Poi sto qui a chiedermi che senso abbia scrivere di non so più cosa mentre poco lontano, a Gaza, sparano sui disperati in fila per il pane; e non so darmi risposta e tremo al pensiero che io sia ancora in vita mentre in una terra di cui conosco poco o nulla una bimba -occhi profondi- muore incenerita dalle bombe. Un tuono riempie le distanze. È il senso di colpa del sopravvissuto o dell’indifferente? Mi chiedo- mentre la pioggia scorre sul volto e non cancella niente di quello che fa male; eppure mi conforta sapere che il pianto non s’è visto- nascosto in una goccia- che si è confuso con l’eco addolorato del cielo in un pomeriggio qualunque di questo cinque luglio duemilaventicinque. Agli esseri ancora in vita non sia data la disperazione anche se, poco più in là, la guerra di confini immaginari ha cancellato i volti di una popolazione.
Complimenti per la pubblicazione, ma soprattutto perché (ho sbirciato anche attraverso il periscopio) sono versi assai belli. 🌹
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Grazie di cuore per aver letto e apprezzato
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Sono belle tutte, ho rubato L’Origine del Mondo per il Domenicale del prossimo 17 agosto, ciao grazie
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Grazie Flavio un caro saluto buona domenica
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