tengo stretta al grembo la piccola volpe che ero: le orecchie dritte i denti aguzzi il muso puntuto che saggia l’aria e la lunga coda rossa una carezza al grano di primavera. ho sempre con me i suoi occhi vispi — addormentati tra le mani — una fiammella che s’accende improvvisa quando scopre il passero del perduto amore ancora cinguettante sul ramo dei ricordi.
Poesie tratte da Alambic (Progetto Cultura, Roma, 2019) e alcuni inediti: Forest, L’albero e il bambino, La bambina che parlava agli alberi, Un fiore non è mai lo stesso, Ho abbracciato un Ginkgo sono state tradotte in Cinese dal poeta e professore Tzemin Ition Tsai e pubblicate nella rivista di letteratura Chinese Language Monthly con sede in Taiwan. In qualche modo da Nei giardini di Suzhou conservo il legame con la Cina e l’Oriente…
Una piccola pubblicazione numerata in 100 copie autografe, da un’idea di Rosario Morra con sue illustrazioni e un commento all’opera inedita. Questa la mia unica parola del 2019, preziosa.
All’interno:
–Suite della solitudine– katatuta sequenza
–Eco di mare– suite in Haiku
-8 illustrazioni e una nota
“Per parlare di poetica devo ricorrere a una necessità etica che non so motivare. Il rispetto di alcune regole, di un metodo, non è testardaggine o scelta estetica, ma ma un obbligo morale. Abbandonare questi limiti non mi è concesso e cerco, quasi in una espiazione preventiva,il risarcimento che l’opera costituirà. Inizialmente credevo, nell’accostare puntini, di voler ottenere un segno ansioso, che inciampasse continuamente, una scelta ancora espressionista e compiaciuta di manifestare giudizi ed emozioni. Poi è diventato un metodo per avere un controllo capillare dell’immagine. E’ proprio della scrittura e della musica l’uso di una sintassi e di un lessico codificati, regole precise che si apprendono più facilmente in giovane età. Così la scrittura e soprattutto la musica si insegnano con programmi consapevoli che, se non garantiscono la poesia, rendono facilmente riconoscibile il dilettantismo, ma, nelle arti figurative, con l’impressionismo, nasce la figura del “pittore della domenica” e si nega ogni competenza particolare.”
(Rosario Morra- Poetica, testo tratto dal sito dell’artista- quello che avete appena letto non è il commento, la nota contenuta all’interno dell’opera che invece riguarda la genesi di questa pubblicazione, come è avvenuta, perché e quali corde ha toccato.)
antologia a cura di Massimo Dagnino e Alberto Pellegatta Taut Editori, Milano, pp. 228, euro 13, ISBN 978-88-945100-1-0 La presentazione avverrà sabato il 15 febbraio alle ore 17
Studio d’Arte del Lauro – Via Mosè Bianchi 60 Milano
(MM Amendola + MM Lotto) Prossimamente anche a Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bookcity ecc.
È nata una nuova casa editrice, Taut Editori, in omaggio ai visionari fratelli architetti. A inaugurarla è un volume collettivo internazionale dedicato ai giovanissimi, un segnale di apertura verso le nuove generazioni. Taut indagherà le nuove voci inserendole in un contesto storicizzato.
