Un mio #haiku in lingua inglese in Haikuniverse di oggi, qui tradotto
acquerugiola—
si bagnano persino
i miei pensieri

Un mio #haiku in lingua inglese in Haikuniverse di oggi, qui tradotto
acquerugiola—
si bagnano persino
i miei pensieri


le prime piogge —
un velo di tristezza
dentro i suoi occhi
*
rose d’autunno —
il suo profumo resta
sulla mia guancia
*
due cristantemi
tra pagine di libro…
malinconia
*
pioggia autunnale —
disegna mani nere
l’ombra dell’albero
*
più corti i giorni –
più lunghe le serate
senza l’amore
*
cosa rimane?
fende notti d’ottobre
il treno in corsa
*
il tuo silenzio
mentre i passeri cantano
cantano cantano

Ho ritenuto interessante riportare tre pensieri di Alexander Shurbanov sulla Traduzione precedentemente pubblicati nella rivista Antonym a questo link nella versione inglese d’autore.
Talvolta l’attività di traduzione letteraria comporta il trasferimento, tra due lingue, di una parola o di una frase che porta con sé un’importante memoria culturale. Spetta al traduttore trovare nella lingua di destinazione l’analogo preciso dell’oggetto originale. La domanda, però, sorge spontanea: anche supponendo che il traduttore sia in grado di rendere la parola o la frase specifica in modo assolutamente adeguato, il suo sforzo non sarà vano se il pubblico dei lettori non è sufficientemente edificato e quindi [la parola] è costretta a perdere le sue connotazioni così accuratamente conservate? Questo è, naturalmente, possibile, ma il traduttore non ha fatto questo sforzo in vista di un ideale piuttosto che del pubblico reale? Il più importante compito del traduttore non è creare, coltivare gradualmente, questo pubblico ideale? Altrimenti, qual è lo scopo di tutto il suo sforzo? Per cosa è bruciata la candela sulla scrivania del traduttore?
Una buona traduzione è il trasferimento il più completo possibile di un dato contenuto (intellettuale ed emotivo) da una lingua nazionale a un’altra, naturalmente, tenendo conto delle differenze culturali tra le due e delle delicate procedure compensative che queste differenze richiedono. Una traduzione scadente è il passaggio da una modalità di espressione a un’altra – per esempio, da un modo metaforico a uno astratto, da un registro scherzoso e ironico a uno serioso e piatto, da uno stile elevato a uno profano o neutro, da uno pretenzioso a un linguaggio semplice o viceversa, dalla verbosità alla laconicità o viceversa, e così via. Come è evidente, le possibilità di creare una traduzione scadente sono molto più numerose di quelle di produrne una buona.
Il meccanismo della traduzione letteraria è di facile formulazione. Ciò che viene tradotto in primo luogo non è il testo, ma piuttosto il suo senso. Questo concetto così tradotto a sua volta dà origine a un nuovo testo. Quindi il nuovo testo viene avvicinato il più possibile a quello originale. Ed è solo allora che la traduzione può essere considerata completa – almeno per quanto si può giudicare in quel momento. Come sembra essere tutto semplice in linea di massima, eppure come è laborioso il processo!
Alexander Shurbanov, dal libro Опит [Esperienza] (Ciela, 2019)
traduzione di Emilia Mirazchiyska e Valentina Meloni

Alexander Shurbanov (Sofia, 1941) è autore di oltre venti libri di poesie e saggi. Ha tradotto in bulgaro I racconti di Canterbury di Chaucer, le tragedie di Shakespeare, Il Paradiso perduto di Milton e le poesie di Dylan Thomas. Per oltre quattro decenni Shurbanov ha insegnato letteratura inglese all’Università di Sofia e ha pubblicato numerosi libri di critica letteraria sia in patria che all’estero, comprese monografie sulla poetica drammaturgica di Shakespeare e Marlowe. È vincitore di numerosi premi prestigiosi come scrittore, traduttore e studioso.

E’ uscito in questi giorni un mio libricino di haiku per bambini illustrato dall’artista Annapaola Del Nevo. Questo albo illustrato rimarrà un pezzo unico. Le illustrazioni sono meravigliose e la copertina è rigida in formato grande 23×23.

piccolo piccolo
il riccio dorme – sogna
una carezza
Con questo haiku e una delicatissima illustrazione vi auguro un buon solstizio d’autunno
Titolo: Briciole di Haiku
Autrice: Valentina Meloni
illustratrice: Annapaola Del Nevo
Editore: AG Book Publishing
Genere: Poesia Haiku
Mese/Anno prima edizione: settembre 2021
Pagine:28 interamente a colori, volume rilegato copertina rigida 23×23
Prezzo: 12,00 Euro
ISBN 978-88-98590-76-6
Attraverso una serie di haiku – brevi componimenti poetici di origine giapponese – e delicate illustrazioni, i bambini impareranno a conoscere il bosco, protagonista di storie in miniatura raccontate attraverso la voce degli alberi e degli animali che lo abitano.

