Haibun* – 18 maggio 2017

Castiglione del Lago, 18 maggio 2017

C’è un punto terribile della vita in cui si nasce con violenza, in cui maturano di noi parti gettate fuori velocemente. In quel punto della vita non si è più capaci di dormire come nel grembo materno, non esistono nidi, non esiste incoscienza, si perde, forse per sempre, quella sensazione flottante di culla, quel peso di neve appena nata che ottunde i sensi. Vedi tutto e quel tutto poi altro non è che il niente, la distanza tra ciò che sei e ciò che vivi, il peso enorme dell’incolmabilità, il dolore profondo del fraintendimento, lo sfinimento dello stare in piedi, vigile, di non poterti abbandonare più a tutto quello che non eri.
Poi si torna a essere conchiglia: all’improvviso un tuffo, la risacca e l’eco di oceani lontani tra le proprie spire.

diodora cesellata –
tra onda e onda cela
il suo bel canto

(nanita)

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L’Haibun è un componimento costituito da parti in prosa intercalati da Haiku.
In genere nella parte narrativa vengono descritti momenti speciali di una persona, come ad esempio un viaggio. Il testo in prosa è asciutto, essenziale, semplice.

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