De Compositione – Diwali XVIII

In uscita il nuovo numero di Diwali- Rivista Contaminata De Compositione. In questo numero ci contaminiamo di arte, musica, poesia, saggi, cortometraggi, video etc…

“Il compositore compone innanzitutto musica, ma il prodotto di chi compone può essere altro che una composizione musicale. L’oggetto del comporre non è predeterminato, e la materia composta è infinita: ciò che conta è l’atto intenzionale del raccogliere elementi diversi ma omogenei, all’interno di un tutto coerente, preferibilmente secondo un ordine
estetico o concettuale. È così che si può parlare di una composizione floreale, dove i fiori sono vere e proprie note di una sinfonia di odori, colori, sensazioni tattili. O ancora, in francese la composition è una forma di saggio, in cui bisogna per l’appunto porre in “risonanza” brani di narrativa, poesie, e immagini di opere figurative e plastiche, per mostrarne al contempo l’armonia e i nessi concettuali. La de-composizione, però, accorda un’ulteriore libertà: la possibilità di procedere a ritroso, sciogliendo i lacci di ciò che è composto, per mettere infine a nudo la trama, la tela, o qualunque altro tipo di composto. L’arte in ogni sua forma può infatti essere vista come un viaggio indietro nel tempo, perché forse solo ciò che si è già vissuto può essere rappresentato: anche la proiezione nel futuro parte sempre dal passato. È quindi un gesto eminentemente artistico la decomposizione, l’esperienza del tornare indietro, controcorrente e soprattutto controtempo? La risposta, forse, è nascosta nei contributi che troverete in questo numero di Diwali.”
(Diwali – Rivista Contaminata, dall’editoriale di apertura)

I miei contributi per

Insistenze: Mediterraneo: la musica del mondo (estratto da saggio già pubblicato) a pag. 12

InVerso: estratto dal saggio di prossima pubblicazione Verso un “canto generale” andaluso. La lingua originaria del Cante Jondo nella poetica di Federico Garcia Lorca a pag. 48 e tre poesie tematiche introdotte da un commento di Letizia Leone da pag. 42.

InDicazioni: recensione a “Di allegorico miele – Rapsodie sarde” di Ugo Magnanti a (Pag.75)

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Tavola di Stefania Sergi da “Di allegorico miele”

Il Focus Haiku di Dona Amati è sulla poetessa  e scrittrice vissuta nell’XI secolo durante il periodo Heian, Akazome Emon. (pag. 54)

 

Buona lettura

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VII Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” Bando

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Si rende noto il bando del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” per il 2018. Già pubblicato nel sito ufficiale del Premio. Il concorso si articola in 7 (sette) sezioni identificate dalle lettere dell’alfabeto. Il partecipante può prendere parte a una o più sezioni.

Le novità di quest’anno riguardano l’inserimento delle sezioni: Libro edito di poesia, Video-poesia, Prefazione di libro di poesia che si aggiungono alle altre due nuove inserite lo scorso anno: Haiku e Critica letteraria e le già presenti Poesia in italiano, Poesia in dialetto e lingua straniera.

Il Premio è presieduto dal Dott. Lorenzo Spurio Presidente del Premio / Presidente Ass. Euterpe e dalla Dr.ssa Michela Zanarella Presidente di Giuria.

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Per le modalità di partecipazione e spedizione si rimanda al bando visionabile nel sito del Premio o al link sottostante. Buona partecipazione!

SCADENZA 15 MAGGIO 2018 

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scarica qui il bando integrale con scheda di partecipazione 

Segreteria Premio “L’arte in versi”
http://www.arteinversi.blogspot.it
arteinversi@gmail.com
Tel. 327-5914963

La ragazza sull’albero (Julia Butterfly Hill)

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«Mentre sto scrivendo, all’età di venticinque anni, vivo da più di due anni su un’antica sequoia alta sessanta metri, collocata sulla proprietà della Pacific Lumber. Sono sopravvissuta a tempeste, minacce, solitudine e dubbi. Ho conosciuto la magnificenza e la devastazione di una foresta tra le più antiche sulla Terra. Vivo su un albero che si chiama Luna. Sto cercando di salvare la sua vita. Credetemi, non era proprio quello che intendevo fare della mia vita.»