la candida marea
delle sillabe di fuoco
che mi doni
la candida marea
che annotta
come una via lattea
di versi e di silenzi
la candida marea
che scorre dalla tua bocca
primizia di abbandoni
ora trabocca…
nanita

afa agostana —
i sogni raccontati
ad una lucciola
nanita
La recensione di Alba Gnazi a Nanuk e il ragno Alvaro per Sempre giovane è la conoscenza, buona lettura
Sempre giovane è la conoscenza
E non mi fermo #10: nanita, Nanuk e il ragno Alvaro. Illustrato da Sara Stradi, Nausicaa Edizioni 2020. Recensione di Alba GnaziPrende avvio da una delle paure più forti dell’infanzia (e non solo), questo racconto di nanita(Valentina Meloni) illustrato da Sara Stradi (Nausicaa Edizioni, 2020), ovvero quella del buio, che per Nanuk, il piccolo protagonista del libro, si spalanca nel momento in cui la luce va via insieme alla buonanotte della mamma e i contorni degli oggetti si dileguano.
Da quel nerissimo buio sembrano emergere creature abnormi e forme distorte che, alla percezione esasperata del bambino (in cui facilmente si possono riconoscere i piccoli lettori e le piccole lettrici), appaiono fitte di minacce, di propositi terribili: col letto quale unica zattera nel maremoto, rilassarsi e dormire è impresa impossibile.
Questo notte dopo notte, finché proprio dal buio spunta un imprevisto, formidabile aiuto a contenere le ansie che muovono gli…
View original post 625 altre parole

Il vento africo tiene in pugno il crepuscolo con raffiche furiose. Le sue dita passano tra i fili d’erba tenera piegandoli in setose onde verdeggianti. La mimosa s’inchina al freddo, i suoi piccoli soli spargono l’ultima essenza alle stelle.
giaggioli porpora —
dondolano le antere
colme di pollini
Le prime rose si stringono in boccioli d’inchiostro. La notte scioglie un diluvio di nero su tutti i colori, ammutolisce le tane e gli occhi dei gufi. I sogni sono clandestini silenziosi. Non si fermano al confine. Si alzano impetuosi assieme al vento.
non c’è pietà
per un cuore che soffre
in primavera
nanita, 27-03-2020, #haibun

Accadono cose belle… è uscito «Le biglie fanno rumore» una preziosa antologia che accoglie testi poetici dedicati all’infanzia, all’interno anche una mia poesia.
Il progetto Children nasce per dare un aiuto a quei bambini con un’infanzia negata, aiutarli a combattere contro lo sfruttamento e la violenza, toglierli dalla strada. Siamo ben consci che non succederà, è una battaglia troppo grande per poterla vincere. Possiamo però dare un piccolo contributo attraverso la poesia, dimostrare che non è fine a sé stessa e che può davvero fare qualcosa. Pertanto, i ricavati del progetto verranno devoluti in beneficenza alle onlus che aiutano i bambini in difficoltà. Il progetto è curato da Lorenzo Mele, poeta e fondatore della rivista di poesia “Il Visionario” e illustrato da Mirko Di Grazia.
«Le biglie fanno rumore» in uscita su Amazon e nelle librerie Giunti al punto.

In distribuzione dal 22 febbraio. È primo libro del 2021 di Musicaos Editore: Dendrarium, del poeta bulgaro Alexander Shurbanov, da me curato e tradotto con Francesco Tomada, quarto titolo della collana Fogli di Via, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni per il Centro Pens (Poesia Contemporanea e Nuove Scritture) dell’Università del Salento.
Il volume si aggiunge a quelli già pubblicati, che ospitano le poesie di Claudia Ruggeri, Salvatore Toma, Jan Dost.

Matteo Galluzzo, lo recensisce in anteprima su “Residenze Poetiche” insieme a cinque poesie con testo a fronte in inglese:
“Focalizzando l’attenzione sul linguaggio utilizzato dall’autore, ci si ritrova al cospetto di un dire essenziale, che punta all’essenza delle cose e dietro il quale si intuisce, per restare nella metafora arborea, un lungo lavoro di sfrondatura e potatura. Un linguaggio pesante e leggero allo stesso tempo, in questo proprio come gli alberi, che racchiudono la pesantezza del tronco e la leggerezza della chioma”

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.