Emilio Paolo Taormina su “Ogni volta che pronuncio te” – Palermo 13/04/2016

quegli incontri di poesia in cui la preziosità dell’evento è nell’incontro stesso, di persone, di visioni, di scritture…

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Di seguito, pubblichiamo il primo dei tre interventi di Emilio Paolo Taormina, Nicola Romano e Franca Alaimo, interpretati durante la presentazione del libro di Salvatore Sblando “Ogni volta che pronuncio te”, svoltasi a Palermo lo scorso 13 aprile 2016 alla Libreria Macaione.


 

Con Salvatore Sblando siamo diventati amici tramite facebook. Rari messaggi di necessità e molta stima reciproca nata dalla lettura dei testi in rete. Nei miei quasi settantaotto  anni di vita ho attraversato un tempo tumultuoso. Dalla radio a galena per i luoghi in cui non c’era l’energia elettrica, alla radio, all’avvento della televisione, al pc, alla mail, iFhone e infine al social network. Tutte situazioni che hanno cambiato il nostro relazionarci. Facebook permette di seguire il filo rosso e socializzare, nel bene e nel male, con le persone che hanno i nostri stessi  interessi.

All’anagrafe Salvatore Sblando è torinese, ma nato in una famiglia siciliana…

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Haiku tra meridiani e paralleli III stagione

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«Con questa terza raccolta antologica si conferma e si consolida l’evidenza che questo genere poetico eminentemente nipponico, fino a qualche tempo fa, nel nostro panorama letterario, piuttosto “di nicchia”, stia diventano una pratica poetica diffusa, fertile e dalle caratteristiche espressive sempre più autonome e originali. Per questo terzo volume si è voluto che l’esperienza si estendesse dalla lingua nazionale a quelli locali, i dialetti, considerando che già Kobayashi Issa (1763-1828), riconosciuto come uno dei massimi maestri di haiku, ha tracciato questa esperienza»
(estratto dalla postfazione di Dona Amati)

Ho appena ricevuto -fresco di stampa- “Haiku tra meridiani e paralleli. Terza Stagione” curato da Dona Amati. Un bellissimo lavoro corale che ha unito poeti haijin da varie parti d’Italia. Ho avuto il piacere e l’onore di introdurre il volume con un piccolo saggio dal titolo “Haiku: l’arte difficile della semplicità“. In apertura gli haiku di Márcia Theóphilo. Una selezione di haiku in dialetto chiude il bel volume corredato dalle foto di Hitoshi Shirota.
Complimenti a tutti gli autori e naturalmente a  FusibiliaLibri.

“Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku. Un mattino ci si sveglia.  E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.”
(Da “Neve” di Maxence Fermine)

HAIKU TRA MERIDIANI E PARALLELI – III stagione –

Collana “collegamenti”
ed. FusibiliaLibri, Roma
febbraio 2016 – Autori vari-

Ideazione, grafica e impaginazione a cura di Dona Amati

✔ pubblicazione in tiratura limitata e numerata a mano
✔ con il saggio “Haiku: l’arte difficile della semplicità” di Valentina Meloni
✔ foto di copertina e all’interno del volume di Hitoshi Shirota

«Non esiste cosa più difficile della semplicità, quella che proprio i bambini sanno cogliere e rendere con meraviglia e immediatezza, ma che noi adulti abbiamo disimparato. Se i bambini sono poeti, i poeti per esserlo davvero devono ‘denudarsi’, tornare bambini, spogliati di ogni orpello. Scrivendo haiku l’attore sparisce, sparisce il poeta errante, il pazzo poeta, fluttuando come un tessuto leggero che si lacera al vento. Quello che resta è poesia, haiku: piccoli passi che illuminano il cammino della vita»
(estratto dal saggio introduttivo che ho curato)

Il volume sarà presentato a Roma il prossimo 6 maggio assieme a Nei giardini di Suzhou. durante il reading “Fior di Haiku“;saranno presenti gli autori e gli editori.

per ordini scrivere a: fusibilia@gmail.com

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Inserito tra i consigli di lettura dell’Associazione Italiana Haiku

Raggi di luna

fotografia di Hitoshi Shirota

fotografia di Hitoshi Shirota

Hitoshi Shirota
fotografo giapponese, particolarmente apprezzato per i suoi scatti paesaggistici. Le sue fotografie completano, ormai da diverse stagioni, le pubblicazioni di FusibiliaLibri.
Aceri giapponesi
Sembra che tra gli aristocratici giapponesi si attendesse l’autunno per ritrovarsi sotto i momiji, gli Aceri giapponesi, per suonare, cantare o recitare poesie d’amore, cercando ispirazione nelle foglie screziate di rosso. Più tardi questa usanza signorile divenne popolare ed è rimasta inalterata fino ad oggi.