Era il 1997 e la pacifica esistenza di una ragazza qualunque, sopravvissuta a un drammatico incidente stradale che le costa un danno cerebrale e la terapia intensiva per quasi un anno, viene improvvisamente sconvolta da una chiamata. In che altro modo poter definire questa impresa senza precedenti che ha ispirato e aperto il cuore a milioni di persone nel mondo? Lo racconta quella che di lì a poco si sarebbe trasformata in Butterfly, ovvero Julia Butterfly Hill, quando si trova, per la prima volta, di fronte ai giganti della Terra, le sequoie della California, e può finalmente sperimentare la verità del Creato e della vita come lei stessa definisce questa esperienza.

«Afferrata dallo spirito della foresta, caddi in ginocchio e cominciai a singhiozzare… In questa maestosa cattedrale, potevo sentire il mio essere intero trasformarsi in nuova vita. A lungo rimasi seduta a piangere. Alla fine, le lacrime si trasformarono in gioia e la gioia in ilarità, e rimasi seduta a ridere per la bellezza che mi circondava. … Spirito dell’Universo, volevo girare il mondo. Sin da quando ricordo, ho sempre desiderato viaggiare. Ne ho finalmente l’Occasione e tuttavia, improvvisamente, mi sento costretta a non andare. Ti prego, mostrami la strada.»

L’occasione si presenta presto quando, il gruppo di attivisti della Earth First! che sta piantonando, nella contea di Humboldt (Nord California), l’area di disboscamento della Pacific Lumbern, società nel settore della raccolta del legname, chiede dei volontari per occupare un albero che sta per essere abbattuto su un territorio già sottoposto a pericolose frane e cedimenti a causa del taglio indiscriminato della foresta. L’albero in questione viene battezzato Luna (in italiano nel testo) e nel giro di poco tempo diventa un vero e proprio faro della battaglia ecologica in California e in tutti gli Stati Uniti riuscendo a calamitare l’attenzione internazionale.
Ad apertura di questo libro per spiriti ribelli, a metà tra biografia, diario avventuroso e testo di trasformazione spirituale, si trova la citazione di John Muir, il pionere delle foreste Californiane: «Questi re della foresta, i più nobili di una razza nobile, appartengono di diritto al mondo, ma, poiché, si trovano in California, non possiamo sfuggire alla responsabilità di esserne custodi. Per fortuna, il popolo americano è all’altezza di questa responsabilità.»

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juliahillÈ così che Julia Hill, a 23 anni, sente di doversi assumere questa responsabilità e, senza esitazione, si offre di salire su una piccola piattaforma a cinquantacinque metri dal suolo, posta sulla punta di una sequoia che ondeggia al vento, a picco su una collina che sta franando a causa del disboscamento intensivo. Ciò che segue questa decisione di Julia è un rapporto di simbiosi con Luna, una creatura di mille anni, una coast redwood facente parte di una foresta antichissima, una Sequoia sempervirens dalla caratteristica corteccia rossa, tra gli alberi più alti al mondo.

Julia, nome in codice Butterfly, si trova a vivere per ben settecentotrentotto giorni su Luna, con lei condivide la lotta per la vita in una zona devastata dal disboscamento, insieme affrontano tempeste, freddo, neve, piogge torrenziali, boscaioli rabbiosi, ruspe, elicotteri che spargono napalm, attacchi continui di agenti e dipendenti dell’azienda che sta sfidando, la Maxxam Corporation, la quale sta per effettuare il cosiddetto “taglio a raso”, ossia il taglio di alberi di tutte le età e dimensioni e il conseguente trattamento dell’intera area con il fuoco. In solitudine Julia stabilisce un rapporto speciale con la sequoia, un legame che segue l’ecologia profonda oltre che l’ambientalismo attivo e queste pagine ne danno ampia testimonianza. La metamorfosi della farfalla Butterfly si completa durante i due rigidi inverni passati fianco a fianco con la creatura millenaria.

«Luna mi ha cambiato. Vivendo su questo albero, ho ricordato come ascoltare, come sentire il mondo e la Creazione che mi parlavano. Ho ricordato come sentire la connessione e la consapevole unicità che è sepolta profondamente dentro di noi.(…)»
Durate un terribile uragano che mette a dura prova il carattere fermo della ragazza, Julia sente la voce di Luna che le parla e da lì in poi continuerà a chiederle consiglio: comunicherà con la sequoia attraverso la voce, il pensiero, le sensazioni tattili, tutti i sensi. Julia diventerà tutt’uno con l’albero che la ospita e dopo questa esperienza sarà per sempre la sua migliore amica.
«Chiusi gli occhi e appoggiai a Luna la fronte, le mani e i piedi. Immaginai la mia energia che scendeva lungo il tronco, attraverso le radici, nel terreno. Mi aiutò a sentirmi con i piedi per terra. Avvertii l’imponenza del tronco e una profonda energia che ci legava»

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Dopo le prime due settimane in cima alla sequoia, Julia comprende che l’occupazione di un albero va oltre la protezione dell’albero stesso; è una forma di servizio pubblico intoccabile, è un simbolo di protezione e attenzione verso l’intera foresta, gli animali che la abitano e la comunità che la circonda e che dipende dalla sua sopravvivenza.

