Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia. (Tiziano Terzani in risposta ad Oriana Fallaci dopo l’11 settembre)
In attesa della prossima uscita del volume da me prefatto “Haiku tra meridiani e paralleli” terza stagione, in cui si sono cimentate voci importanti del panorama letterario italiano, vi presento uno dei volumi usciti precedentemente e che ho avuto il piacere di leggere…
Il volume, arricchito dai suggestivi scatti del fotografo giapponese Hitoshi Shirota, nasce dall’attività laboratoriale svolta durante l’anno scolastico, con gli alunni dell’Istituto comprensivo “E. Majorana” di Lanuvio in provincia di Roma su iniziativa della docente e poeta Antonella Rizzo che ha coinvolto altre insegnanti in questo progetto, le cui finalità erano quelle di sviluppare e raffinare le capacità linguistico-espressive degli alunni, l’autostima, e favorire la conoscenza di culture diverse attraverso questa antica forma poetica giapponese ormai diffusa in tutto il mondo. Gli alunni, autentici ‘haijin’ in erba, dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola secondaria di I grado, hanno dimostrato capacità e impegno confluiti in una composizione corale sorprendentemente armoniosa, grazie anche all’interesse suscitato dalle insegnanti.
Dalla nota al libro di Antonella Rizzo:
Questa pubblicazione segna un punto di svolta nel mio percorso umano e professionale. È un approdo a una dimensione multifattoriale dove esperienze e contaminazioni, in una prospettiva ideale, comprendono quelle sinergie d’intenti tali da rendere speciale il risultato. Ho pensato che la forma poetica dell’haiku potesse rappresentare il modo più naturale di avvicinare i ragazzi e addirittura i bambini in età prescolare ad una “letteratura spirituale” che avesse come obiettivo la capacità maieutica di far emergere sentimenti e sensazioni nel modo più naturale ed efficace possibile. […] Se la mente è naturalmente libera da schemi e pregiudizi, come nel caso dei bambini, l’energia vitale si svela alla mente in tutta la sua forza. La sensibilità dell’editora Dona Amati, del poeta Francesco De Girolamo, di tutte le insegnanti che hanno collaborato al progetto hanno fatto il resto. Abbiamo volutamente compiuto un lavoro di editing molto blando, poiché il rispetto ortodosso delle regola metrica, strutturata nei tre versi rispettivamente di 5,7,5 sillabe, non faceva parte dei presupposti iniziali per la realizzazione dell’opera, risultando addirittura impossibile nella fascia d’età dei più piccini. Ma il risultato è stato straordinario e superiore ad ogni aspettativa…
“Qualsiasi cosa scritta da un bambino crea un mondo sospeso nello spazio-tempo che ha vita propria.”
(n a n i t a)
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Quanto è bella la natura
vorrei stare con lei
a contare le foglie
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Il vento è un fantasma
chiama il temporale
con un verso pauroso
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Le foglie rosse
sembrano un cuore
che batte più forte
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Castelli di sabbia
io mi diverto
libero come il vento
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Il mare va forte
e spaventa i pesci
la balena cattiva
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I vestiti hanno gli occhi
pure il naso e la bocca
per scaldare le persone
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Le barche galleggiano
come piccoli pupazzi
guidati da un bambino
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Dentro al mare
i pesci si salutano
con la bocca e con le pinne
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I fiori sbocciano
nei vasi del balcone
sembrano un arcobaleno
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Il mare è blu
come un fiore profumato
il bambino l’annusa
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(tutte le composizioni qui trascritte sono opera della Scuola d’Infanzia)
Per acquistare il libro scrivere a fusibilia@gmail.com
(nessuna spesa di spedizione)
Sono mesi che sto leggendo i libri di Emilio Paolo Taormina, avrei voluto scriverci una recensione, una nota di lettura, almeno qualche riga, ma mi è stato impossibile. Mi trovo nella condizione di dire, di scrivere, che tutto ciò che potrei dire o scrivere sarebbe superfluo. La pulizia di queste “code di cometa” -tali mi paiono le sue poesie- la luminescenza di questo tratto di scrittura è così inafferrabile, così impalpabile che non si riesce a decifrare. La lingua è un ago che cuce un tempo scucito. Il tempo stesso è inafferrabile, ogni atomo di parola contiene un’ora che viaggia nella sua personale solitudine. Malinconia, purezza, soavità, mare, ricordi, frammenti, ritmi, odori, profumi, assenze e presenze che si rincorrono sulle ali della poesia. Parole che compongono e scompongono le compagini temporali cucendole alla terra, ai luoghi e alle memorie; galassie di emozioni, lampi di esistenza che tagliano i cieli dell’immaginazione e del sogno, fulminei e indimenticabili.