Fior di Haiku-Hanami-

Sakura Hanami


 

Invito- Ingresso libero- Presentazione e letture
Occasione d’incontro nella capitale per gli estimatori di haiku

A Roma venerdì 6 maggio dalle ore 18,00 presso Fiorditè, via Tuscolana 30, FusibiliaLibri incontra pubblico e “haijin” in elogio alla tradizione haiku, la forma poetica di origine giapponese apprezzata e praticata in tutto il mondo.

Due le pubblicazioni FusibiliaLibri al centro del pomeriggio “hanami” nel giardino di Fiorditè (sala da tè specializzata in raffinatezze orientali e non solo), dalle quali scaturiranno pensieri e letture. Insieme a Dona Amati, direttora editoriale FusibiliaLibri, e curatrice della collana, a Giovanna Iorio, poeta, scrittrice e prefatrice del mio libro e ai numerosi autori che raggiungeranno la capitale da tutta Italia, interverrò come autrice de Nei giardini di Suzhou (volume inserito nel “Festival della scrittura selvatica” in calendario a Bologna dal 27 al 29 maggio 2016), e come prefatrice del collettaneo Haiku tra meridiani e paralleli. Terza stagione, volume scaturito dall’omonimo concorso giunto al terzo anno e che per questa edizione si articola in due sezioni: la prima riservata agli haiku in lingua italiana e la seconda a quelli scritti nei dialetti conosciuti dagli autori. Il volume si apre con tre haiku donati dalla poetessa brasiliana candidata al Nobel per la Letteratura, Marcia Theophilo. Così come per le precedenti, anche gli haiku di questa edizione sono ‘legati’ tra loro dalle suggestive immagini del Giappone contemporaneo rivelate dall’occhio di Hitoshi Shirota, fotografo di Yokoama.


 

 

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L’evento è organizzato da Fusibilia Associazione Culturale e realizzato nella Sala Fiorditè a Roma.

Settore: Cultura.
Tipo di evento: Presentazione libri “Nei giardini di Suzhou” e “Haiku tra meridiani e paralleli. III stagione”.
Data: 6/05/2016 ore 18.00.
Presso: Sala Fiorditè, via Tuscolana, 30 – Roma.
Info: tel. 3460882439 – 06 8865 3263
comunicato
Email: fusibilia@gmail.com
Ingresso libero

Répondez, s’il vous plaît scrivendo a fusibilia@gmail.comindicando nell’oggetto della mail: fior di haiku, o telefonando ai numeri sopra indicati.


Una lucciola per amica

La lucciola suggerisce la speranza, la luce nelle difficoltà. Nella cultura giapponese la lucciola è legata al concetto dell’amore passionale, ma anche a quello della reincarnazione dopo la morte. In questo tanka il contrasto tra le ali della lucciola, che alludono a un amore che continua a vivere, e il cuore “senza ali” della fanciulla è netto: sta a indicare l’amore impossibile. Il cuore, però, continua ad amare, pulsa come la luce della lucciola, anche quando non ha più possibilità, anche quando non ha le ali per raggiungere l’amato.

stampa: Ito Shinsui, Firefly

stampa: Ito Shinsui, Firefly

Diwali – Rivista contaminata n.12: Visione

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copertina Diwali 12

                                                  scarica gratuitamente la rivista

 

Ė on line Diwali – Rivista contaminata n.12 il cui tema è: VISIONE: esposizioni d’interni, introiezioni d’esterni.

A pag. 14 il mio intervento: Breve saggio sulla visionarietà della letteratura, nella letteratura.

Puoi scaricare e leggere gratuitamente la rivista qui.

n.b.: parte di questo saggio è frutto della mia interrogazione perpetua ¿Qué es poesía?

