Allora ho acceso la luce

Accendere una lampada e sparire –

questo fanno i poeti –

ma le scintille che hanno ravvivato –

se vivida è la luce

durano come i soli –

ogni età una lente

che dissemina

la loro circonferenza –

(The Poets lights but Lamps, da Tutte le poesie, Mondadori, 1997 – Traduzione di Marisa Bulgheroni)

Questo fanno i poeti ed è ciò che prova a fare anche Antonio Merola nel suo atteso esordio poetico “Allora ho acceso la luce”. Un “allora” che presuppone un antefatto che è facile ritrovare nei primissimi versi della sezione “La vecchia casa” dove l’esergo è di Emily Dickinson, giusto il primo verso di:

How much of Source escapes with thee –
How chief thy sessions be –
For thou hast borne a universe
Entirely away.
   Quanto della Sorgente fugge con te –
Come sono importanti i tuoi incontri –
Perché un universo intero
Ti sei portato via.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

L’antefatto è un ricordo: “…la povertà della casa/quando non avevamo ancora la corrente, ogni bolletta/costava una madre o una schiena e minorava l’esistenza”

Per questo accendere la luce è un lusso ma, accendere una luce su un più vasto mondo, una salvezza:

“dovevamo inventarci ogni volta la fuga/così da scarnare il mostro nella macchia” e poi ancora: “Avevamo bisogno di una famiglia immaginaria/per cercare la tregua” e ancora: “Hai cominciato di nuovo a scappare ai margini/di un mondo infinito…”

Eppure ci si ritrova a chiedersi ancora una volta: “esistono ancora luoghi nel mondo dove fuggire?”

La scrittura allora non è fuga dalla realtà: “bisognava capire che la fuga era impossibile” ma andare alla scoperta in un mondo oscuro: “Voglio essere come un forestiero nel mondo degli uomini” e la luce, le stelle sono di nuovo una guida per chi si avventura: “C’è chi accende lampioni nelle foreste”.

Ogni poesia è un piccolo racconto che non scade mai nella cronaca, c’è il gioco, la fiaba, la piccola ironia, lo stupore e il disincanto dei bambini che crescono in fretta: “Così sono diventato grande prima del tempo”

“C’era una volta

Un principe bianco. Era nero.

Il principe bianco: fatto di buio.

Ma lo nascondeva bene bene dentro.”

Il verso è lungo, ricco di inciampi, di enjambement bruschi o ben calibrati a seconda del ritmo cercato, con incisi e punte liriche che sorprendono il lettore o lo riportano dalla fiaba al reale e viceversa. Testi che sono, come scrive Alberto Pellegatta scavati nella vita che, come sappiamo, non sempre è generosa:

“bisognava razionare il cibo per tutti e quattro

quindi era meglio mettersi subito a fare economia

delle parole

non ho molto altro da dire: ho fame”

A tratti sorprende il punto di vista di questo giovane autore come quando al contrario di Pasolini che afferma la poesia essere prodotto inconsumabile:

Non possiamo parlare di poesia come di merce. Io produco una merce che è in realtà inconsumabile. Pensa che a un certo punto arriva in Lombardia un uomo che inventa un paio di scarpe che non si consumeranno mai più. Pensa alla rivoluzione che succederebbe. Io produco una merce che dovrebbe essere la poesia che è inconsumabile. Morirò io, morirà il mio editore, morirà il capitalismo, moriremo tutti noi, morirà tutta la nostra società, ma la poesia resterà inconsumata. Pier Paolo Pasolini

lo smentisce in tre versi:

“ieri sera ho consumato un prodotto culturale

con lei: anche la poesia è una

merce replicabile.[…]”

Quella di Antonio è una poesia coraggiosa, ha il coraggio della verità cruda che si mescola alla fiaba, non alla finzione, ma a un racconto mitico in cui le tigri mangiano dalle tasche, le foglie vengono riattaccate agli alberi, c’è qualcuno che si imbarca per scrivere su Marte, i mostri ti seguono ovunque ed è possibile parlare con gli alberi.

