I miei ultimi articoli riassunti in un podcast, ascoltalo !
Pip: Nanita scrive di gatti che sognano farfalle, di boschi che custodiscono segreti e di poeti che vogliono reincantare il verso. Non è un blog, è un portale verso qualcosa di più silenzioso e prezioso.
Mara: Oggi seguiamo due direzioni: la scrittura breve dello haiku e dell’haibun, e poi le pubblicazioni — un romanzo in uscita e un manifesto poetico che ridisegna il rapporto tra ispirazione e forma.
Pip: Cominciamo dai gatti che dormono e dalle farfalle inseguite nel sonno.
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Haiku e haibun: il mondo in poche sillabe
Mara: Il territorio qui è quello della forma breve — haiku e haibun — intesa non come esercizio tecnico ma come modo di stare nel mondo: osservare un cortile, un giardino, un gatto, e trovare il momento esatto in cui la realtà si apre.
Pip: E il momento scelto per il primo micro haibun pubblicato su Cafe Haiku è quello di un gatto che dorme e sogna, con una precisione quasi anatomica: “i rosei gommini chiazzati di nero e gli artigli come sciabole scintillanti.”
Mara: Il gatto non è decorazione. L’haiku che chiude quel testo dice tutto: “inseguendo il volo di una farfalla — il gatto dorme.” Il sogno di Chuang-tse, il filosofo che non sapeva se fosse uomo che sogna farfalla o farfalla che sogna uomo, entra in punta di piedi in una scena domestica.
Pip: Il titolo del secondo micro haibun nello stesso post, Confidenze, porta invece una piazza desolata a mezzogiorno e un vecchio che parla con i suoi gatti. La solitudine non viene spiegata — viene mostrata.
Mara: Ottobre lavora sulla stessa soglia sensoriale, ma con la stagione come soggetto: i mattini sanno di mela, le foglie sono pagliuzze d’oro, e ottobre stesso galoppa nel sole a cavallo di una nuvola. È un haibun senza prosa, quasi.
Pip: Dandelion e L’albero dei sogni allargano la mappa geografica e temporale — un giardino ad aprile, una bottega di musica polverosa, un violino comprato da bambina per il compleanno del padre. Il silenzio del violino non è assenza: è una melodia inudibile che aspetta.
Mara: Entrambi i testi compaiono su riviste internazionali — Cornflower Haiku Magazine e Cattails — e l’editor di Cattails, Sonam Chhoki, ha scritto del haibun sul violino che “trasmette l’aspirazione umana verso qualcosa di incomparabile oltre il quotidiano.”
Pip: Dalla forma breve alle pubblicazioni lunghe — ma il filo dell’ascolto non si spezza.
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Un romanzo, un manifesto, una voce
Mara: Questo segmento riguarda due uscite molto diverse per forma ma legate da un’idea comune: che la poesia e la letteratura debbano nascere dall’incanto, non dall’argomentazione.
Pip: Aislinn e il segreto di Roseberry Wood, il romanzo pubblicato da AG Book Publishing, arriva in libreria il 20 ottobre. La descrizione non lascia dubbi sul registro: “un romanzo poetico sul potere dell’ascolto, sulla forza dei legami invisibili e sul dialogo profondo che unisce gli esseri umani agli alberi, agli animali e ai luoghi che custodiscono memorie.”
Mara: Quello che emerge dall’intervista su Fattitaliani è che il romanzo nasce da un legame personale e concreto. La citazione è diretta: “Un posto speciale spetta alla grande quercia che si trova nella campagna dei miei genitori. Ci sono alberi che, a forza di frequentarli, smettono di essere soltanto alberi: diventano punti di riferimento, luoghi interiori.”
Pip: Quindi Roseberry Wood è immaginario, ma le radici sono reali. La quercia dei genitori diventa il Tassodio Calvo del romanzo — e il confine tra autobiografia e invenzione si fa sottilissimo, proprio come dice il testo.
Mara: L’Incantismo, il manifesto poetico trascritto in un post separato e firmato da sei poeti italiani, offre la cornice teorica. Il principio centrale è che l’ispirazione non sta nell’oggetto né nel soggetto, ma “nella particolare relazione che si crea tra i due elementi in un tempo contenuto; e forse fuggevole, se il verso non sopravvenisse a fissarlo.”
Pip: È quasi la definizione di haiku applicata alla poesia in verso libero. Il manifesto cita esplicitamente gli haiku come modello di quel rapporto privilegiato tra ispirazione e forma — il cerchio si chiude.
Mara: E l’intervista su Fattitaliani porta tutto questo davanti ai lettori: il romanzo, il blog, lo haiku, il rapporto con la natura — presentati come un unico progetto di ascolto.
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Pip: Gatti che sognano, violini silenziosi, boschi che parlano solo a chi sa aspettare. C’è un filo unico che tiene insieme tutto.
Mara: L’ascolto come metodo — nella forma breve e in quella lunga. Vedremo dove porta la prossima puntata.