Si inizia con un’antologia dei nuovi poeti anche stranieri – proposti con l’immancabile testo a fronte – introdotti da una scheda bio-critica a cura di poeti già consolidati come David Keplinger, Jack Underwood e Erika Martinez. I giovani migliori del loro territorio, avvallati dai critici più importanti, per una selezione agguerrita attraverso i dipartimenti universitari e le redazioni più vivaci del mondo – le università di Goldsmith, Barcellona, Lisbona, Milano, Genova, le riviste Quimera, Poetry London ecc. La cura del progetto grafico, studiato ad hoc, conclude la novità che questa antologia pretende avviare. Il volume non si limita a raggruppare una manciata di nomi ma si pone come proposito di offrire un taglio particolare rispetto alla situazione della poesia e al suo continuo e sotterraneo movimento. Il campo di azione su cui operano questi giovani poeti è quello stilistico: conseguire una riconoscibilità lavorando alla struttura dei testi, evitando i modelli standard. In queste pagine passerete dai malagueños Cristian Alcaraz e David Leo alla poetessa siciliana Dina Basso. All’ironia anfibia di Alessandro Biddau (1995) e Manuel Micaletto (1990) risponde quella scoperta e iperbolica di Augusto Ficele (1992). L’inglese Ella Frears riesce a neutralizzare la finta combinazione dei ruoli nelle dinamiche emotive. Troverete autori che si sono affacciati recentemente per mezzo di convincenti opere prime, come l’umbro Simone Burratti e il fiorentino Lorenzo Cianchi. Presente un gruppo romano cui appartengono Gabriele Galloni e Antonio Merola, entrambi attivi nella prosa. Il volume spazia dal giovanissimo Mario Gennatiempo, che vive a Salerno ed è nato addirittura nel 2000, a Federica Gullotta di Faenza e Michele Lazazzera, nato a Matera ma cresciuto a Roma e ora architetto in Belgio. E non manca il russo Aleksandr Malinin che indaga l’inquietudine «ottusa» e meccanica del corpo dentro al sentimento. Unici milanesi sono Iacopo Pesenti (1990), pittore già noto agli addetti ai lavori, Gerardo Masuccio – nome tutt’altro che ignoto nell’editoria italiana, per la sua partecipazione alla resurrezione di un marchio storico come Bompiani –, l’outsider Riccardo Zippo e il celebre artista Diego Marcon, qui alla sua prima prova in versi. Tra le conferme degli anni ‘80 troviamo il bergamasco Luca Minola e il nocerese Francesco Maria Tipaldi. Il venezuelano Adalber Salas Hernández, newyorchese d’adozione, propone invece una personalissima forma di epica mentre, a chiudere la rassegna, sono la poetessa cambogiano-statunitense Monica Sok, «cresciuta tra i campi di granoturco e le carrozze amish di Lancaster, in Pennsylvania», il portoghese Tomás Sottomayor (1994), tradotto da Roberto Maggiani, e la poetessa asturiana Sara Torres. Anche il tema dello sradicamento è quindi presente: in Sok, diventa eco del paesaggio abbandonato dai genitori per fuggire ai khmer. Un trauma ereditario che altera la sua percezione del mondo.
I giovani poeti invitati sono: Cristian Alcaraz (Malaga, Spagna 1990); Dina Basso (Scordia Sicilia 1988); Alessandro Biddau (Genova 1995); Simone Burratti (Narni, Terni 1990); Riccardo Canaletti (Macerata 1998); Lorenzo Cianchi (Certaldo, Firenze 1985); Davide Cortese (Genova 1994); Augusto Ficele (Terlizzi, Bari 1992); Ella Frears (Truro, UK 1991); Gabriele Galloni (Roma 1995); Mario Gennatiempo (Cinquefrondi, Reggio Calabria 2001); Federica Gullotta (Faenza 1991); Michele Lazazzera (Pisticci, Matera 1995); David Leo (Malaga, Spagna 1988); Aleksandr Malinin (Joškar-Ola, Russia 1991); Diego Marcon (Busto Arsizio 1985); Gerardo Masuccio (Battipaglia, Salerno 1991); Antonio Merola (Roma 1994); Manuel Micaletto (Sanremo 1990); Luca Minola (Bergamo 1985); Iacopo Pesenti (Milano 1990); Adalber Salas Hernández (Caracas, Venezuela 1987); Monica Sok (Lancaster, Pennsylvania USA 1990); Tomás Sottomayor (Porto, Portogallo 1994); Sara Torres (Gijon, Spagna 1991); Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore 1986); Riccardo Zippo (Gagliano del Capo, Lecce 1992)
Con un po’ di ritardo eccoci finalmente al numero 5 di Komorebi ni nureru Italian Journal. Oggi presentiamo una selezione di haiku autunnali di Silvana Sonno, scrittrice e haijin che si dedica agli haiku da diversi anni. Silvana Sonno vive a Perugia dove ha insegnato per molti anni Italiano e Storia e dove si è formata come Counselor in Gestalt psicosociale. È Presidente della Rete delle donne AntiViolenza onlus – nata per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne – per la quale si occupa di formazione e politiche di genere. Ha scritto opere di narrativa, poesia e saggistica. La peonia è il fiore simbolo in copertina di questo numero: per i Giapponesi è la “Regina dei Fiori”, nonchè espressione della massima bellezza floreale. Si tratta di un fiore di buon auspicio, e anche a Silvana è piaciuto come scelta di copertina e l’ha salutata così:
«Assumo la peonia come un augurio di pienezza e al contempo di effusione all’esterno, come solo certi fiori sanno fare.»
