Il cielo di sotto_Lo spazio blu_

Il cielo di sotto

recensione a cura di Valentina Meloni

 

il cielo di sotto copert - Copia

copertina

  “Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde.  L’artista è la mano che toccando questo o quel tasto fa vibrare l’anima” .                                                                                                                                     (Vasilij Kandinskij,”Lo Spirituale nell’arte” 1912)

 Sapevate dell’esistenza di un cielo di sotto? Ma di sotto dove –vi starete chiedendo-?Un cielo nel cielo, diviso dall’orizzonte? Un cielo che si specchia in mare, dove il mare quindi è un cielo capovolto? O è il cielo stesso ad essere un mare capovolto? Forse entrambe… è quello che si potrebbe scoprire leggendo questa fiaba della “trasformazione e della rinascita” come viene definita dalla stessa autrice Sara Stradi. Una fiaba, dunque – direte voi-, una fiaba vi confermo io…ma non una semplice fiaba per bambini, una fiaba per bambini da zero a indefiniti anni (come indefinibile è la durata della nostra vita).

Una fiaba che ha diversi gradi di lettura e che potrebbe essere letta anche al contrario, infatti la protagonista ci narra la sua storia di trasformazione da gabbiano- femmina a pesce quando dal cielo, dopo una rovinosa caduta a causa di un corvo, precipita in mare e lì impara a nuotare per continuare a vivere. Questa trasformazione, però, potrebbe avvenire anche al contrario. Se voi foste ad esempio pesce e vi trasformaste in gabbiano, passereste dal mare al cielo, dal saper nuotare al dover imparare a volare. In realtà, proprio come nella vita, questo continuo movimento a spirale, è la matrice universale della perfezione, e della apparente casualità degli eventi.

 Leggendo questa fiaba mi è tornata in mente la spirale di Fibonacci e la formula armonica della sezione aurea… No, non vi sto parlando di strane formule matematiche, ma della sacra geometria alla base dell’origine delle manifestazioni di vita, basti pensare alla perfezione di una conchiglia dove il guscio cresce costantemente, ma la sua forma rimane la stessao alla perfezione di una felce,  di un girasole, alla stessa molecola del DNA …Questa perfezione ha in sé la matrice matematica della spirale di Fibonacci.

Cosa c’entra con questa fiaba? Niente direte voi…oppure tutto chi lo sa? Ma provate a guardare il disegno di copertina e di conclusione di questo libricino, non vi ricorda una galassia? Anche nell’Universo ci sono molte galassie a spirale che contengono il rapporto aureo nelle loro strutture… E poi guardate meglio questa tavola potreste trovarci una sorpresa…

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto -Lo spazio blu

 Il fatto che un gran numero di strutture non collegate, animate o inanimate, in natura, siano modellate secondo una specifica formula matematica è davvero sorprendente e fa pensare che alla base delle varie forme vitali ci sia una proporzione divina (come anche viene chiamata la sezione aurea) o comunque un progetto divino e quindi superiore ad ogni nostro ragionamento. Sarà così anche per la nostra vita, per tutto ciò che ci accade? Facciamo anche noi parte di un progetto divino perfetto di cui non abbiamo piena coscienza? Queste e altre domande sono venute alla luce dalla sorprendente lettura di “Il cielo di sotto”.

 Sara Stradi, in arte “Lo spazio blu”, in quarta di copertina ci racconta del suo libro così :“Il cielo di sotto” è una storia dove le immagini raccontano più delle parole, gli imprevisti hanno un risvolto positivo e le difficoltà sono affrontate con coraggio in una costante ricerca di luce e respiro. Un breve testo dove ogni avvenimento è un dono di crescita e trasformazione.”

 Le immagini raccontano più delle parole. E’ vero sono immagini che parlano da sole e dicono del mondo di Sara, di questa giovane mamma che conosce il linguaggio semplice dell’immediatezza, e del colore. Il mondo di Sara è un mondo di colori, un mondo  in cui la metamorfosi, il movimento, la creazione sono i protagonisti assoluti, assieme alle tonalità blu: il suo colore d’eccellenza. Diciassette tavole illustrate per quaranta pagine, il blu come filo conduttore.