Ho scelto dieci di queste comete da Lo sposalizio del tempo delle Edizioni del Foglio clandestino piccola indipendente e ispirata casa editrice, portata avanti dall’editore Gilberto Gavioli con passione e grande determinazione, di cui ho potuto apprezzare la qualità e l’originalità delle scelte di pubblicazione. La scelta è stata abbastanza personale, ho seguito il filo del tempo, ma posso dirvi che leggere questo libro (e gli altri di cui poi scriverò) mi ha arricchito di una bellezza tale che non oso soffermarmi su una poesia piuttosto che su di un’altra. I libri di Emilio Paolo Taormina ti aprono le porte a mondi che non ti appartengono ma è come se fossero tuoi. La bellezza della poesia senza tempo che è impensabile possa passare inosservata.
[n a n i t a]
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dio
era donna
e partorì
la luna
le costellazioni
i pianeti
anch’io
vorrei
essere donna
partorire
la parola
che le comprende
tutte
****
talvolta
nella solitudine
davanti a me
viene a sedere
una donna
di sabbia
che le onde
del tempo
non hanno
consumato
*****
il tempo
è scivolato
così bene
nella poesia
che non si vede
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nei tuoi occhi
scorre
un nilo verde
tra le tue ciglia
si nascondono
ibis
sono venuto
a bussare
alla tua porta
mi hai chiuso
il cuore
ti ho carezzata
con le parole
ti ho stretta
tra le mie mani
come grappoli d’uva
nel mio sangue
sei mosto e vino
****
l’uccello
del tempo
ha ali
robuste
non si stanca
mai di volare
***
la pioggia
è una bambina
che corre
a piedi nuda
cigola
la porta
del vento
la stanza ha pareti
di nuvole
le lancette
del pendolo
mi cuciono
con ago e cotone
tutto è fermo
una sabbia
impalpabile
come il tempo
copre ogni cosa
***
la follia
è una donna
che va nuda
per la notte
non so
dove inizia
e finisce
la strada
mi perdo
in un filo
d’erba
voglio
che il rosso
inondi
la seta
delle brezze
voglio
che la sabbia
e le clessidre
restituiscano
il tempo
***
i fiori in autunno
sono più profumati
sul ramo più alto
della mia anima
splende
una mela rossa
*****
sei magnolia
nel giardino
del ricordo
la tua assenza
ha mille radici
che mi stringono
il petto
****
tutta la notte
è il ragno
dell’insonnia
a tessere
la tela
della tua assenza
*****
Biografia autore
Emilio Paolo Taormina è nato a Palermo nel 1938, Sue opere sono tradotte in albanese, armeno, croato, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco. È presente in antologie e riviste internazionali. Pubblicazioni recenti: Archipiélago, traduzione in spagnolo di Carlos Vitale, editore: Plaza&JanesEditores, Barcelona 2002; Magnolie, traduzione in armeno di HakobSimonyan, Erevan 2007; Lo sposalizio del tempo, Edizioni del foglio clandestino, Sesto San Giovanni 2009, ristampa ampliata 2011; Inchiostro, (racconti), Edizioni del foglio clandestino, Sesto San Giovanni , 2011; Le regole della rosa, Edizioni del foglio clandestino, Sesto San Giovanni, 2014. Su quest’ultima opera poetica Massimo Barbaro ha scritto una breve nota dal titolo Il bordo tagliente del silenzio.

La premiazione della IV edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” si terrà sabato 14 novembre a partire dalle ore 17:30 presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni in Corso Matteotti 19 a JESI (Ancona).
Il Premio è promosso dalla Rivista di letteratura Euterpe, dalla Associazione PoetiKanten e da Deliri Progressivi.
Presenzieranno Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), Susanna Polimanti (Presidente di Giuria) e vari membri della Giuria di questa edizione, alla quale quest’anno ho preso parte anche io.
La cerimonia sarà allietata dall’intervento musicale del Maestro Piero Gentili.
L’evento è patrocinato dalla Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dai Comuni di Ancona, Jesi e Senigallia.
Con l’Alto Patrocinio della Universum Switzerland Academy per il quale si ringrazia il Presidente Valerio Giovanni Ruberto che ha messo a disposizione una targa in oro 24kt che verrà consegnata dalla Giuria a un partecipante particolarmente meritorio.
Da sempre sensibile al sociale, il Premio destinerà parte dei ricavati dalla vendita della antologia per sostenere la Fondazione Salesi Onlus di Ancona che si occupa delle problematiche relative al bambino ospedalizzato.
Si consegneranno i Premi alla Memoria ai familiari dei poeti Bruno Epifani di Lecce (1936-1984) e di Novella Torregiani di Porto Recanati (1935-2015).
Il Premio alla Carriera Poetica sarà attribuito a Marisa Provenzano di Catanzaro.
Per leggere il verbale del Premio e i nominativi dei premiati a vario titolo si indirizza a questo link.
Info: arteinversi@gmail.com
Ho partecipato a Poeti per il sociale con due testi:
-“Lettera di un bambino siriano alla sua mamma” poesia bilingue edita in “Voci contro la guerra”, Onirica Edizioni, 2015 e nel volume antologico “Ho conosciuto Gerico” (volume storico del 2013 fuori commercio delle edizioni Ursini) scritta dopo l’attacco chimico di Ghūṭa del 22/08/2013.