«L’occupazione di un albero è l’ultima spiaggia. Quando vedi qualcuno su un albero per cercare di proteggerlo, capisci che la società ha fallito ad ogni livello. Chi occupa un albero con il suo gesto ti sta comunicando questo: non ho altro modo per fermare quello che sta succedendo, non ho altro sistema per rendere consapevole la gente di cosa c’è in gioco. Ho seguito le regole, ma tutto quello che mi è stato detto di fare ha fallito. Quindi è mia responsabilità fare quest’ultimo tentativo, mettere il mio corpo dove stanno le mie convinzioni.»

Fu proprio John Muir istituendo il il 28 maggio 1892 il Sierra Club, la più antica e grande organizzazione ambientale degli Stati Uniti, ad attuare un programma preservazionista e a indicare la strada per il Parco nazionale di Yosemite in cui oggi sopravvivono più di mille sequoie giganti.

Julia racconta che gli sforzi per proteggere le sequoie della costa continuarono e si unì alla lotta ambientalista anche il genere femminile quando, nei primi del Novecento, quattro donne di Eureka, in California, scrissero lettere a politici, naturalisti, personaggi famosi e, successivamente, portarono la loro protesta sulle strade per creare consapevolezza nell’opinione pubblica. Senza gli attivisti passati e presenti, la maggior parte delle antiche foreste della California sarebbe caduta molto tempo fa. Julia intende proseguire su quel sentiero perché, senza gli attivisti passati e presenti, l’attenzione su alcune tematiche diminuirebbe con la conseguente mancanza di vigilanza sul territorio e sul nostro patrimonio ambientale.

9788879724357_la_ragazza_sullalberoJulia Hill si fa portavoce di questa grande battaglia ecologica senza mai essere appartenuta a un gruppo o a un’associazione, e nel suo racconto ribadisce questa posizione, ma la sua impresa non sarebbe stata possibile se non avesse ricevuto l’aiuto di tutte le persone che, in piena autonomia e liberamente, l’hanno supportata in ogni modo, anche andando contro la legge, a rischio della propria vita e spendendo ogni energia possibile.
Un gesto di disobbedienza civile, quello di salire sugli alberi e di occuparli che, dopo il Civil Disobedience dell’americano Henry David Thoreau (1849), riporta l’attenzione sul diritto-dovere dei cittadini di vigilare affinché lo Stato o qualsiasi autorità costituita non abusi del suo potere. Lo stesso Gandhi affermava: «Noi cessiamo di collaborare coi nostri governanti quando le loro azioni ci sembrano ingiuste. Questa è la resistenza passiva.»
Molti dei diritti di cui oggi godiamo, pur se concessi sulla carta, sono divenuti effettivi soltanto dopo atti di protesta e di disobbedienza civile. Ecco perché ritengo che questo libro sia un testo valido per comprendere la società e le nostre responsabilità di cittadini e di essere viventi.

L’impresa di occupare Luna si è rivelata importante perché ha avuto un esito positivo e si è conclusa con un accordo di tutela e salvaguardia di grande valenza simbolica, per la conservazione di Luna e degli alberi circostanti, cosa che non era mai accaduta prima di allora.
L’intuizione di calamitare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sulla salvaguardia delle foreste, attraverso il superamento del record di permanenza su un albero, ha contribuito a rendere la storia di Julia Butterfly Hill e di Luna una favola moderna. Tuttavia La ragazza sull’albero ha continuato la sua lotta fino a diventare un’ambientalista attivista di fama mondiale e la sua disobbedienza civile l’ha portata anche a dover affrontare il carcere il 16 luglio del 2002, a Quito, Ecuador, in seguito alla protesta contro un progetto di oleodotto che avrebbe distrutto un’ampia area di foresta vergine andina.