Blu è il colore del cielo, del mare, dei laghi delle grandi distese d’acqua: elementi della creazione. Cielo e mare, le due bellissime ambientazioni di questa fiaba. Nell’Antico Egitto il blu era considerato il colore dell’introspezione e dell’infinito, per i Maya il blu non si distingue dal verde e dal punto di vista linguistico esiste una sola parola per definirli. Nella loro mistica il blu-verde è il colore del centro dell’universo. Il blu rappresenta il colore dell’Anima, l’acqua calma e profonda, la lealtà, la profondità dei sentimenti, l’acutezza meditativa. Esprime una sensazione di completa calma, pace, eternità, serenità, quiete, armonia, sicurezza e unione, gioia e piacere di vivere. La sua percezione sensoriale equivale alla dolcezza, la sua emozione alla tenerezza; dà una sensazione di tranquillità, soddisfazione, adattamento. E la trasformazione dell’anima, l’introspezione, l’adattamento, la gioia e il piacere di vivere sono i grandi temi portanti di questo piccolo grande libro che contiene bellissime tavole ad illustrarlo, tavole che hanno un grande comune denominatore: il blu. Qui non posso che citarvi il blu di Kandinsky che nella sua concezione spirituale dell’arte ne evidenzia le caratteristiche, caratteristiche che ho ritrovato anche nel “blu” di Sara.

“Il secondo movimento del giallo e del blu che forma il primo grande contrasto è un movimento centrifugo o centripeto. Se si disegnano due cerchi uguali e li si colora rispettivamente di giallo e di blu, basterà fissarli brevemente per notare che il giallo si allarga dal centro verso l’esterno e si avvicina tangibilmente a chi guarda. Il blu invece sviluppa un movimento concentrico (come una chiocciola che si ritrae nel suo guscio) e si allontana da chi guarda. L’occhio è abbagliato dal primo cerchio, mentre si immerge nel secondo.[…]Quello del blu è più intenso se il colore è più scuro.[…] C’è dunque una profonda affinità fisica tra il giallo e il bianco, come pure tra il blu e il nero, perché il blu può diventare profondo come un nero (cioè se si aggiunge del nero). La vocazione del blu alla profondità è così forte, che proprio nelle gradazioni più profonde diviene più intensa e intima. Più il blu è profondo e più richiama l’idea di infinito, suscitando la nostalgia della purezza e del soprannaturale. È il colore del cielo, come appunto ce lo immaginiamo quando sentiamo la parola “cielo”.[1]

Questa de “Il cielo di sotto” è la storia di una rinascita, non una rinascita qualunque, una rinascita interiore e una rinascita, insieme, della vita stessa. E’ la storia di Sara ma è anche un po’ la storia di tutti perché tutti, prima o dopo, siamo costretti a rinascere, a ripartorirci per crescere, per evolverci. Una rinascita che presuppone lo svelamento attraverso la trasformazione e quindi l’abbandono del nostro vecchio vivere. Il nuovo fa paura, il cambiamento fa paura, la trasformazione anche, ma il bruco non diventerebbe mai farfalla senza questa trasformazione e non porterebbe mai a termine il suo essere seme di farfalla se non smettesse d’essere soltanto bruco.

Qui al posto del bruco abbiamo un gabbiamo e al posto della farfalla abbiamo un pesce, ma la vera bellezza di questa narrazione illustrata è che il gabbiano non smette mai d’essere gabbiano, neppure quando si trasforma crescendo in pesce, perché dentro di sé ricorda come si fa a volare… E’ vero ricorda con nostalgia, forse anche con sofferenza questa perdita, ma è questo ricordo che gli consente di essere, poi, ciò che vuole e come vuole…

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto -Lo spazio blu

Leggendo scoprirete che questa è una fiaba della speranza perché della speranza raccoglie la voce, voce che si libra in alto con ali da gabbiano per poi precipitare in mare a causa di un corvo. Voce che impara prima a cadere, a sprofondare, a restare in silenzio, a rinascere e infine a nuotare.

Toccare il fondo, questa l’intuizione di salvezza:

 “Ho scoperto che il mio corpo si trasforma in funzione delle mie necessità e dell’ambiente in cui mi trovo. Mi trasformo per vivere”.

