Polvere d’oro

Wiosenny jeleń

a Michela Zanarella

Ho sognato la curva dello stelo
piegarsi al limite della foglia per
un sussurro di dolcezza — qualcosa
che non può venir toccato da nulla
che non sia sopravvivenza pura.
Tu sai i sepali essere ali d’angelo, e
fibrillare di antere scintillïi
di sogno… ah l’oro dell’imponderabile,
l’oro di ciò che — senza nome — viene a
reclamare presenza e una parola
detta piano che non si sciupi in gesta
— nostra vicinanza con l’effimero —
questo spargimento d’essenza amica
resti nell’ombra come sta la cerva
— a guardia del sacro suolo un sorriso.

n a n i t a

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