-“Olocausto silenzioso” inedita che sarà pubblicata per Matisklo Edizioni nella silloge poetico-fotografica sulla violenza di genere “Eva” classificatasi al primo posto del Premio La Bormida.
La cura del volume antologico è corredata da un’accurata e interessante prefazione critica di Lorenzo Spurio da anni impegnato in ambito civile con numerose iniziative.
Puoi scaricare la raccolta gratuitamente
Annalisa Soddu, poetessa e scrittrice di origini sarde, ha voluto lanciare circa un mese f
a una iniziativa poetica nel Social più frequentato, Facebook. Creando un semplice evento dal titolo “Poeti per il sociale” la Nostra ha dato un mese di tempo, a partire dal 5 settembre u.s. per inviare un massimo di due testi poetici a testa con una nota personale stringata da pubblicare sulla bacheca dell’evento. Denominatore comune è stato quello di ispirarsi o dedicare i propri versi a episodi che concernono la cronaca sociale, ossia a quegli episodi storico-politici, geopolitici e disagi che l’uomo contemporaneo incontra nel relazionarsi al senso di comunità. I poeti hanno risposto con entusiasmo alla iniziativa, totalmente gratuita e volta alla creazione di una antologia virtuale contenente tutti i testi presentati occupandosi di tematiche quali l’immigrazione e…
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E’ uscito il n°17 di Euterpe Rivista Di Letteratura dal tema “Quando l’arte diventa edonismo“. Partecipo a questo numero con due interviste (p.76) di due amici pittori: Andre Pérez e Carlo Cordua. Il primo di Granada dal tocco impressionista ritrae la natura con il suo stile inconfondibile e appassionato, il secondo di Napoli ha una visione della natura e degli alberi sospesa tra fantasia e realtà: due artisti che ci raccontano come la natura sia loro ispiratrice.
buona lettura

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Quarto seme
Il seme del pastore
Sedevi a lato strada, le capre di vario colore sparse
come semi lungo la strada, ci siamo dovuti fermare,
studiando le corna una ad una per non investirle.
Ci hai guardato dietro i tuoi occhi di scorzadura,
due lune nere piantate lì da prima della crisi,
prima di Karamanlis e dei gemelli-dittatori,
prima di Minosse, di Giasone e Achille.
Che fossimo in un’autovettura
a quattro ruote
o in un calesse trainato da un cavallo bianco
era lo stesso fastidio. Mi piacerebbe sedermi
lì e chiederti quali sono i tuoi sogni, i sogni credo
di un ragazzo che è pastore, di un’anima grande
come una capocchia di mondo
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Settimo seme
I tuoi semi sparsi
Ho raccolto coi denti
i tuoi semi sparsi sul e dentro
il ventre, li ho contati uno ad uno,
posandoli in fila indiana. La tua terra è dissepolta,
il tuo campo spaccato come da sole rovente, affondato da una ragnatela
di ombre. Sono il ragno del tuo tempo, ti aspetto in silenzio,
in un angolo, la mia chiesa percepisce
anche il più flebile dei venti
***
Ventiquattresimo seme
Ogni seme ha dentro un viaggio
I semi sono viaggi che hanno la meta
pronta in partenza: ti puoi mettere
comodo, è come andare a scuola
con teletrasporto
***
Trentacinquesimo seme
Semi dei ricordi di bambino
Semi
a sbuffo che il vento
solleva e trascina lontano, oltre i tetti delle fattorie.
Certe mattine all’alba sembra che nevichi col sole.
Campi rigati fino al confine sul fiume.
Torri d’acquedotto e sotto occhi
a mosaico e mani a ragnatela.
Porte scheggiate e culle in legno che dondolano.
La musica delle betulle che frusciano e oscillano.
I gatti giocano all’invisibilità
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Quarantesimo seme
Il seme d’un pensiero notturno
Il
respiro
della montagna
cala sopra la casa,
le tende scosse in dentro:
nuda davanti allo specchio, i
capelli dipinti sulle spalle, gambe dritte,
si massaggia i seni lentamente, prima a occhi
spalancati, poi li socchiude. Aveva visto
un seno così largo soltanto indosso
a sua madre, che di figli ne aveva
sfornati sette, non due.
La rivede ora
sul petto,
due
misure
superiori alla
ragazza che è stata.
Il sudore solca il ventre, si
piace di più da quando s’è fatta
donna. A quest’ora della notte ama
il gusto del latte tiepido. Sorride pensando
a cosa avrebbe pensato il marito,
vedendola fare quel che lui
segretamente sognava
di fare
*****
Quarantunesimo seme
Seme del tenersi per mano
Vorrei
io tenerti
soltanto per mano,
senza dire nulla, io
& te, noi due ora, in un
eterno presente storico senza
bisogno di scorte di cibo,
collezioni di stampe rare
o di stanze d’ossigeno.
Il nutrimento sta nei nostri
occhi ti avrei detto, io,
tenendo la tua mano
nella mia. Ti avrei
sorriso, soltanto
sorriso, io
a te
****
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