di mare—
un albero conosce
anche i tuoi sogni
Mio padre non sapeva suonare il violino e, forse, per questo, poteva essere considerato
un regalo inutile e inappropriato. Ma quarant’anni erano importanti e le sue mani grandi,
troppo grandi per un violino delicato, non dovevano dimenticare l’anima di linfa e le
foglie verdi che avevano abitato l’albero e i suoi sogni.
colpo di vento—
per un istante la foglia
torna al suo ramo
Anche se il violino è rimasto in silenzio per quasi quarant’anni, so che esiste ancora una
melodia inudibile che attende di essere suonata.
suona una musica—
nostalgia d’infinito *
nell’aria mite
*Mi riferisco alle parole del mistico e poeta Giancarlo Bruni, monaco della Comunità monastica di
Bose e sacerdote, nato a Marina di Massa il 18 novembre 1938. Entrato nell’Ordine dei Servi di
Maria, ha trascorso la sua vita tra la comunità monastica, l’università e la predicazione in Italia e
all’estero. Attualmente vive nell’Eremo delle Stinche, a Panzano in Chianti, tra Firenze e Siena,
dove dedica la sua vita alla ricerca di «frammenti di luce» e all’insegnamento dell’ecumenismo.
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giardino di rose-
i tetti della città si confondono
tra i petali
(Fotografia mia dal giardino delle rose a Firenze)












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