Con le sue parole, che siano di buon auspicio anche per voi, concludiamo quest’anno di PoesiesullAlbero pieno di bellezza augurandovi un buon fine 2019 e nuovo meraviglioso inizio!
Una bellezza velata di malinconia
Takehisa Yumeji (1884-1934) -Sosta in un giorno d’autunno-
Autunno stagione malinconicain cui ildecadimentoinvita alla riflessione: la natura si prepara al sonno invernale, il periodo di riposo vegetativo mentregli animali si rintanano, alcuni vanno in letargo, uccelli migrano, rapaci volteggiano maestosi nei cieli in spire coreografiche.La pioggia invita all’introspezione e si accorda alla tristezza dell’isolamento, delle giornate più corte, del sole che gioca a nascondino tra le nuvole. Il poeta che scrive haiku si adeguaalla natura, al suo riposo, rallenta tutte la attività e gli sguardi alle cose del mondo si fanno più vivi, più intensi, venati di sottile malinconia e di una dolcezza inquieta che predispone l’animo alla perdita,senza indulgere nel dolore,ma con quella quieta accettazione che contraddistingue gli alberi cedui pronti a perdere le foglie per poi risplendere a primavera o, al contrario, avvicinandosialla morte prontiafarsi fuoco per scaldarealtre creature.Silvana Sonno, scrittrice che si dedica da anni alla composizione di haiku, ci offre una piccola introspezione autunnale ricca di lievi sfumature e particolari tipici del paesaggio lacustre e caliginoso delle colline umbre e lo fa con quel sentimento tipico degli haiku, il concetto estetico aware 哀れin cui alla malinconia si unisce sia l’apprezzamento verso il bello sia la tristezza dovuta alla consapevolezza che esso è destinato a svanire.Una dualità tipica del Giappone in cui sembra affiorare un contrasto che in realtà si rivela una fusione atta a creare un sentimento unico che dona una visione e un’atmosfera irripetibile come quando i battiti del nostro cuore,in simbiosi col cielo autunnale,si accordano al picchiettare delle gocce di pioggia… Valentina Meloni, 10 novembre 2019
Questa rivista si auto-sostiene e non chiede contributi agli autori. Un piccolo sostegno al lavoro di traduzione, editing, pubblicazione e coordinazione può arrivare dall’acquisto delle copie.This magazine supports itself and does not ask for contributions from the authors. A small support for the work of translation, editing, publication and coordination can come from the purchase of the copies. I numeri cartacei si possono acquistare a questi link (il numero 1 in versione ampliata di 42 pagine)
Munir Mezyed Foundation for Arts & Culture ha consegnato 2500 attestati di Riconoscimento a poeti, scrittori, traduttori, professori, artisti e giornalisti per il loro impegno e dedizione al servizio della cultura e della pace. Tra questi ci sono anche io. Ringrazio sentitamente Munir Mezyed, la Fondazione e tutti coloro che hanno lavorato e sono stati accolti in questa polifonia di voci da tutto il mondo.
Munir Mezyed Foundation for Arts & Culture is going to give Certificate of Achievement” to 2500 Poets, Writers, translators, Professors , artists & Journalists for their dedication to serving Culture & Peace. This is my Certificate. I thank Munir Mezyed and the Foundation and all those who have worked and have been welcomed into this polyphony of voices from all over the world.
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