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto Lo spazio blu

“Più danzavo, più mi tornava il desiderio di volare, così, con un po’ di malinconia, sono tornata all’abisso e al suo blu che tanto mi ricordava l’infinità del mio cielo”

Ecco la danza spirituale del blu Kandinsky, profonda ricerca della purezza e del soprannaturale. Da questa danza prende vita una storia che s’intreccia ad immagini di grande semplicità e espressività di tratto e di colore.

Sara infatti è un’artista a tutto tondo che ha fatto del dipingere la sua più grande passione di vita. E’ così che l’ho conosciuta, attraverso i suoi dipinti, attraverso i suoi colori, attraverso un mondo fatto di simbolismi e misticismo cosmico.

Imparare a nuotare è il modo più naturale di risalire in superficie e di godere di nuovo del sole, dell’aria, del volo, in salti e tuffi giocando con le onde, giocando con la vita.

Ma… tornare a respirare l’aria ha reso la nostra protagonista gabbian-pesce malinconica e nostalgica delle sue ali, dei suoi voli senza confini. Tornare a toccare il fondo per ritrovare il blu infinito del cielo, è la naturale conseguenza…

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto Lo spazio blu

“In tutto quel luccicare un’oscurità attirò la mia attenzione. “Impossibile-mi dissi-il nero non esiste. Così mi tuffai senza esitare…”

In questo tuffo abissale, in questa nuova visione di cielo capovolto, sta l’infinita ricchezza che è fatta propria: l’abolizione di ogni confine interiore e quindi di ogni ostacolo esteriore. Quella ricchezza, espressa con metafora di pietre preziose è la fiducia in se stessi, ma non solo, è anche la forza ritrovata, la comprensione della necessità di cadere, la guarigione dal dolore, lo stupore della trasformazione, la perseveranza del vivere. Quella ricchezza è una luce che spinge ad andare ancora più a fondo, dentro noi stessi, dentro il buio da scoprire per non esitare, per lasciarsi vivere entro i non-confini, entro i non-limiti entro un mondo che ancora non ci appartiene del tutto, ma che sentiamo appartenerci.

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto Lo spazio blu

 La tavola che illustra questa ri-nascita, questo partorirsi, sembra proprio richiamare  tutti i dolori e le difficoltà di un parto. Passare da una strettoia, uscire dalla sicurezza, abbandonare l’utero materno è il solo modo per vivere. Ecco perché questa fiaba è un grande insegnamento per piccoli e adulti. Il bambino deve imparare a lasciarsi andare alla vita e allo stesso modo il genitore, padre o madre che sia deve imparare a lasciare andare. E’ un abbandonarsi in entrambi i casi, non un abbandono, bensì un abbandonarsi alla fiducia…

Oltre il fondo, oltre i diamanti, oltre il nero di un cielo capovolto, esiste uno spettacolo più grande di qualsiasi tesoro…Un cielo di stelle, un cielo di rinascita, di infinita trasformazione, di scoperta in cui ogni cosa è possibile: nuotare, volare, giocare, vivere con pienezza qualsiasi fase della propria vita, persino la morte apparente, persino un tuffo nel vuoto, persino un infinito abbraccio di stelle!

Il cielo di sotto Lo spazio blu

Il cielo di sotto Lo spazio blu

“Ho trovato uno spettacolo più grande del tesoro!”

Il cielo di sotto è ciò che abbiamo dentro, è una scoperta che si può fare solo attraverso una rinascita, attraverso un ripartorirsi e nell’integrazione tra i due mondi-materiale e spirituale, tra il nostro lato luce e il nostro lato ombra. In questa integrazione c’è la realizzazione del nostro “essere seme” che diventa albero, l’espressione di una coscienza armonica che ha atteso con pazienza la trasformazione e la completezza. E’ un libro per bambini, ma è anche un libro per adulti da regalare e da regalarsi nei momenti “gestazionali” del vivere, quelli che attendono una nuova nascita.

8

(Valentina Meloni)

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[1] La teoria dei colori nello Spirituale dell’Arte di Wassily Kandinsky

 

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