Nei giardini di Suzhou recensito da Laura Vargiu

“Nei giardini di Suzhou” di Valentina Meloni:

un viaggio emozionale tra le stagioni dell’anima.

20160131_142453
Semplice, delicata, stupenda: così si rivela la poesia di Valentina Meloni a chi, passo dopo passo, si addentra “Nei giardini di Suzhou”.
Giardini più ideali che reali, questi, scolpiti dal silenzio dell’anima e dal fluire imperturbabile del tempo; più metafora e simbolo di una dimensione dell’io e dell’esistenza, lontana dagli insulsi e opprimenti frastuoni del mondo, che luogo fisico rintracciabile da qualche parte, sebbene i Giardini di Suzhou abbiano in realtà una propria collocazione geografica nella provincia cinese del Jiangsu e rappresentino una importante oasi naturalistica diventata patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ormai da quasi vent’anni.
Per quanto mi riguarda, è la prima volta che mi interesso e avvicino al genere haiku, poesia di tradizione orientale che, in tutta franchezza, è stata una sorprendente e piacevole scoperta: in soli tre versi, nei quali sono racchiuse meno di venti sillabe, si concentrano immagini e sensazioni che lunghe poesie o addirittura poemi non è detto sappiano esprimere con altrettanta efficacia. La silloge di Valentina Meloni, ricca di ben duecento componimenti e di un interessante apparato di note ai testi, è un piccolo scrigno che custodisce gioielli in apparenza semplici e per niente vistosi, ma comunque di straordinaria bellezza. Dall’immensità dei cieli solcati da nuvole in corsa alla dolcezza dei prati in fiore, dalla malinconia della musica del vento all’incanto dei silenzi innevati, dalla stellata magia della notte agli assolati germogli del giorno: attraverso suoni, profumi, colori, l’autrice ci conduce in un viaggio tra le stagioni anzitutto dell’anima, dove contemplazione della natura e ascolto della propria interiorità s’intrecciano in un continuo gioco di compenetrazione infine inscindibile.
Tantissimi gli haiku che, come piccoli quadri o istantanee d’autore, fermano un momento catturandolo nella sua eternità e a chi legge – sublime potenza del verso! – sembra di vedere per davvero quelle scene, quei colori, quei movimenti, che siano voli d’uccelli, schiudersi di petali o agitarsi di fronde.

Falce di luna
Dentro i campi del cielo
stelle mature

Campo di grano
Un papavero rosso
sta solitario

Verde brillante
Un germano reale
scrolla le piume

Cervi in amore
Le felci si muovono
dentro la sera

Abeti bianchi
in cima al santuario
giunti in preghiera

Lago increspato
Saette di rondini
tuffano il capo

Soffiava piano
il vento tra i cipressi
Ti amo ancora

Versi da leggere e rileggere, lentamente. Poesia da ascoltare col cuore. Un’opera di profonda armonia, nonché di grande sensibilità, impreziosita inoltre dalle meravigliose opere pittoriche su carta di riso dell’artista siciliano Santo Previtera.
“È difficile esprimere qualcosa nella sua interezza”, recita la massima di un monaco zen che Giovanna Iorio cita nella sua bella prefazione al libro: sarà senz’altro così, dal momento che indubbiamente il linguaggio, a differenza del pensiero, ha limiti precisi, ma è pur vero che la poesia, in generale, può tanto e quella riecheggiante nei giardini dell’anima, come in questo caso, con poche ed essenziali parole riesce a raggiungere livelli superbi che se non possiamo chiamare perfezione, poco ci manca.
(I testi riportati sono di proprietà di ©Valentina Meloni)

Laura Vargiu

Note


Laura Vargiu

Nata a Iglesias nel 1976, si è laureata in Scienze Politiche con una tesi in Storia e Istituzioni del mondo musulmano presso l’Università di Cagliari. Finora ha partecipato a numerosi concorsi letterari e con racconti e poesie è presente in diverse raccolte antologiche nazionali.
Tra i vari riconoscimenti ottenuti, nel giugno del 2013 il 1° posto per la sezione “poesia singola” alla XXVIIa edizione del Premio “La Mole”, organizzato dalla Associazione Culturale Talento di Torino con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mentre all’inizio del 2014 un suo racconto è stato selezionato tra i dieci testi finalisti del I° Contest Letterario Carlo A. Martigli e premiato con menzione d’onore.
Nel 2012 ha pubblicato il suo primo libro intitolato “Il cane Comunista e altri racconti” (Gli Occhi di Argo Editore); del 2015 è invece la pubblicazione del racconto “Il viaggio” (Youcanprint Self-Publishing).


Annunci

2 pensieri su “Nei giardini di Suzhou recensito da Laura Vargiu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...