sono del mare dell’acqua del vento non mi puoi prendere legare incatenare sono del mare dell’acqua del vento vado per strade tessute di bisso e fluttuo con le maree del mio essere vago per campi di luna in luminosi sentieri intenta sono del mare dell’acqua del vento sono del tempo buono quello che non si conta e navigo su oceani di solitudine persa in abissi infiniti di malinconie solo mie mi perdo negli idrogeni del mondo… io sono del mare dell’acqua e del vento
Non offrirgli il tuo cappello per ripararsi dal gelo.
È solo un bambino, perché preoccuparsi per lui?
È un essere sudicio, non è affar tuo
Stai lontano dai problemi che non ti riguardano
Dormi tranquillo e al calduccio così da non sentire freddo
* We are the sons of life,
we are the beloved deities
We are as flowers in the world,
we are luminous
We are the children of life
How can we behave in wars,
in tragedies, and in distress?
Keep us away from a siege,
from its tyranny
We are the children of life
*
Yes, he is not your son.
Those are not his tears.
Do not worry about a child not yours.
Never mind a child that is not yours.
Tears falling like rain.
Tears running like rivers.
Cries of pain for your silence.
Feel disappointed to let you down.
You are not his father.
*
He is not your son,
Do not move from your bed.
Do not give your hat to him because it is cold
He’s just a kid, why worry about him?
He is a dirty human, this matter is not yours
Stay away from problems that do not concern you
Sleep in peace and warmth so that you do not feel cold
Testi di Muhammad Najem
tradotti da Valentina Meloni
Muhammad Najem, è un ragazzo ora diciassettenne, che alcuni anni fa ha iniziato a documentare gli orrori della guerra in Siria attraverso i suoi selfie, in particolare nella zona di Ghouta (un sobborgo di Damasco) dove si è consumata la guerra civile fratricida. Lo slogan un selfie per #SAVEGHOUTA ha fatto il giro del mondo partendo dal suo account twitter (muhammad najem)
tengo stretta al grembo la piccola volpe che ero: le orecchie dritte i denti aguzzi il muso puntuto che saggia l’aria e la lunga coda rossa una carezza al grano di primavera. ho sempre con me i suoi occhi vispi — addormentati tra le mani — una fiammella che s’accende improvvisa quando scopre il passero del perduto amore ancora cinguettante sul ramo dei ricordi.
Poesie tratte da Alambic (Progetto Cultura, Roma, 2019) e alcuni inediti: Forest, L’albero e il bambino, La bambina che parlava agli alberi, Un fiore non è mai lo stesso, Ho abbracciato un Ginkgo sono state tradotte in Cinese dal poeta e professore Tzemin Ition Tsai e pubblicate nella rivista di letteratura Chinese Language Monthly con sede in Taiwan. In qualche modo da Nei giardini di Suzhou conservo il legame con la Cina e l’Oriente…
Una piccola pubblicazione numerata in 100 copie autografe, da un’idea di Rosario Morra con sue illustrazioni e un commento all’opera inedita. Questa la mia unica parola del 2019, preziosa.
All’interno:
–Suite della solitudine– katatuta sequenza
–Eco di mare– suite in Haiku
-8 illustrazioni e una nota
“Per parlare di poetica devo ricorrere a una necessità etica che non so motivare. Il rispetto di alcune regole, di un metodo, non è testardaggine o scelta estetica, ma ma un obbligo morale. Abbandonare questi limiti non mi è concesso e cerco, quasi in una espiazione preventiva,il risarcimento che l’opera costituirà. Inizialmente credevo, nell’accostare puntini, di voler ottenere un segno ansioso, che inciampasse continuamente, una scelta ancora espressionista e compiaciuta di manifestare giudizi ed emozioni. Poi è diventato un metodo per avere un controllo capillare dell’immagine. E’ proprio della scrittura e della musica l’uso di una sintassi e di un lessico codificati, regole precise che si apprendono più facilmente in giovane età. Così la scrittura e soprattutto la musica si insegnano con programmi consapevoli che, se non garantiscono la poesia, rendono facilmente riconoscibile il dilettantismo, ma, nelle arti figurative, con l’impressionismo, nasce la figura del “pittore della domenica” e si nega ogni competenza particolare.”
(Rosario Morra- Poetica, testo tratto dal sito dell’artista- quello che avete appena letto non è il commento, la nota contenuta all’interno dell’opera che invece riguarda la genesi di questa pubblicazione, come è avvenuta, perché e quali corde ha toccato.)
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