 Buona lettura

[ n a n i t a ]

Quello che resta (a Gabriella Maleti)

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fotografie di Gabriella Maleti

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tutto quello che resta          (tanto)
        è chiuso a chiave negli occhi
sedimenta nel cuore
                le parole hanno un velo
di tristezza che acquieta il sorriso
del giorno
                  smorza la festa il pianto
ma tu scegli di rinascere         oggi
       nascosta in grappoli di glicine
tra i fiori minuti della primavera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

aghi di pino in acqua  4  copia

 

 

petali bacche con filtri

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arrivederci Gabriella

[ n a n i t a ]

Nudo con gatto nero

 Nude with Black Cat, Takahashi Shotei

Nude with Black Cat, Takahashi Shotei

LETTER FROM A SYRIAN CHILD TO HIS MOTHER, Poetry by Valentina Meloni

Lettera di un bambino Siriano alla sua mamma è la poesia selezionata in the best of NEW Poetry from around the world per festivalpoetry

Avatar di poetryfestPOETRY FESTIVAL. Submit to site for FREE. Submit for actor performance. Submit poem to be made into film.

Genre: Kids, Life,Death, Family, Fear, War

LETTER FROM A SYRIAN CHILD TO HIS MOTHER
by Valentina Meloni

Mom, you never told me

that you can die even breathing

I believed that to die

it would take a wound,

a crack from which life

could come out along with the blood …

Mom, you never told me

that you can die playing

among the stones and the dust

of the road who saw me run.

You never told me

you’d greeted me from so far away

and that, crying, your soul

would come to claim me.

Mom, you never told me

that you can die breathing in a dream,

that the air can also be a poison.

You told me not

I’d be an angel of glass,

asleep, in a white shroud.

Mom you never told me

the death would make me bright and beautiful

sweeping away the fear of bombs.

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Angela Fabbri legge Nei giardini di Suzhou

Jessie Meyer

fotografia di Jessie Meyer

Ringrazio Angela Fabbri per il commento al mio librino di haiku che riporto di seguito


 

Haiku. Suprema tecnica di distillare l’essenza delle cose che ci viene dall’Oriente, ma che anche in Occidente serpeggia con qualche guizzo di intuizione dall’arte per via di levare di Michelangelo al “M’illumino / d’immenso.” di Ungaretti.

Questa passeggiata nei giardini di Suzhou non è un qualsiasi vagare immemore fra le bellezze della natura, al contrario, ogni pianta, ogni uccello, ogni insetto, ogni nuvola, individuati sempre con puntigliosa esattezza, chiusi nella gabbia metrica delle diciassette more, libera per paradosso interi universi compressi in una parola. I giardini d’oriente e gli orti botanici occidentali potrebbero apparire agli antipodi, eppure queste poesie ne esaltano le somiglianze: la scelta intenzionale di quella pianta, di quel fiore, di quella foglia e non altre. Alla stesso tempo quella pianta, quella foglia, quel fiore, si allargano fino a comprendere una cascata di significati che rotolano come biglie fino ai piedi del lettore. Cipressi che diventano matite, mandorli che si fanno calligrafie, ippocastani immobili come soldati, fiori di melo che si trasformano in farfalle, cieli che diventano campi da falciare con la luna mentre una messe di stelle si riversa dal cielo.

Falce di luna / Dentro i campi del cielo / stelle mature

Puntuale riferimento alla stagione che diventa lo specchio dell’anima, microcosmo e macrocosmo che si toccano.

In gocce d’alba / sospesa a una foglia / l’anima vola

Tolgo la veste / Sono viva davvero? / scende la neve

Non ci sono punti. L’haiku non è una composizione incorniciata dalla solenne compiutezza del punto fermo. Non enuncia, sospende. È più simile a quei sumi-e giapponesi in cui è lo spazio bianco ad allargare il dipinto all’infinito. Sumi-e che a loro volta, reinterpretati dall’artista Santo Previtera, riverberano in un gioco di sottili echi in un cielo mutevole quanto gli occhi di chi lo guarda.

Bevo dagli occhi / un cielo di nuvole / pioggia sottile


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Angela Fabbri è nata a Cesena nel 1962. Ha pubblicato i libri di poesia Cipria (Forum/Quinta Generazione) e L’airone dell’oblio (Nuova Compagnia Editrice), Giardini di sabbia (Il Vicolo, 2016). Suoi racconti e poesie sono inoltre usciti sulle riviste Forum/Quinta Generazione, Tratti, La Rosa, Graphie e nelle antologie Voce Donna (Il Vicolo 1995 e 1998).