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«Mettere il mio corpo dove stanno le mie convinzioni» è una frase chiave per riuscire a capire la grandezza di questa esperienza che ognuno di noi può rivivere attraverso la lettura delle parole di Julia Butterfly Hill. E che siano passati quasi venti anni da quel giorno non è importante. È, anzi, quanto mai necessario oggi reinterpretare la necessità di un gesto che ha cambiato la visione ambientalista. Oggi che la nostra passività non è resistenza e neppure esistenza, ma solo inazione, mancanza di ideali, di speranza e di forza, è necessario ricordare, come suggerisce Julia, che «Sì, una persona può fare la differenza. Ciascuno di noi la fa.»

Luna è sopravvissuta al taglio indiscriminato della foresta ma nel 2000 è stata vittima di un atto di vandalismo a opera di sconosciuti che le ha inferto un profondo taglio lungo metà della circonferenza del tronco. «Ho avuto come la sensazione che la sega mi attraversasse il corpo. Continuerò a fare il possibile per salvare Luna e per salvare il resto delle antiche foreste» ha commentato Julia Hill in seguito all’attacco. Stabilizzata con staffe e cavi d’acciaio, ferita, ma ancora in piedi, Luna resiste e continua, con la sua presenza, a segnare il tempo millenario delle sequoie.

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Luna (sequoia) Redwood Forest, Stafford, California. Nel 2000, l’albero fu vittima di un atto di vandalismo: con una sega elettrica si creò nella sua circonferenza un’incisione di un metro di profondità. Stabilizzato con cavi e fermi in acciaio, l’albero continua a vivere. Fonte foto: National Geographic

 

Julia Butterfly Hill, La Ragazza sull’Albero (Casa Editrice Corbaccio, Milano 2000, ISBN 88-7972-435-5)

Julia Butterfly Hill, The Legacy of Luna (Harper Collins Publishers Inc., 2000, ISBN 0062516590)

 

Valentina Meloni

5/07/2017

Nanuk e l’albero dei desideri

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Arriva Nanuk!

Nanuk e l’albero dei desideri (fascia di età: 5-10 anni) è una fiaba moderna che introduce il tema del processo di individuazione e accompagna alla necessaria iniziale scoperta di sé attraverso la fiducia, il coraggio e l’attesa. La narrazione si sviluppa come una storia nella storia e l’impianto della fiaba finisce per fondersi con una realtà in cui il bambino si può identificare. Paesi diversi e diverse generazioni a confronto, radici e interculturalità, in un racconto che vede come medium un albero magico dai semi alati (un vecchio acero montano) e come daimon un sonaglio a vento a forma di uccellino. Il narratore coincide con la figura materna e rassicurante della nonna e il finale lascia un’apertura che permette al bambino di continuare la storia attraverso l’uso della propria immaginazione.

Nanuk e l’albero dei desideri” è la prima di una serie di storie per bambini che ho ideato con un progetto ad alta leggibilità e pagine creative manuali. In questa impresa nelle quali ci siamo divertite noi per prime ho coinvolto Sara Stradi che ha interpretato Nanuk proprio così come lo avevo immaginato nelle sue bellissime e colorate illustrazioni che spaziano dall’Italia al Giappone. Se volete prendere una copia, Sara ed io ne avremo disponibili tra qualche giorno, potete scrivermi qui o nei commenti.
Anche quest’anno ho scelto alcuni insegnanti per donare qualche copia alle classi di piccoli lettori.
Seguite la lumachina di Temperino rosso Edizioni 🐌

Titolo: Nanuk e l’albero dei desideri
Autrice: Nanita – Valentina Meloni
Illustratrice: Sara Stadi
Editore: Temperino rosso edizioni
Genere: Narrativa per l’infanzia
Anno prima edizione: 2017
Collana: Il bocciolo

LIBRO ISBN 978899819675
EBOOK ISBN 978899819682

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Crepe di Pelle di Ashraf Fayad, poeta in prigione