È quasi un grido d’aiuto, la ricerca di una luce in una foresta buia, come direbbe Ungaretti una poesia che ben conserva il suo mistero:

“Qualsiasi cosa accada nella notte

resisti”

Haibun* – 18 maggio 2017

Castiglione del Lago, 18 maggio 2017

C’è un punto terribile della vita in cui si nasce con violenza, in cui maturano di noi parti gettate fuori velocemente. In quel punto della vita non si è più capaci di dormire come nel grembo materno, non esistono nidi, non esiste incoscienza, si perde, forse per sempre, quella sensazione flottante di culla, quel peso di neve appena nata che ottunde i sensi. Vedi tutto e quel tutto poi altro non è che il niente, la distanza tra ciò che sei e ciò che vivi, il peso enorme dell’incolmabilità, il dolore profondo del fraintendimento, lo sfinimento dello stare in piedi, vigile, di non poterti abbandonare più a tutto quello che non eri.
Poi si torna a essere conchiglia: all’improvviso un tuffo, la risacca e l’eco di oceani lontani tra le proprie spire.

diodora cesellata –
tra onda e onda cela
il suo bel canto

(nanita)

*

L’Haibun è un componimento costituito da parti in prosa intercalati da Haiku.
In genere nella parte narrativa vengono descritti momenti speciali di una persona, come ad esempio un viaggio. Il testo in prosa è asciutto, essenziale, semplice.

Epigrammi montani

Epigrammi montani -elegia in haiku per Sergio Menichetti

Fotografia Di Alessandro Blasi from Rieti, Italy – Terminillo, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44673533

in un sussurro

si flettono gli eriofori –

l’eco del vento

tra gli asfodeli –

quanto amore donato

in un silenzio

al tuo disperderti

fioriscono i bei monti –

mille preghiere

*

ridendo assieme

della morte al telefono

– una farfalla

prendo la tua mano

sfiorisce il gelsomino

tra dita e dita

fresco ruscello –

ci rende la tua voce

l’eco dei monti

*

nell’aria limpida

parole di commiato

prendono il volo

la prima neve

sui prati a Vallonina

scrive il tuo nome

l’ombra del vento

tra i pascoli fioriti

sussurra un canto

*

la tua risata

porgendomi una noce

diventa supplica

versi di cielo

azzurro d’occhi limpidi

sul monte Tilia

mille papaveri –

riappare il tuo sorriso

tra i campi d’orzo

Periscopio – parole a capo

Su Periscopio online nella rubrica “Parole a capo” curata da Pier Luigi Guerrini sono apparse alcune mie poesie edite (tratte da “L’evidenza del vuoto”) ed inedite che spero vogliate leggere.

I poeti e altre poesie

n a n i t a

Le mie pubblicazioni

vai alla pagina delle pubblicazioni

La tessitrice

La mia ultima pubblicazione è un poemetto in endecasillabi sciolti di 366 versi che affronta il tema dell’amore ostacolato e della lontananza. Si può acquistare qui o richiedendola all’autrice. Questo poemetto ha vinto il Premio Scriptura nel 2022 con la relativa pubblicazione premio dell’opera.

È nella notte dei tempi che la storia affonda le sue radici e, fin dai primi versi, in un luogo ammantato di sacralità, genera vibrazioni, tra misticismo dell’eternità e antichi poteri che decretano il fato. Il bosco è uno scrigno che racchiude, come un gioiello, il segreto di una promessa d’amore eterno. Scrigno violato, promessa infranta, forse a opera di un demone geloso che spezzò il filo rosso dell’amore e condanna i due sposi a vivere separati, sulle opposte sponde del Fiume d’Argento. Il gelo dell’immobilismo cala e tutto sembra fermo, ma passarono mille anni ere infinite e, sotto l’accumulo dei millenni, come fiume sotto la coltre di ghiaccio, la vita corre verso il risveglio, verso la rinascita. Sfilano le stagioni, ma c’è sempre il freddo di un inverno senza fine per chi si ama senza potersi vedere e, seppur mutino i colori, nelle piccole gocce addormentate la pioggia ha un unico colore.

Ecco un piccolo estratto:

I

Oggi sei silenzioso come il sole
quando al tramonto si tuffa nel mare
e scompare per poi perdersi in onda
notturna fin quando l’aurora sfiori
ancora con le sue dita di seta
il sottile confine tra terra e cielo.
II
Forse hai nel petto un vago tremore
come di stella che muoia trafitta
da un mare nero che tace il dolore
e nella morte rifulga splendente
d’un lucore unico ma tormentato
quasi di fiamma che arda nel vento.
III
Dalla tua piccola cella mi parla
un astro di brace così lontano
che tremo al pensiero d’un vento lieve
d’un soffio più forte che arrivi sin lì
a dirti di pani di prati fioriti
di cieli più vasti di spazi infiniti.

