Vivere la natura

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Da quando ho aperto il mio blog sugli alberi, alcuni anni fa, ho ricevuto molte mail di sostegno principalmente da persone semplici che, come me, desideravano riscoprire un contatto diretto con la natura. Tra le ultime persone che mi hanno contattata c’è una ragazza la cui bellissima mail mi ha particolarmente colpito per freschezza e spirito di abnegazione, l’oggetto della mail era: anch’io abbraccio gli alberi!

Francesca è una giovane mamma di due bambine che ha deciso, dopo aver completato gli studi, di avviare un progetto che coinvolga i bambini e gli alberi.

“Perché ti ho scritto? me lo sto chiedendo… penso per sentirmi meno “sola” con questa mia passione e questo mio “sentire”; per poterne parlare con qualcuno che capisce e condivide, e può rimandarmi le sue “impressioni””.

Esordisce così, Francesca, in una delle sue mail. Mi verrebbe da rispondere a lei ma a tutti quelli che mi scrivono frasi più o meno simili  il cui concetto è principalmente: sento anche io quello che provi tu e che descrivi nelle tue poesie, nei tuoi racconti, nelle tue riflessioni e condivisioni che no, non siamo soli e che il risveglio interiore dell’uomo verso la natura sta maturando il suo percorso e sta riprendendo a nascere dove era sepolto.

Sono moltissime le testimonianze di questo impercettibile cambiamento che riguarda anche i costumi e la società, l’economia e le mode. Una per tutti è l’enciclica verde “Laudato si’” di Papa Francesco che, sebbene non ci abbia sorpreso perché ribadisce dei concetti già espressi più volte, per esempio nell’«Omelia per l’inizio del ministero petrino» del 19 marzo 2013, ci ha nutrito e ha nutrito il popolo verde di nuova linfa. E’ la prima volta, infatti, che un papa si occupa di ecologia esprimendo timore per la distruzione della natura da parte dell’uomo.

In quell’omelia Papa Bergoglio sottolineava:

«La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero Creato, la bellezza del Creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo». Più avanti: «Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!».

Francesca è un esempio di “custode” secondo me, una ragazza che con grande senso di responsabilità (nelle sue numerose mail mi descrive l’apprensione e il timore di riuscire nella sua impresa) ha deciso con consapevolezza e costanza di assumersi questo ruolo proprio con la porzione più importante del pianeta, quella costituita dai bambini, i quali più di tutti hanno subìto l’olocausto verde e ne subiranno purtroppo le conseguenze. Capiamo, a questo punto, quanto sia importante educare i bambini al rispetto e al rapporto con la natura. A loro abbiamo lasciato la grandissima responsabilità di correggere un andamento distruttivo che abbiamo innescato noi. E noi abbiamo il dovere morale di prepararli a questo compito consapevolmente e con amore.

“Non ricordo quand’è stata la prima volta che sono salita su un albero, ricordo la catalpa nel piccolo giardino di casa mia che è stato il mio “nido” da piccolina, prima che la tagliassero perché stava diventando gigante… quanto mi è dispiaciuto allora, per fortuna l’hanno sostituita con un bel ciliegio che allieta in primavera con i suoi fiori il cuore di mia mamma.  

Io ora abito con la mia famiglia (omissis), e vado in giro per le colline ad abbracciare gli alberi, perché mi fa un gran bene;  qui ci sono soprattutto roverelle,  ma gli alberi vecchi son pochi, perché ci scaldiamo con la legna. Ho sempre paura, da un giorno all’altro, di perdere qualche “amico”. […]

Con il mio progetto incontrerò quest’anno poco meno di un centinaio di bambini, e tutti abbracceranno gli alberi; riuscirò a creare questa connessione? a lasciar loro un bel ricordo? a farli “innamorare” degli alberi? Adesso che ci penso mi sento una grossa responsabilità…”

Ho voluto riportare le sue parole per farvi comprendere quante persone ci siano che credono in quello che fanno, ragazzi e ragazze ormai uomini e donne, quelli della mia generazione, i “bamboccioni” (!) che si sono ritrovati in mano i pezzi di un mondo da riordinare andato in frantumi, che si stanno rimboccando le maniche e stanno cercando una via, nonostante l’assenza di certezze, l’insicurezza giornaliera e la tristezza del “sogno europeo” pieno di aspettative che è completamente svanito, paralizzato da un’ideologia economica che non ha saputo integrare in sé gli altri aspetti del vivere di cui l’uomo e le nazioni necessitano.

Ripartire dai bambini, dai nostri figli, educarli a spezzare un  processo irreversibile, fare di loro esseri coscienti del mondo in cui vivono è, oltre che una grande responsabilità, una forte necessità.

Lo scrive anche Papa Francesco nella sua enciclica:

“[…]L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.” 

(dalla LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’ del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune, pag.12, XIII)

 

A Francesca ho consigliato alcuni libri, anche io ho pubblicato nel blog diversi suggerimenti di giochi e consigli, tuttavia anche io mi sento impreparata a gestire il mondo dei piccoli così pieno di domande e aspettative e ho bisogno di nuovi stimoli anche per il mio percorso di scrittrice (avevo iniziato proprio a scrivere poesie e racconti per bambini diversi anni fa, sempre sulle tematiche della natura).

 Ora ho trovato un libro, per caso tra le proposte da recensire in mail , un libro che spero mi arrivi il prima possibile perché ne abbiamo bisogno! Il libro è “Vivere la natura” di Joseph Bahrat Cornell pubblicato per Ananda Edizioni il maggio scorso.

Conosciuto in tutto il mondo da naturalisti ed educatori, Joseph Bharat Cornell da molti anni si dedica ad avvicinare bambini e adulti al loro contatto interiore attraverso la natura. Ha fondato il movimento Sharing Nature®, oggi diffuso in molti Paesi. Questo suo famosissimo libro, un classico utilizzato da educatori in tutto il mondo, è stato ampliato dall’autore in occasione del ventesimo anniversario della pubblicazione, con l’aggiunta di approfondimenti e di nuove attività nella natura. pubblicata per la prima volta in italiano questa raccolta è una vera miniera di giochi e attività per conoscere l’ambiente naturale, consigli pratici per organizzare escursioni naturalistiche e per raccontare la natura.

Cara Francesca, ti scriverò presto, intanto tu, io e molti altri possiamo cominciare e ri-cominciare a leggere e a tornare a giocare con Joseph Bahrat Cornell.

Le esperienze che viviamo nell’ambiente naturale, vicino o lontano, ci rendono vivi.

Provate a ricordare i momenti in cui vi siete trovati all’aperto a muovervi, agire e imparare usando al massimo i vostri sensi, immersi in un sentimento di gioia autentica. Forse si è trattato di rari episodi, anche se vi auguro che non sia così, ma chi ha avuto la fortuna di sperimentare momenti simili, sa che rimangono scolpiti nella memoria in modo indelebile.

Conservano in sé la vita stessa. E quando li ricordate, provate di nuovo quel profondo senso di meraviglia e di infinite possibilità.

E se esistesse un metodo per risvegliare anche negli altri questo senso di autenticità? Questa è la domanda che si pose l’educatore Joseph Cornell nel 1971. [dalla prefazione]

 Leggi e scarica le prime pagine del libro “Vivere la Natura” in formato PDF

In attesa della mia recensione non dimenticate di andare a giocare fuori con i vostri figli!

[ n a n i t a ]

articolo pubblicato anche su Oficina de Textos Meio Ambiente

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