Scrittura d’ambiente

fratus poesia

foto: Cipresso calvo di Castiglione del Lago(Pg), Valentina Meloni

In Italia 4 fiumi su 30 sono malati a causa dell’incuria, della eccessiva cementificazione,  e per colpa di chi conduce attività abusive, usando i corsi d’acqua come discariche in cui liberare sostanze chimiche o rifiuti di vario tipo. Tutto scorre, anche se mi trovo in cima al monte, l’acqua di quel fiume andrà in un lago, nel mare, il mare evaporando sarà nuvola e poi pioggia e pioggia sarà acqua, ancora acqua e veleno… Dalle nuvole alla terra, dalla terra all’acqua e al cibo sulla mia tavola. Il mio pranzo oggi è stata l’acqua dei nostri fiumi, anche se il fiume sgorga dalla montagna e mi trovo al di sopra della fonte.

“Hai mai visto il Bormida? Ha l’acqua color sangue raggrumato, perché porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio e sulle sue rive non cresce più un filo d’erba. Un’acqua più porca e avvelenata che ti mette freddo nel midollo, specie a vederla di notte, sotto la luna”.

Così scriveva Beppe Fenoglio nei suoi racconti autobiografici Un giorno di fuoco a metà degli anni Sessanta; appena un paio di stagioni prima era stato Augusto Monti a testimoniare il vissuto sulla propria pelle nei Sansossi:

E giù dal Cengio il dinamitificio ti fotte in Bormida di quattro in sette tutta questa peste, e le acque vengon giù livide come ranno, una schiuma verde, pesci morti a pancia in sù, le bestie la rifiutano: un malefizio ti dico… e per far che cosa? Esplosivi dinamite balistite, per ammazzar della gente

Ma finalmente c’è una buona notizia: torna a vivere il fiume Bormida. Con gli ambasciatori del verdeFrancesco Erbani giornalista e scrittore,  Franco Arminio scrittore, paesologo e insegnante elementare e con Tiziano Fratus, poeta e scrittore, discutiamo di come la letteratura e l’impegno degli scrittori, possano salvare l’ambiente.

Ho apprezzato molto questa discussione propositiva e voglio condividerla, bravo l’Homo Radix  Tiziano Fratus che propone una via possibilista e alternativa per una nuova coscienza ambientale e ricorda che esiste una letteratura, anche in Italia, che parla e si occupa di natura e della questione ecologica, del cammino e della riscoperta di luoghi e territori e che sta nascendo uno slow writing, ancora un po’ snobbato a dire il vero, che dovrebbe farsi esercizio di continuità per ricongiungersi ai luoghi e tentare di scoprire i piccoli tesori sepolti da una situazione che gravita ogni problema presente sull’urgenza, senza tenere conto che abbiamo tutti un piede nel futuro e nel nostro paesaggio.

Ascolta il podcast di Fahrenheit

n a n i t a

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