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Il mio paese è passato di qua
calzando la scarpa della libertà…
poi se n’è andato, lasciando la scarpa alle sue spalle,
correva con un ritmo travagliato … come il ritmo del mio cuore,
il mio cuore che correva verso un’altra direzione … senza una giustificazione convincente.
La scarpa della libertà era consumata, vecchia e finta
come il resto dei valori umani in tutte le loro dimensioni.
Tutto mi ha abbandonato e se n’è andato … inclusa te.
La scarpa è un’invenzione sconcertante
dimostra la nostra ineleggibilità a vivere su questo pianeta,
dimostra la nostra appartenenza ad un altro luogo in cui non abbiamo bisogno di camminare molto,
o che il suo pavimento è arredato con ceramica economica … scivolosa!
Il problema non sta nello scivolare … tanto quanto nell’acqua,
nel calore … nel vetro rotto … nelle spine … nei rami secchi e nelle rocce appuntite.
La scarpa non è una soluzione perfetta
ma in qualche modo adempie allo scopo desiderato
esattamente come la ragione
e come la passione.
La mia passione si è estinta da quando te ne sei andata l’ultima volta,
non posso raggiungerti più
da quando sono stato detenuto in una cassa di cemento sostenuta da barre fredde di metallo
da quando mi hanno dimenticato tutti … a cominciare dalla mia libertà … e a finire dalla mia
scarpa affetta da una crisi di identità.

traduzione di Sana Darghmouni che ringrazio per la gentile concessione del testo e assieme a lei Pina Piccolo che si sta attivando per un cordone di sostegno all’autore attraverso il sito della Macchina sognante, contenitore di scritture dal mondo.

post originale pubblicato in The dreaming machine


Crepe nella pelle, è una poesia scritta dal poeta palestinese Ashraf Fayad da una prigione dell’Arabia Saudita, dove è stato detenuto negli ultimi tre anni con l’accusa di apostasia, con una sentenza del tribunale emessa nel febbraio 2016 di otto anni di reclusione, 800 frustate e la richiesta che rinunci pubblicamente al suo lavoro.

La famiglia dell’artista ha chiesto un rinnovato sostegno monetario per aiutare a pagare le spese sostenute dalla sua squadra di difesa legale mentre prepara l’appello. La macchina sognante fornirà maggiori informazioni man mano che lo sforzo internazionale diventerà più strutturato. Darò informazioni aggiornate anche attraverso questo sito e naturalmente siete invitati a unirvi e a collaborare attivamente per sostenere Ashraf.

Ashraf Fayad, che il 20 ottobre 2017 ha ricevuto il prestigioso premio PEN Canada One Humanity, è un rifugiato palestinese residente in Arabia Saudita e autore di Instructions Within (2008), una raccolta di poesie che commenta le questioni sociali nel mondo arabo (pubblicato da Terra D’Ulivi Edizioni coistruzioni-all-interno-A-220x321n il titolo  Le istruzioni sono all’interno). È un membro chiave della Edge of Arabia, una comunità artistica e saudita britannica e una piattaforma digitale che promuove il dialogo e lo scambio culturale tra il Medio Oriente e il mondo occidentale.

Nell’estate del 2014, Fayad è stato processato in Arabia Saudita per accuse relative alla blasfemia relative alla sua raccolta di poesie, che da allora è stata bandita dalla circolazione. I tribunali sauditi lo hanno condannato a morte nel 2015 per il reato di essere un infedele, ma dopo le proteste internazionali, le autorità hanno commutato la sua condanna a otto anni e 800 frustate. Fayad rimane in prigione ad Abha mentre fa appello alla sua condanna.

 

F. Haiku and OPA alcune poesie in inglese

Nel n. 24 di Failed Haiku sono stati pubblicati tre senryu inclusi nella silloge “Karumi- piccoli poemi della leggerezza” che ha ricevuto il secondo posto al Premio Mangiaparole 2017 sez. Haiku indetto dalla casa editrice Progetto Cultura che la pubblicherà, come premio della vincita nel corso del 2018.

“La colonna degli scrittori” nella sala del Caffè Letterario Mangiaparole

Quale il sogno
del bimbo nella culla
mentre sorride?

Una lumaca
passeggia sull’agenda —
rallenta il tempo

Buffo il ragno
— venuto a curiosare
fin sul mio naso

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Inoltre sono uscite tre poesie sull’amore (tema del mese di dicembre) sul sito internazionale di autori OPA Our Poetry Archive. Le poesie sono tratte dalla raccolta “Blooms, Se mi sfiori sfiorisco” e i titoli sono: Bits of time, Oranges and lemons, The dream.

Buona lettura

Aforismi al femminile

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Affresco, ritratto di Saffo – Pompei, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

La Puntoacapo Editrice ha inaugurato una collana di aforistica a cura di Amedeo Ansaldi e una di prosa breve a cura di  Pietro Montorfani. In Candide la prima antologia di Aforismi al femminile con la prefazione di Gino Ruozzi, un saggio introduttivo di Amedeo Ansaldi e la postfazione di Anna Antolisei.

