non crederesti mai che le poesie camminano tra la gente escono dalle case, dalle librerie impolverate si nascondono nelle tasche dei passanti dentro le mani foderate di guanti salgono sull’autobus, sul tram, in equilibrio alla prima curva potrebbero scivolare via dal finestrino fin su la lingua di quel bambino e poi più su… su su su sulle ali degli aeroplani fanno capolino dai finestrini anche dentro i treni sepolte nei cassetti bruciate nel caminetto, non smettono di camminare sui fili del telefono nelle lettere di carta, nelle lettere pensate quelle mai spedite, quelle dedicate quelle dimenticate e poi le poesie che non si lasciano scrivere che se ne vanno via su un altro pianeta che rinascono come un filo di seta trasparente catturando le gocce d’acqua la pioggia sfuggente ricamando nel sole la parola mancante alle labbra dell’aurora. non crederesti mai che le poesie