Haiku tra meridiani e paralleli III stagione

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«Con questa terza raccolta antologica si conferma e si consolida l’evidenza che questo genere poetico eminentemente nipponico, fino a qualche tempo fa, nel nostro panorama letterario, piuttosto “di nicchia”, stia diventano una pratica poetica diffusa, fertile e dalle caratteristiche espressive sempre più autonome e originali. Per questo terzo volume si è voluto che l’esperienza si estendesse dalla lingua nazionale a quelli locali, i dialetti, considerando che già Kobayashi Issa (1763-1828), riconosciuto come uno dei massimi maestri di haiku, ha tracciato questa esperienza»
(estratto dalla postfazione di Dona Amati)

Ho appena ricevuto -fresco di stampa- “Haiku tra meridiani e paralleli. Terza Stagione” curato da Dona Amati. Un bellissimo lavoro corale che ha unito poeti haijin da varie parti d’Italia. Ho avuto il piacere e l’onore di introdurre il volume con un piccolo saggio dal titolo “Haiku: l’arte difficile della semplicità“. In apertura gli haiku di Márcia Theóphilo. Una selezione di haiku in dialetto chiude il bel volume corredato dalle foto di Hitoshi Shirota.
Complimenti a tutti gli autori e naturalmente a  FusibiliaLibri.

“Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku. Un mattino ci si sveglia.  E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.”
(Da “Neve” di Maxence Fermine)

HAIKU TRA MERIDIANI E PARALLELI – III stagione –

Collana “collegamenti”
ed. FusibiliaLibri, Roma
febbraio 2016 – Autori vari-

Ideazione, grafica e impaginazione a cura di Dona Amati

✔ pubblicazione in tiratura limitata e numerata a mano
✔ con il saggio “Haiku: l’arte difficile della semplicità” di Valentina Meloni
✔ foto di copertina e all’interno del volume di Hitoshi Shirota

«Non esiste cosa più difficile della semplicità, quella che proprio i bambini sanno cogliere e rendere con meraviglia e immediatezza, ma che noi adulti abbiamo disimparato. Se i bambini sono poeti, i poeti per esserlo davvero devono ‘denudarsi’, tornare bambini, spogliati di ogni orpello. Scrivendo haiku l’attore sparisce, sparisce il poeta errante, il pazzo poeta, fluttuando come un tessuto leggero che si lacera al vento. Quello che resta è poesia, haiku: piccoli passi che illuminano il cammino della vita»
(estratto dal saggio introduttivo che ho curato)

Il volume sarà presentato a Roma il prossimo 6 maggio assieme a Nei giardini di Suzhou. durante il reading “Fior di Haiku“;saranno presenti gli autori e gli editori.

per ordini scrivere a: fusibilia@gmail.com

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Inserito tra i consigli di lettura dell’Associazione Italiana Haiku

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