L’aforistica, genere antichissimo e nobile, vive da sempre ai margini del mercato editoriale; più ancora della poesia, impone coraggio, chiarezza di pensiero e una lucidità che sconfina nella ferocia. I titoli proposti vogliono offrire al lettore uno spaccato delle infinite possibilità del genere. L’antologia Aforismi al femminile rappresenta una rassegna essenziale ma significativa delle principali scrittrici di aforismi italiane contemporanee, versate ciascuna in una delle diverse forme che può assumere il genere letterario (la massima di saggezza, la folgorante intuizione psicologica, lo scintillante calembour…). La precede una altrettanto sintetica storia dei rapporti tra aforisma e donne nel corso dei secoli, con prevalente ricorso a citazioni ‘classiche’ (aforismi sull’amore; aforismi misogini; donne scrittrici di aforismi). (A. Ansaldi)

Sono presenti alcuni miei aforismi scelti dalla raccolta inedita “Scrivo le ombre”

AA.VV., Aforismi al femminile, a cura di Amedeo Ansaldi. Aforismi di Marcella Tarozzi, Silvana Baroni, Lidia Sella, Marta Tofi, Cristina Mercuri, Daniela Lombardo, M. Cristina Brescini, Aldina De Stefano, Flaminia Cruciani, Valentina Meloni, Silvia Sardini, L. Margherita Volante, A. Natalia Bulboaca, Y. Cruz Lezcano, Luciana Loureiro. Prefazione di Gino Ruozzi, Saggio introduttivo di Amedeo Ansaldi e Postfazione di Anna Antolisei, pp. 94, € 15,00  ISBN 978-88-6679-150-8

 

 

 

Euterpe n.25 intervista a Pedro Enríquez

Il numero 25 della rivista di letteratura Euterpe è online e può essere letto e scaricato gratuitamente a questo indirizzo. Il tema di questo numero è: Autori internazionali e la loro influenza nella letteratura italiana”. 

In questo numero, nella rubrica Maieutikè dedicata alle interviste, ho avuto un piacevole scambio con il poeta spagnolo Pedro Enríquez che ha voluto regalarci anche una sua poesia. A pag. 78 potete leggere l’intervista integrale.

Seguono le interviste al poeta e fondatore del realismo terminale Guido Oldani (di Izabella Teresa Kostka) e alla poetessa di origini albanese Irma Kurti (di Lorenzo Spurio).

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S’inaugura inoltre il primo numero di Komorebi, la rubrica di haiku e poesia giapponese che ho voluto iniziare e che spero sarà apprezzata e vedrà la partecipazione degli haijin italiani. In questo numero dedicato agli honkadori a pag. 17 sono presenti testi commentati dei seguenti autori:

Corrado Aiello, Elisa Allo, Stefania Andreoni, Diego Bello, Angela Fabbri, Maria Grazia Ferraris,  Eufemia Griffo, Giuseppe Guidolin, Antonietta Losito, Antonio Mangiameli, Maurizio Petruccioli, Matteo Piergigli, Mariangela Ruggiu, Antonio Sacco,  Chiara Taormina.

In questo numero, tra gli altri, sono presenti i pregevoli contributi di Dante Maffia, Franco Buffoni, Donatella Bisutti, Antonio Spagnuolo.

Ricordiamo, inoltre, che il tema del prossimo numero della rivista al quale è possibile ispirarsi sarà “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”. I materiali dovranno essere inviati alla mail rivistaeuterpe@gmail.com entro e non oltre il 28 Febbraio 2018 uniformandosi alle “Norme redazionali” della rivista che è possibile leggere a questo link.

 

buona lettura

Una foglia in The Mainichi(Japan)

In the Mainichi, Japan National Daily Since 1922 oggi un mio #haiku nella sezione in lingua inglese:

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cade una foglia —
potessi io staccarmi
con tanta grazia

The dream

original

 

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Abbracciami
dalle radici alle punte…
come fa l’acqua dei temporali con gli alberi…
quando il vento arriva
tra i rami
abbraccia questo mio corpo di foglie
tu conosci
le mille primavere che ho vegliato
le notti insonni
fatte di stelle malinconiche:
prendile tra le tue braccia
e cullale fino a trovare il sogno

 

(nanita)

 

a mia sorella Ingrid e al suo sogno 

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