IV
Dev’esserci un luogo nel mondo amore
dove le parole non dette stanno
raccolte in un limbo, nascoste, forse
intrecciate abbracciate le une alle altre
strette in singhiozzi di pianto disperso
alla periferia d’un universo
V
più vasto di questo nostro sepolcro,
più grande di un mondo così misero
da lasciare che muoia una stella
tra i catrami viscosi del diniego
come un fossile verso l’estinzione
di cui rimanga a testimone il calco.
VI
Ora che questo silenzio ci avvolge
che la tua voce teme anche un sospiro
il mondo sembra non voglia girare
nel cielo segreto del nostro tempo
ed io resto ferma immobile come
chi avesse paura di respirare

VII
per non sciupare il nascere del giorno
per non svegliare l’incanto d’un sogno…
Ma qui è ancora inverno il freddo s’insinua
tra queste pareti ignare di te
e non esiste calore che possa
uguagliare un tuo accennato sorriso.

[…]

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Qualcosa di bianco

QUALCOSA DI BIANCO tributo a Carla Fracci è in uscita e potete leggerlo gratuitamente qui

https://v.calameo.com/?bkcode=005021713fc0c581df6ac

Publish at Calameo

L’ Antologia Artistica racchiude fotografie, haiku e poesie da tutta Italia e dal mondo: Canada, India, Serbia, Macedonia, Corsica, Francia, Albania, United Kingdom e Kosovo, dedicate all’étoile Carla Fracci (28 agosto 1936-27 maggio 2021)

i miei haiku inseriti nell’antologia sono questi

Stare abbracciati

***

stare abbracciati —
l’intensità di un mare
che non toccammo

***

fare l’amore
dimenticando tutto —
pioggia d’autunno

***

dolce il tepore
dei nostri corpi nudi —
nebbia sui colli

***

primo dell’anno —
il bacio ad occhi chiusi
dentro la nebbia

***

vetri appannati —
i nostri corpi stretti
sotto la doccia

***

le mie mani
nelle tue — boccioli
di gelsomino

***

tra le tue mani
sono rosa in boccio —
cade la pioggia

***

fulmini e tuoni —
mi tieni stretta stretta
e io rinasco

***

pioggia in arrivo —
penso ai nostri momenti
come un sogno perenne

(Katauta)

****

nanita


Sophie

Sophie mi guarda
gli occhi gialli nei miei —
si ferma il mondo

nanita

La couleur d’un poeme 2022

VII EDIZIONE 2022 PREMIO LA COULEUR D’UN POEME

Iniziativa a sostegno di un importante progetto sociale a favore dei minori vittime di violenza: Il Giardino Segreto. L’associazione nasce nel 2015 dalla constatazione di quanto sia diffusa la violenza ai danni dei bambini e degli adolescenti all’interno della famiglia. L’esperienza sul femminicidio ci racconta di figli ai quali viene uccisa la madre, talvolta anche avanti ai loro occhi, spesso con modalità cruente e premeditate; ci racconta di una violenza spregiudicata e senza motivo, fine a se stessa che ha costretto questi figli ad anni di abusi. La morte della madre, talvolta davanti ai loro occhi, è spesso l’epilogo di un dolore che affonda radici nella primissima infanzia, di maltrattamenti, diretti e/o indiretti che hanno fine solo con l’uccisione della loro madre, lasciando però segni profondi. Il Giardino Segreto nasce per aiutare questi bambini, e tutti coloro che si occupano di loro, vittime invisibili del femminicidio. Vorremmo poter restituire a questi bambini quell’incanto e quella protezione di cui nessun bambino dovrebbe mai essere privato. Vogliamo rendere visibili questi bambini e ridurre le differenze tra loro e tutti gli altri. Non esistono dati certi su questi bambini. Dopo un breve cenno sulla loro esistenza da parte dei media, al momento dell’uccisione della loro madre, nessuno si occupa più di loro e dei familiari chiamati ad accudirli. Solo a gennaio 2018 il Parlamento ha approvato la legge n. 4 sui cd “orfani” di crimini domestici: il provvedimento presenta alcune criticità, ma è certo un inizio. Il Giardino Segreto è nato prima ancora di questa legge con l’idea, forse visionaria, di poter contribuire, se pur in piccola parte, a realizzare i principi di diritto sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia, l’uguaglianza di tutti i bambini ed il loro diritto ad una crescita sana e libera da ogni forma di pregiudizio. Vogliamo creare una catena umana di solidarietà, che agisce con serietà, professionalità ed amore, fintanto che non verranno colmati i vuoti normativi che ancora impediscono la piena realizzazione di questi principi.

Madrina d’eccezione dell’evento Simona Carboni, poetessa e operatore sociale

Il bando: https://la-couleur-d-un-poeme.webnode.it/bando/

un video di ImmagineArte sulle note di Florian Christl “Inspiration”